
di Alessandro Roazzi
Vendicarsi sui dazi trumpiani? Mi pare un modo assurdo anche nel caso che l’Europa sia un monolite inattaccabile, il che non è.
Intanto penso che si debba negoziare, senza eccitarsi più del dovuto, inoltre i mercati non sono finiti con gli USA. Ma poi ci sono altre leve da quello monetario a quello della politica che sappia spingere per un riequilibrio del mercato mondiale dopo la globalizzazione prima esaltata e poi esecrata ed oggi quasi nel caos dove si salvano solo i super ricchi.
Certo l’Europa è chiamata a prove proibitive e vedere la Baronessa ed i suoi sostenitori assumersi la pesante responsabilità di trattare provoca brividi.
Vendicarsi poi contro il protezionismo, perché è questo il comportamento Usa, è come Annibale che arrivò davanti alle mura di Roma e notata la indubbia difficoltà della impresa fece dietrofront dopo aver saccheggiato qui e là per obbligo di presenza.
Certo non aiuta il Trump pacificatore che non pacifica, il Putin pacifista che fa l’opposto, i teatri di guerra che non rispettano né la vita né il diritto alla vita.
E la Cina sorniona che non è meglio degli altri competitori ma lucra sul disordine e sulla pochezza di certi primattori.
Dovremmo capire che dobbiamo costruire una nuova Europa, razionale, politica, abile, capace di coesione perché autonoma realmente.
Ma è roba da utopia della domenica. Per giunta la vendetta sui dazi e la vicenda Le Pen …pari sembrano essere nel chiacchiericcio politico e mediatico.
Ma così stiamo andando a fondo, altro che un’Europa diversa…in un godibile cartone animato il gatto con gli stivali mostra tutta la sua abilità’ fino al momento in cui una luce si sposta rapidamente sulla scena. Allora torna gatto e la insegue stupidamente.
Beh, i politici che strepitano in questo momento mi paiono gatti senza stivali. La curiosità se mai è un’altra: chi muove la luce?





