
Molti italiani quando sentono “la City” credono sia solo un soprannome per indicare il centro di Londra, magari una zona fighetta dove girano ancora oggi stronzi in giacca grigia con bombetta. Sbagliato. La “City of London” non è una città: è la città. Quella vera. Quella romana.
Ogni volta che salta fuori un discorso sull’Inghilterra, puntualmente spuntano gli espertoni italiani di “esoterismo” e “tradizione” a raccontarci che il vero potere mondiale è detenuto dai Windsor, che Re Carlo è l’erede segreto dei templari, e che tutto ruota attorno ai rituali celtici, le linee telluriche e il tè delle cinque.
Peccato che siano, nella migliore delle ipotesi, degli hobbisti in cerca di senso su YouTube. Nella peggiore, capre ignoranti con velleità da maghi.
Perché il potere vero, in Inghilterra, non è nella monarchia cerimoniale, e di certo non alberga a Buckingham Palace.
Il potere vero è nascosto in piena vista, nella City of London.
Non “la city” come sinonimo chic di centro urbano: la City, con la “C” maiuscola, è un’entità politica, giuridica e storica separata dal resto di Londra. È l’antica Londinium, fondata dai romani nel I secolo d.C., che non ha mai cessato di esistere.
Una delle poche città romane al mondo senza soluzione di continuità: da municipium imperiale a capitale finanziaria globale.
È cinta da 12 porte, come ogni civitas romana di rango, e i loro nomi sopravvivono ancora oggi: Aldgate, Moorgate, Ludgate, Bishopsgate… che vi scorrono accanto nei cartelli dell’underground mentre siete convinti di essere semplicemente “in centro”.
E mentre voi sognate i Cavalieri della Tavola Rotonda, lì si muovono banche, trattati, hedge fund, compagnie assicurative, e sì – le vere guerre.
Ecco un fatto che pochi sanno: il Re non può mettere piede nella City senza l’autorizzazione del Lord Mayor, figura che non rappresenta il popolo, ma le gilde medievali, ancora oggi attive.
Il Lord Mayor non è un sindaco: è un Doge in miniatura. Eletto ogni anno da un’assemblea di membri delle Livery Companies – le corporazioni di arti e mestieri, molte delle quali legate oggi alla finanza, al commercio internazionale, alla diplomazia economica.
Una struttura che ricorda molto più la Repubblica di Venezia o Firenze rinascimentale che un’istituzione moderna.
Dopo il declino di Firenze, è diventata il vero centro finanziario dell’Occidente, il crocevia globale del denaro, del debito, del controllo.
La City è, a tutti gli effetti, un Vaticano laico.
Come il Vaticano ha preso gli scampoli di sacralità imperiale romana e li ha rimodellati in una teocrazia globalista con paramenti liturgici, la City ha preso il vecchio potere repubblicano e consolare romano e l’ha trasformato in potere economico planetario, fatto di equity, debt e dominio.
Due entità che non rispondono ad alcuna vera sovranità, entrambi con passaporto speciale, entrambi fuori dalla giurisdizione ordinaria, entrambi sopravvissuti vampirici degli scampoli del Potere Romano.
Quindi la prossima volta che qualche “iniziato” da bancarella vi parla dei Windsor come dei burattinai del mondo, chiedetegli chi elegge il Lord Mayor. Vedrete il vuoto negli occhi.
Perché il potere vero non si annuncia con le trombe, né si maschera da drago: si veste in gessato e vi sorride mentre firma la vostra ipoteca.





