
Avviso ai naufraghi della sinistra senza bussola e in preda ai marosi: l’Italia non è isolata. Il naufragio è vostro, visto che insistete a dire che l’Italia deve stare con Starmer e Macron.
Gli avvisi ai naviganti forniscono aggiornamenti e correzioni alle carte nautiche e pubblicazioni relative alla navigazione e informano i naviganti su cambiamenti temporanei o permanenti che possono influenzare la sicurezza della navigazione, non ancora inclusi nelle carte nautiche ufficiali.

Ormai sulla zattera dei disperati, perse le carte nautiche, la bussola e anche la ragione, distribuiscono, come un disco rotto, frasi insensate: l’Italia è isolata, Giorgia Meloni deve stare con i volonterosi, l’Italia, che potrebbe giocare in serie A si è accodata alla serie B, con i soldi degli europei possiamo dare armi all’Ucraina per i prossimi due anni e vincere la guerra con Putin, l’Italia non è assente sulla questione di Gaza.
Il vociare sulla zattera di quella che continua a volersi chiamare sinistra, facendo rivoltare nella tomba chi di sinistra è stato, è ormai solo fastidioso e inconcludente, in quanto i fatti, ogni giorno, smentiscono le ciarle di personaggi ormai senza padrone e autore che recitano per pavloviana sindrome.
Dopo aver ricevuto sabato il cancelliere Merz, il quale ha assicurato che Italia e Germania devono insieme giocare la carta dello sviluppo economico, ieri, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto, a palazzo Chigi, il vicepresidente degli Stati Uniti d’America, James David Vance e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
L’incontro trilaterale – riferisce una nota di palazzo Chigi – è stato incentrato sulle relazioni tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, nonché sulle principali questioni all’ordine del giorno dell’agenda internazionale.
Nel punto stampa, prima dei colloqui riservati, Giorgia Meloni ha ringraziato tutti i presenti e ha aggiunto: “Soprattutto grazie al Vice Presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance e alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, per aver accettato questo invito. Quando un mese fa sono stata ospite del Presidente Trump a Washington, avevo proposto un incontro tra Unione europea e Stati Uniti. Sono molto orgogliosa di avere l’occasione oggi di ospitare due dei leader di Stati Uniti e di Unione europea per iniziare un dialogo”.
“Noi sappiamo – ha aggiunto il presidente del Consiglio italiano – che ci sono molte questioni da discutere, sappiamo anche che ci sono dei problemi che vanno superati, sappiamo soprattutto quanto le nostre relazioni, le relazioni tra Europa e Stati Uniti, siano fondamentali nell’ambito di un Occidente che vuole mantenere chiaramente la sua unità, che vuole mantenere la sua forza, che deve essere ancora in grado di disegnare la rotta. Sappiamo quanto siano importanti le nostre relazioni commerciali e siamo qui ovviamente per discutere di tutto questo e io spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e diciamo un nuovo inizio. Chiaramente, per esempio per la materia commerciale, voi sapete che la competenza in Europa è della Commissione e quindi il ruolo dell’Italia è soprattutto un ruolo legato alla necessità di favorire il dialogo ma sicuramente voglio ringraziare i miei due interlocutori per aver offerto questa occasione”.
«Credo che avremo un’ottima conversazione e auspicabilmente che questo sia l’inizio di negoziati commerciali di lungo termine, per vantaggi commerciali a lungo termine tra Usa e Ue» ha detto Vance nella fase iniziale, aperta alla stampa, dell’incontro che è durato circa un’ora. Auspicio espresso anche da Meloni: «Spero che la giornata di oggi possa essere un primo incontro e un nuovo inizio».
«Non vedo l’ora di avere questa conversazione – ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in apertura del trilaterale -. Una delle cose che il primo ministro Meloni si è offerto di fare e che ovviamente il presidente e io siamo stati contenti di accettare è davvero quello di essere un costruttore di ponti tra Europa e Stati Uniti».
«Come ho detto ripetutamente – ha sottolineato Vance – l’Europa è un alleato importante degli Usa, i singoli stati europei sono importanti alleati degli Stati Uniti: ma naturalmente ci sono cose su cui non siamo d’accordo, come spesso accade fra amici, su temi come il commercio per esempio, ma ci sono anche molte cose su cui siamo d’accordo e su cui possiamo lavorare insieme».
Von der Leyen ha a sua volta detto che Usa e Ue vogliono buon accordo commerciale.
«Abbiamo una relazione molto speciale e stretta con gli Stati Uniti – ha detto von der Leyen -. Guardando al commercio, abbiamo la più grande relazione commerciale nel mondo, con oltre 1.500 miliardi di dollari all’anno, siamo molto legati, abbiamo scambiato paper che i nostri esperti stanno studiando approfonditamente, discutendo i dettagli. Tutti sanno che il diavolo è nei dettagli, ma ciò che ci unisce è che insieme vogliamo un buon accordo per entrambe le parti».
Sui social Giorgia Meloni ha successivamente definito l’incontro costruttivo.
«Un confronto costruttivo oggi a Palazzo Chigi con il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – ha detto Giorgia Meloni -. L’Italia intende fare la sua parte per rilanciare il dialogo tra Unione Europea e Stati Uniti: due realtà chiamate ad affrontare insieme le grandi sfide global. Libertà, democrazia e centralità della persona sono i valori comuni su cui costruire un futuro più sicuro, prospero e stabile. Orgogliosa di questo passo in avanti per l’unità dell’Occidente».
Nel corso della mattinata Giorgia Meloni aveva incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente israeliano, Isaac Herzog.
Sempre nella giornata di ieri il vicepresidente degli Stati Uniti, James David Vance, ha incontrato il presidente dell’Ucraina a Villa Taverna, residenza dell’ambasciatore Usa a Roma. Lo ha reso noto un portavoce del vicepresidente statunitense. All’incontro stanno partecipando anche il Segretario di Stato Usa Marco Rubio e il capo dell’ufficio della presidenza ucraina, Andriy Yermak.





