
di Fvumentavius
ll’alba di ieri, un’operazione al limite dell’incredibile: l’intelligence ucraina (GUR/SBU) è riuscita a introdurre in territorio russo autocarri civetta da cui sono decollati sciami di droni FPV verso le principali basi dell’aviazione strategica: Olenja (Murmansk), Belaja (Siberia), Ivanovo e Djagilevo.
Fino a 40 velivoli sarebbero stati colpiti, tra cui TU-95, TU-22 e almeno un A-50 da sorveglianza radar. Il colpo è da KO tecnico: un terzo, forse due terzi della forza aerea nucleare russa sarebbe ora rasa al suolo.
Un attacco chirurgico, spettacolare, che apre un nuovo capitolo sulla nuova guerra e l’utilizzo dei droni in azioni con cascata a livello strategico!. E soprattutto, una clamorosa umilizione per Mosca: lasciare i propri strategic bombers parcheggiati all’aperto, come vecchie Lada in un cortile.
Ma attenzione. Per quanto grave, questo non è lo scenario più pericoloso che abbiamo vissuto.
Nel maggio 2024, gli ucraini colpirono i radar di allarme strategico di Armavir e Orsk: cioè gli occhi del sistema che deve avvertire il Cremlino in caso di attacco nucleare occidentale. A detta di analisti americani e russi, Quello è stato il punto più vicino al collasso del sistema di deterrenza globale dai tempi della Guerra Fredda.
Perché? Perché un aereo si può ricostruire. Un radar accecato, invece, spinge chi lo comanda a reagire nel dubbio. È il classico schema da launch-on-warning: se non vedi il nemico, ma sospetti che stia arrivando, Potresti lanciare tu per primo.
E ora? Ci sarà una risposta nucleare russa come molti allarmisti latrano?
No. Non ci sarà. Per motivi molto semplici:
Un attacco nucleare è inutilizzabile come rappresaglia a un’azione che non ha violato la soglia nucleare.
Dove lo lancerebbero? Su Kyiv? Su Lviv? Rischiano l’isolamento totale e la reazione dell’intero blocco occidentale.
Le loro truppe in Ucraina non hanno dotazioni NBC: l’uso dell’atomo li ucciderebbe da soli.
La Cina e l’India, gli unici ancora tiepidi alleati, si girerebbero dall’altra parte.
Putin sa che usare l’atomica oggi equivale a dichiarare la fine della Russia come Stato credibile.
Non fatevi ingannare dagli allarmismi. L’escalation ci sarà: Mosca intensificherà i raid su infrastrutture civili ucraine, si riorganizzeranno le basi bombardieri superstiti, e tornerà la nebbia elettronica delle guerre di terza generazione.
Ma le atomiche restano (per ora) nei silos. La dottrina vale ancora: distruggere una parte dell’arsenale non equivale a distruggere il sistema. E colpire un hangar non è come colpire il cervello.
Il vero pericolo? Accecare. Non mordere.
Se vuoi far tremare un orso al punto di impazzire, tagliagli la vista. Non scheggiargli un canino.
In attesa di sviluppi e dei comunicati del Cremlino.
A quelli che parlano di ‘gesto destabilizzante’ attenzione, non è che gli Ucraini adesso quando vogliono distruggono i bombardieri Russi ogni mattina! Questa è una azione one shot. I Russi immediatamente passeranno alle contromisure. Non esistono le Wunderwaffe serve ripeterlo ancora una volta.





