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VIOLENZA SATANICA SPARSA SUI SOCIAL E MISURE ATTIVE DI SERVIZI STRANIERI

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Un utente, che dice di lavorare per il Miur, ha augurato su X alla figlia della Meloni la stessa sorte della ragazza quattordicenne di Afragola, uccisa a sassate da un giovane di diciotto anni perché lo voleva lasciare.

Augurare alla piccola Ginevra, figlia del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la stessa sorte della ragazza di Afragola non è un atto vile e vergognoso; è un atto satanico.

Gli episodi di maschi che uccidono donne perché queste li vogliono lasciare non possono essere racchiusi nella categoria, tutto sommato di comodo, del femminicidio, ma devono essere inquadrati in una degenerazione morale di un’intera società, in questo caso quella occidentale, dove è stata destrutturata ogni categoria di valore, in base ad una precisa logica di distruzione che vede all’opera più tentacoli della piovra ed è a questi tentacoli che bisogna guardare. Indignarsi è cosa giusta, ma non sufficiente.  

Ha ragione Giorgia Meloni quando, commentando il satanico augurio postato su X ha affermato: “Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza”.

Già. Qualcosa di più oscuro, che deriva dalle follie della cancellazione della storia e della cultura (cancel culture), dalla destrutturazione di ogni concetto di autorità, dal wokismo imperante, dal transumanesimo e dalle teorie sataniche di Aleister Crowley, che fanno da sottofondo al wokismo, dall’eugenetica di Francis Galton e di Julian Sorell Huxley, dalle teorie di Thomas Robert Malthus, ma anche dei movimenti come Black Lives Matter.

Dietro le quinte si muovono élite di un Occidente degenerato, ma anche mani straniere.

Siamo precipitati all’interno di una guerra ibrida che non ha confini, in tutti i sensi. Tutto è lecito.

Sono in atto tecniche di guerra psicologica, con l’uso strategico della propaganda e di altre azioni per influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamenti di un gruppo specifico, o dell’intera popolazione, al fine di raggiungere obiettivi militari, politici o economici. 

Si tratta di una forma di guerra non fisica, che mira a disorientare, demoralizzare o influenzare la volontà di un’intera popolazione che si intende assoggettare.

Quando attraverso una psycological operation ben condotta destrutturi ogni principio di autorità e convinci i giovani, le vittime più manipolabili, che devono avere tutto ciò che vogliono e quando convinci le persone che con la tecnica puoi ottenere tutto ciò che vuoi, secondo logiche che abbiamo visto teorizzate anche in testi come Homo Deus, è ovvio che produci bambocci che, al primo ostacolo, impazziscono e distruggono la vita altrui e la loro.

Il processo di identificazione di cui scrive abbondantemente Jung comporta fare i conti con sé stessi anche attraverso prove iniziatiche che un tempo abituavano a confrontarsi con la vita. Senza disturbare l’antropologia e i riti di iniziazione descritti anche nelle fiabe, era sufficiente che si prendesse una nota a scuola per avere dal padre e dalla madre una punizione. Oggi la punizione viene inflitta all’insegnante a suon di calci e di pugni e nessuno provvede.

Bande di giovani, che trovano nell’orda un senso di appartenenza, picchiano, rubano, assaltano e nessuno dice nulla.

Abbiamo un’eurodeputata che sostiene come giusta l’occupazione di case altrui.

Abbiamo la magistratura che decide se le leggi dello Stato si applicano o non si applicano.

Abbiamo regioni che prendono decisioni di politica estera in barba alla Costituzione.

Nella Costituzione italiana, la competenza in materia di politica estera spetta, infatti, principalmente allo Stato. L’articolo 117, comma 2, lettera a), attribuisce allo Stato la legislazione esclusiva in materia di “politica estera e rapporti internazionali dello Stato”. Questo significa che il Governo centrale, attraverso il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro degli Affari Esteri, ha il compito di definire e gestire la politica estera, stipulare trattati internazionali e rappresentare l’Italia nei rapporti con altri Stati e organizzazioni internazionali.

Le Regioni hanno un ruolo limitato, ma possono svolgere attività con rilevanza internazionale (come accordi di cooperazione transfrontaliera) solo entro i limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi statali, e previa intesa con lo Stato (art. 117, comma 9). Il Parlamento ha un ruolo di controllo e indirizzo, approvando i trattati internazionali che richiedono ratifica (art. 80).

In sintesi, la politica estera è una competenza esclusiva dello Stato, con il Governo che la esercita sotto il controllo parlamentare.

In barba alla Costituzione la Regione Puglia prende le distanze da Israele e con una mozione del Consiglio regionale chiede l’interruzione di ogni collaborazione commerciale con lo Stato ebraico. Intanto, al Consiglio comunale di Bari viene approvato l’ordine del giorno con il quale “l’amministrazione dichiara non gradita, anche per le prossime edizioni della Fiera del Levante e nei Saloni specializzati, la partecipazione in qualsiasi forma dello Stato di Israele, o di suoi rappresentanti, sino a quando non porrà fine all’intervento militare nella Striscia di Gaza e alla violazione dei diritti umani della popolazione civile”. 

Viene in mente che dietro a queste mosse ci siano interessi cinesi, in Puglia come in Medio Oriente.

E qui arriviamo al dunque.

Quando un governo come quello attuale italiano non risponde alle logiche guerrafondaie dell’Unione Europea, non risponde alle logiche degli interessi cinesi, non risponde alle logiche neocon e nemmeno a quella dei vari finanziatori delle ong, allora su quel governo si scatenano le misure attive, intese a delegittimare, nella coscienza della popolazione a anche con fatti concreti, un’azione governativa ritenuta non in linea con gli interessi internazionali, in questo caso, del globalismo neocon che, attraverso il circuito degli euro dollari ha finanziato, dalla City di Londra, lo sviluppo della grande fabbrica cinese.

Quando un governo non cammina sulla Via della Seta e su quello del globalismo, allora la psycological operation si scatena a tutti i livelli.

E’ necessario, inoltre, considerare che i social sono facilmente addomesticabili. E’ noto che i social sono pieni di falsi profili che consentono di orientare l’opinione e di scatenare la belva dell’odio.

La vicenda dei falsi profili dovrebbe allertare. Il fenomeno dei profili falsi sui social è ben documentato, spesso legato a operazioni di disinformazione o propaganda attuati da servizi segreti.

Il fenomeno dei falsi profili sui social media è complesso e in continua evoluzione, con stime che variano a seconda della piattaforma e del periodo considerato, ma un quadro approssimativo dà l’idea della pericolosità del fenomeno.

Facebook – Nel 2018, Facebook ha dichiarato di aver rimosso 583 milioni di profili falsi nel primo trimestre, pari al 3-4% degli utenti attivi mensili. Nel 2022, si stimava che circa 87 milioni di profili fossero falsi. Non ci sono dati più recenti, ma il fenomeno persiste a causa dell’uso di bot e account automatizzati.

Instagram – Una ricerca del 2015 stimava che circa 25 milioni di utenti su 300 milioni fossero bot o profili falsi. La facilità di creazione di account falsi tramite intelligenza artificiale ha reso il problema più significativo negli ultimi anni, con account utilizzati per aumentare follower e interazioni.

TikTok – Nel secondo trimestre del 2022, TikTok ha rimosso circa 33 milioni di profili falsi, con un aumento del 62% rispetto al trimestre precedente, indicando una crescita del fenomeno.

LinkedIn – Nel 2023, sono stati segnalati 428.000 profili falsi, un aumento rispetto ai 391.000 del 2022, spesso legati a truffe o false offerte di lavoro.

Twitter/X – Non ci sono stime precise recenti, ma un post su X del 2024 suggerisce che il 98% dei nuovi profili inattivi con pochi retweet potrebbe essere falso, spesso generato da “bot farm”. Inoltre, nel 2022, si discuteva di un traffico di bot superiore a quanto dichiarato ufficialmente dalla piattaforma.

Una bot farm è un insieme di account automatizzati (bot) gestiti in modo coordinato per eseguire attività su piattaforme digitali, come social media, forum o siti web. Questi bot sono spesso usati per: creare false narrazioni, amplificare messaggi o manipolare l’opinione pubblica; generare like, condivisioni, commenti o follower per far sembrare un contenuto o un profilo più popolare; eseguire spam, phishing o altre attività malevole; influenzare i trend o i ranking su piattaforme digitali.

Le bot farm possono essere gestite da individui, organizzazioni o persino entità statali e spesso operano su larga scala, utilizzando software per automatizzare le azioni degli account. Sono un fenomeno controverso, spesso associato a campagne di influenza o attività illecite.

Secondo il report “Digital 2024”, a inizio 2024 gli utenti attivi sui social media erano 5,04 miliardi, ma i profili non rappresentano necessariamente individui unici, suggerendo la presenza di account falsi o duplicati. La percentuale di profili falsi varia tra il 3% e il 10% a seconda della piattaforma, con picchi più alti su quelle meno moderate. L’uso di intelligenza artificiale generativa, come ChatGPT, ha reso i profili falsi più sofisticati e difficili da rilevare.

Infine: la droga.

Uno degli elementi di attrito tra l’Amministrazione Trump e la Cina riguarda la droga, che sta devastando gli Stati Uniti, in una sorta di guerra dell’oppio al contrario.

Il fenomeno del fentanyl negli Stati Uniti rappresenta una delle più gravi crisi sanitarie degli ultimi decenni, definita come la peggiore emergenza sanitaria dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il fentanyl è un oppioide sintetico, da 50 a 100 volte più potente della morfina e da 30 a 50 volte più potente dell’eroina.

Tra il 2015 e il 2022, il fentanyl ha causato quasi un milione di morti per overdose. Nel 2023, i decessi per overdose sono stati circa 107.543, con il fentanyl responsabile di una percentuale simile. A New York, nel 2023, il fentanyl è stato la causa dell’81% delle morti per overdose, con oltre 3.000 decessi nella sola metropoli.

La Cina è stata a lungo il principale fornitore di fentanyl e precursori chimici, spesso esportati in Messico, dove cartelli come quello di Sinaloa lo sintetizzano. Accordi tra USA e Cina (es. 2019 e 2023) hanno cercato di limitare il traffico, ma i cartelli messicani restano una fonte primaria. La crisi è aggravata dalla miscelazione con altre sostanze, come la xilazina (“droga degli zombie”), che aumenta la letalità.

Nella guerra ibrida anche la droga ha una sua importante funzione.

Quanti drogati ci sono in Italia? Come il fenomeno della droga incide nel nostro Paese sull’assoggettamento a operazioni psicologiche di massa?

Ecco che, per concludere, indignarsi per il fatto che si è augurato alla figlia di Giorgia Meloni di fare la fine della giovane di Afragola non è sufficiente.

Chi ha inserito su X questo augurio o è un malato di mente, o è un satanista o, peggio, è un falso profilo che dà avvio ad una logica perversa che punta a sovvertire le istituzioni italiane creando un clima di odio.

Manine di servizi segreti non sono da escludere. Le bot farm sono all’opera.

In altri tempi la macchina del fango usava i giornali. Oggi i social sono un moltiplicatore impressionante.

Siamo entrati in una nuova fase della guerra e a questa nuova fase si deve guardare con attenzione per evitare che alle minacce seguano atti inconsulti.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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