
di Orfeo Sofronio
Paolo Zanotto, La scelta di Antigone. Manifesto per la libertà vaccinale, Il leone verde, Torino, 2025.
Vaccini, scienza e libertà individuale: la scelta di Antigone
In un’epoca segnata da un acceso confronto sul ruolo della scienza nella società e da un crescente ricorso a dispositivi normativi di tipo emergenziale, si distingue un contributo che, pur provenendo da un ambito disciplinare esterno alle scienze medico-biologiche, propone una riflessione critica profonda, informata e controcorrente sul controverso tema della vaccinazione di massa: Paolo Zanotto, La scelta di Antigone. Manifesto per la libertà vaccinale, Il leone verde, Torino, 2025. L’autore di questo saggio – Dottore di Ricerca in Storia del Pensiero Politico Moderno e Contemporaneo – sceglie di collocare la questione vaccinale entro una più ampia cornice teorica, in cui si intersecano filosofia politica, teoria dello Stato, diritto naturale e storia delle idee scientifiche.
Lungi dal voler intervenire sul piano tecnico-clinico, l’intento dichiarato del lavoro è duplice: da un lato, proporre una rettifica storico-critica rispetto a molte delle rappresentazioni mainstream del movimento cosiddetto “no-vax”; dall’altro, mostrare come l’attuale paradigma vaccinale – soprattutto nella sua declinazione obbligatoria – presenti profonde contraddizioni sia sul piano epistemologico che su quello politico-giuridico. L’Autore invita a riconsiderare criticamente l’assunto secondo cui ogni rifiuto della profilassi vaccinale coinciderebbe con una forma di oscurantismo o di irrazionalità antiscientifica, rileggendo invece l’antivaccinismo come espressione legittima di un’esigenza morale e razionale di autodeterminazione.
Al centro della riflessione sta un interrogativo tanto antico quanto radicale: che cosa è veramente la scienza? E, soprattutto, può essa legittimare l’annullamento dei diritti individuali in nome di un “bene collettivo” non meglio definito? In questo contesto, l’analisi di Zanotto si sviluppa su più piani. Viene dapprima smontata l’ideologia vaccinista nei suoi presupposti di assolutezza epistemica e autorità dogmatica, mostrando come essa si fondi spesso su una narrazione univoca, sostenuta da un intreccio di potere politico, interessi economici e monopolio mediatico. In seguito, si mette in luce come la moderna medicina abbia progressivamente smarrito i princìpi dell’individualizzazione terapeutica, propri della tradizione ippocratica, a favore di un approccio meccanicistico e standardizzato al corpo umano.
Ma è nel cuore del ragionamento giuspolitico che si colloca la tesi centrale del volume: l’obbligo vaccinale è politicamente illegittimo, scientificamente opinabile e socialmente controproducente, perché contrasta con il fondamento stesso dell’ordine giuridico naturale. Riprendendo il pensiero di classici del liberalismo come John Stuart Mill e Herbert Spencer, l’autore evidenzia come ogni coercizione esercitata sul corpo dell’individuo – anche se motivata da presunte esigenze di salute pubblica – configuri una violazione della sovranità personale, incompatibile con i principi della libertà individuale. La “collettività”, lungi dall’essere un soggetto dotato di volontà propria, non è che un’astrazione giuridica; e in nome di tale astrazione, nessuno può essere legittimamente obbligato a rinunciare al controllo sul proprio corpo.
Alla base di tale impostazione si trova una solida rivendicazione della filosofia del diritto naturale, per cui la libertà personale non è una concessione dello Stato, ma un attributo originario dell’essere umano. Né la maggioranza democratica, né il legislatore positivo, né alcun comitato tecnico-scientifico possono arrogarsi il potere di sacrificare i diritti di un individuo in nome dell’“utilità sociale”. Ogni tentativo in tal senso rappresenta una rottura dell’ordine razionale e morale, e tradisce l’essenza stessa dell’umanità, fondata sulla coscienza e sulla responsabilità individuale.
Con uno stile limpido, dotto ma scorrevole e filosoficamente sorvegliato, l’Autore invita quindi a riaprire uno spazio per il pensiero critico, il dubbio metodico e la libertà di coscienza, contro ogni forma di tecnocrazia autoritaria. La sua d’altra parte non è una posizione ideologica, ma una presa di posizione ben argomentata, che si appella ai valori perenni della giustizia, della libertà e della dignità umana.
In definitiva, questo saggio rappresenta un atto di resistenza intellettuale alla trasformazione della scienza in ideologia e del consenso in dogma. E propone, in filigrana, una forma più elevata di sapere: quella dotta ignoranza che non pretende di possedere la verità, ma si sforza, con rigore e umiltà, di cercarla ogni giorno.
https://www.leoneverde.it/prodotto/la-scelta-di-antigone-manifesto-per-la-liberta-vaccinale/





