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DAVIGO, LA LEGGE DEL CONTRAPPASSO, ANCHE LUI SCOPERTO E COLPEVOLE

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“Non esistono innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti”, ebbe a dire sprezzante il principe degli italici manettari, quel Piercamillo Davigo assurto agli onori della cronaca nei primi anni novanta quale esponente di punta del pool di Mani pulite, da qualche ora, ironia della sorte, anch’egli ufficialmente pregiudicato.

Decisiva, in tal senso, la bocciatura del ricorso straordinario in Cassazione contro la condanna, divenuta ormai irrevocabile, riportata in tutti i precedenti gradi di giudizio, per la rivelazione del segreto nella diffusione dei verbali di Piero Amara inerenti la fantomatica loggia Ungheria. 
 
Una sentenza che chiude definitivamente una vicenda giudiziaria per molti versi inattesa, iniziata con la condanna in primo grado a Brescia, a cui era seguita quella in appello e la definitiva sentenza in Cassazione, rispetto alla quale l’ex consigliere del Csm aveva presentato un ricorso straordinario per un presunto errore della VI sezione penale.
 
In buona sostanza, secondo i legali dell’ex pm di Mani pulite, nell’esprimere il loro giudizio i magistrati della Corte Suprema non avevano debitamente tenuto in considerazione il fatto che, se Davigo avesse effettivamente utilizzato i canali “legali”, questi avrebbero inevitabilmente portato a conoscenza il consigliere del Csm Sebastiano Ardita dei verbali che lo riguardavano.
 
Pertanto, almeno stando alle argomentazioni promosse nel ricorso presentato dagli avvocati di Piercamillo Davigo, Franco Coppi e Davide Steccanella, in quella specifica circostanza l’uso delle vie “illegali” era obbligato e del tutto inevitabile.
 
Purtuttavia, i giudici di Cassazione hanno comunque ritenuto inammissibile il ricorso straordinario alla Corte Suprema promosso per rimediare a tale presunto errore commesso dai loro stessi colleghi, e spento definitivamente, anche nel quarto e ultimo round, le speranze residue nutrite da Piercamillo Davigo di essere giudicato innocente.
 
Così, ritrovatosi suo malgrado nella medesima posizione di uno protagonisti di un girone dantesco, anche lui adesso può a tutti gli effetti considerarsi scoperto e colpevole. 
 

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  • Redazione

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