
di Alessandro Roazzi
Mi da fastidio l’agitarsi di Calenda. Vuole distinguersi ma è uguale da coloro con i quali vuole farlo. Quando sostiene che il Pd dovrebbe “cancellare” i 5stelle, ritengo come alleati e pure come competitori, si esprime come quella ex sinistra che quando c’e’ un problema o fa finta di nulla oppure “espelle”, cancella. Naturalmente quando non si affida, se può, al giustizialismo.
Altro sarebbe chiedere al Pd di fare i conti sul serio con i 5stelle: il perché del loro passaggio da anti-sistema a forza trasformista. Il perché accettare l’annidarsi di una destra che può occhieggiare a Salvini ed agli ambienti più’ conservatori.
L’idea che per battere la destra serve tutto ma proprio tutto è demenziale, si dovrebbe capire ormai. Ma l’idea di non distinguere oppure di demonizzare come avvenne negli anni ‘90 non lo è da meno. E poi la questione da mettere sul tappeto, per un vecchio rinco come me, non sta nel benedire ed esorcizzare. Sta nel capire che questo centro sinistra non è maggioranza perché’ non è credibile, soprattutto perchè non si sa cosa sia veramente.
E quando vai a scavare scopri dettagli…inopportuni come il D’Alema che…conta ancora, almeno per come si attribuisce lui la sua “autorevolezza” nel silenzio generale a proposito della questione ucraina, ovvero lo stesso D’Alema come dice giustamente un mio amico che bombardo’ durante la crisi balcanica per puro opportunismo e cinismo, che lo spingeva a vellicare gli USA.
Ed ancora come è possibile affidarsi alla forza principale di un centrosinistra che non mette neppure intorno al tavolo i Conte, i gemelli politici Fratoianni-Bonelli per fare chiarezza una volta per tutte, fra di loro e nel Paese.
Un centrosinistra che dovrebbe ancora spiegare perché nel 2025 i valori socialisti sono ancora indisponibili in Italia mentre abusivamente si fa parte dello schieramento socialdemocratico in Europa senza nemmeno provare a fare qualche critica sul disfacimento dello stesso.
Un centrosinistra che non vuole collocare alcun ruolo della classe lavoratrice in un disegno più’ complessivo e continua a sdraiarsi su comodi sloga riferiti a assistenzialismi d’ogni tipo.
Ecco perché’ Calenda mi da fastidio e nn solo perché ambisce a fare una seconda gamba moderata della destra accanto a Forza Italia come pare. Calenda evita di mettere il Pd davanti a ciò che non vuole affrontare. Il suo non è un diktat ma solo un addio per convenienza. Ma da solo comunque non potrebbe farcela.
Sarebbe invece necessario invece assumersi la responsabilità di una dura critica a chi oggi nel Pd sta in silenzio, perché criticare, anche in quella forza politica, ti mette fuori gioco.
E’ vero, oggi, è il tempo del cinismo e della dissacrazione dei valori, ultimo steep della laicizzazione esasperata della società di cui parte del Pd è alfiere, ma pensare di evitare questo banco di prova è come consegnare, senza battersi, la nostra società’ a coloro che possono solo fare il peggio.
Nessun consiglio ovviamente, solo una timida ipotesi a cercare, cercare cosa? Attributi? Pensiero politico? Umiltà’ nell’imparare dagli errori? Boh, non sono fatti miei.





