
Nel “Batiment Des Anges”, inaugurato mercoledi scorso, giovedi notte è nato primo bambino, al quale è stato dato nome Gabriele.

Nome appropriato, quello dell’arcangelo annunciatore di vita, per il primo bimbo partorito nella struttura sanitaria voluta, lo possiamo dire, da giovani che hanno lasciato la vita terrena precocemente, ma che hanno ispirato, in un certo senso annunciato, l’idea di agire per costruire un nuovo luogo della vita.
Con 19 posti letto, sala parto e sala operazioni, consultazioni e farmacia il sogno comune di padre Renzo, delle mamme della “Festa degli Angeli” e dell’Associazione Amici della Scuola Apostolica di Albino si è avverato.




L’annuncio del primo nato nel nuovo presidio sanitario lo ha dato padre Renzo, con un messaggio accorato: “Grazie ad Aurora e alle famiglie degli Angeli, giovani morti precocemente che i genitori hanno voluto onorare e ricordare con questa opera sanitaria. Grazie all’associazione Amici della Scuola Apostolica di Albino, grazie alla Morena e ai ‘mille’ altri amici. ”Mungu asifiwe” (Dio sia lodato)”.
Bella storia, quella del presidio sanitario congolese, in quanto partita dall’idea di genitori che hanno perso i loro figli e che non solo non si sono racchiusi nel dolore, non solo hanno voluto agire con un’opera di bene nei confronti delle popolazioni congolesi, ma hanno pensato che i loro figli, da loro considerati angeli, da un’altra dimensione potessero a loro volta agire per dare corpo ad un edificio dedicato alla vita, a nuove nascite, al futuro.
Nessuno muore davvero del tutto. Si lascia il corpo materiale e si prosegue, con un corpo di luce, l’infinito cammino della vita. L’esperienza della vita terrena può essere lunga o breve, poco importa. L’importante è che sia cosciente e orientata ed è proprio da un orientamento preciso che è nata l’idea di dare una mano a padre Renzo per costruire un luogo che consenta ai nuovi arrivi nel mondo di approdare alla vita in modo confortevole e sicuro.
Tutto parte dal sogno del giovane Ramon, il quale avrebbe voluto impegnarsi in attività di solidarietà in Africa, ma l’interruzione della sua vita terrena non glie lo ha consentito.
Aurora, mamma di Ramon, ha avuto il coraggio e l’intelligenza di trasformare il dolore in opportunità, ha raccolto il sogno del figlio e lo ha fatto suo, dando vita, assieme ad altre mamme, alla “Festa degli Angeli”, un evento che si è riprodotto più volte negli anni, con raccolte di denaro, trasformate in malta e mattoni, per la la costruzione di una postazione medica nel villaggio di Gbonzunzu.
In collaborazione con l’Associazione Amici della Scuola Apostolica di Albino le madri della “Festa degli Angeli” hanno trasformato il sogno in realtà.
Una bella esperienza riuscita e, soprattutto, un bell’esempio.





