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RUBIO, MONDO AL CONTRARIO, TRUMP VUOLE LA PACE E GLI EUROPEI LA GUERRA

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Gli Stati Uniti hanno un presidente che vuole la pace ma sono alcuni Paesi europei che parlano costantemente di fare la guerra.

Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, nel suo intervento all’evento del direttivo del Kennedy Center. “Per noi è insolito, abbiamo un presidente americano che vuole la pace e sono alcuni degli Europei che stanno costantemente parlando di guerra. È il mondo al contrario: di solito era l’opposto”, ha detto.

“È un grande onore lavorare per un presidente che dedica metà della sua giornata a cercare di fermare le guerre”, ha aggiunto Rubio. “Il nostro presidente è un costruttore, non un bombardiere”, ha continuato il segretario di Stato, spiegando che Trump vuole “la prosperità e la felicità” per tutti i popoli e che è preoccupato dalla quantità di denaro “spesa in armamenti”. Il presidente Usa “preferirebbe spendere per far crescere l’economia e sta cercando di convincere altri Paesi a fare lo stesso”, ha concluso Rubio.

L’incessante pressione di Trump per chiudere le guerre in atto si è vista anche con la lunga telefonata con Putin, dopo la quale Trump ha pubblicato su Truth Social che le autorità di Russia e Ucraina avvieranno “immediatamente” un negoziato per arrivare a un cessate il fuoco e mettere fine alla guerra.

“Le condizioni della tregua saranno negoziate dalle parti coinvolte nel conflitto, come dovrebbe essere: le trattative inizieranno immediatamente”, ha scritto, aggiungendo che il colloquio con Putin, durato circa due ore, è andato “molto bene”.

Parlando poi alla Casa Bianca, durante la cerimonia per la firma di un provvedimento contro il revenge porn, Trump ha ribadito che “sono stati fatti alcuni progressi” durante la sua conversazione con Putin.

Nel messaggio pubblicato al termine della telefonata, il presidente Usa ha anche anticipato opportunità “dal potenziale illimitato” tra Stati Uniti e Russia, una volta che sarà “concluso il bagno di sangue”.

Da parte sua, Putin ha riconosciuto il colloquio con Trump è stato “significativo, franco e molto utile”. Il presidente russo ha anche sottolineato che le autorità di Mosca sono “pronte a collaborare” con Kiev su “un memorandum riguardante un possibile futuro accordo di pace, definendo diverse posizioni: come i principi di risoluzione, la tempistica di un possibile accordo di pace e così via, incluso un possibile cessate il fuoco per un certo periodo qualora vengano raggiunti gli accordi pertinenti”.

Il leader del Cremlino ha aggiunto che una tregua è “possibile”, una volta che saranno raggiunti “accordi appropriati”.

Putin ha sottolineato la necessità di compromessi accettabili per entrambe le parti, ribadendo che “eliminare le cause alla radice della crisi ucraina” rimane una priorità per Mosca.

La disponibilità a un negoziato diretto è stata anche confermata dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, il quale ha parlato due volte con Trump, prima e dopo il colloquio di quest’ultimo con Putin. In un messaggio pubblicato su X, Zelensky ha affermato che si tratta di un “momento decisivo: il mondo può ora vedere se i suoi leader sono realmente in grado di garantire un cessate il fuoco e raggiungere una pace reale e duratura”.

All’inizio del colloquio bilaterale, ha continuato Zelensky, “ho ribadito al presidente Trump che l’Ucraina è pronta per un cessate il fuoco completo e incondizionato: è importante non indebolire questa proposta. Se i russi non sono pronti a fermare le uccisioni, devono essere imposte sanzioni più severe. La pressione sulla Russia la spingerà verso una vera pace: questo è evidente a tutti in tutto il mondo”.

Il presidente ucraino ha anche affermato che le autorità di Kiev sono pronte a negoziare con Mosca “in qualsiasi formato che porti risultati. Turchia, Vaticano, Svizzera: stiamo valutando tutte le sedi possibili”.

La possibilità di tenere i colloqui in Vaticano è stata segnalata anche dallo stesso Trump, che nel suo messaggio su Truth Social ha sottolineato la necessità di “avviare il processo”.

Ieri Zelensky, che ha avuto un colloquio con Giorgia Meloni, ha detto che l’Italia sostiene tutti gli sforzi volti a raggiungere una pace autentica in Ucraina.

Volodymyr Zelensky ha aggiunto che ha avuto “una buona conversazione” con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Come sempre, idee interessanti”, ha commentato Zelensky. “Abbiamo discusso dei colloqui di ieri con il presidente (Usa Donald) Trump e i leader europei. Stiamo coordinando le nostre posizioni. L’Italia sostiene tutti gli sforzi volti a raggiungere una pace autentica. Abbiamo concordato di rimanere in contatto sui nostri prossimi passi”, ha affermato il leader ucraino. “Abbiamo anche discusso possibili piattaforme per i colloqui con i russi. È necessario un cessate il fuoco per salvare vite umane. È necessaria una diplomazia onesta. L’Ucraina è pronta ed è essenziale garantire che la Russia sia pronta a porre fine davvero alla guerra”, ha scritto Zelensky in un messaggio su X.

“Axios”, che cita anche una terza fonte a conoscenza dei contenuti della conversazione, riferisce della “delusione” dei leader europei per il mancato annuncio, da parte di Trump, sia di un cessate il fuoco in Ucraina che di nuove sanzioni nei confronti della Russia. Alcuni leader, scrive il sito, sono apparsi “sorpresi” o persino “scioccati”, con l’impressione che gli Stati Uniti sarebbero sul punto di ritirarsi dal processo negoziale.

“Credo che qualcosa accadrà. Se non accadrà, mi ritirerò e dovranno andare avanti da soli. Si tratta di una situazione europea, e dovrebbe restare una situazione europea”, ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale alcune ore dopo il colloquio con gli alleati.

 E’ del tutto ovvio che se gli europei remano contro, prima o poi rimarranno con il cerino in mano.

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  • Redazione

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