Home Opinioni DAZI, LA SITUAZIONE È TRAGICA MA NON È SERIA

DAZI, LA SITUAZIONE È TRAGICA MA NON È SERIA

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di Elio Truzzolillo

Poiché ho visto già molti “libbberali” per Trump (che sarebbe un po’ come dire associazioni per le libertà civili per Hitler) notare che il narcisista arancione in fondo ha fatto quello che era suo diritto, in quanto ha solo messo dazi uguali alla metà di quelli che subisce, urge specificare una cosa.
Il livello di dazi che subiscono (subirebbero) gli Stati Uniti pare sia stato calcolato con un complesso algoritmo chiamato “AML” cioè Alla Membro di Loppide”. Questo nonostante ci avessero assicurato che il calcolo sarebbe stato fatto con accurate riflessioni circa tutte le barriere al commercio, tariffarie e non tariffarie.
Per esempio la UE applicherebbe il 39% come aliquota generale di dazi e viene quindi “benevolmente punita” con solo il 20%.
In realtà il calcolo che è stato fatto prevede semplicemente di calcolare il deficit commerciale sulle merci e dividerlo per il totale delle esportazioni.
Per esempio la UE nel 2024 ha esportato 584 miliardi di dollari di merci importando 357 miliardi di dollari. Si prenda il deficit di 227 miliardi e lo si divida per 584, il risultato è 0,39 cioè il 39% di dazi.
Troverete cifre leggermente diverse a seconda della fonte (WTO, Dipartimento degli Stati Uniti, ecc.) ma il calcolo continua a essere quello.
Se mi permettete un paragone surreale (e imperfetto lo riconosco) sarebbe come dire che siccome una squadra di calcio ha perso una partita 2-0, decide di imporre all’altra squadra di giocare con due giocatori in meno. Sarebbe infatti evidente che se si è perso 2-0 allora allora lo scontro non sarebbe stato leale. La slealtà sarebbe dimostrata dal risultato stesso non da un qualche fatto oggettivo.
Poi, per pura bontà d’animo, un giocatore viene abbonato e ci si accontenta di un solo giocatore in meno per l’altra squadra.
Ha senso? No, ma spiegatelo ai “libbberali” per Trump.
 
 

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  • Redazione

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