di Orio Giorgio Stirpe
Su cosa sia l'”Europa” ci vorrebbe un molto di più, perché direi che sarebbe necessario ben altro per fugare la confusione.
L’Europa è un continente, convenzionalmente esteso fino agli Urali. Politicamente, spesso l’Europa è vista come (NATO – USA).
Economicamente e culturalmente, si pensa subito alla EU.
Finanziariamente, è considerata come l'”Eurozona”.
Commercialmente, viene alla mente l'”Area Shengen”.
La cosa interessante e indiscutibile è che queste “Europe” si sovrappongono, ma non coincidono perfettamente.
Per esempio, la Norvegia, ove mi trovo io in questo momento, è membro della NATO ma NON della EU, però rientra in Shengen; non ha seggi in Parlamento a Strasburgo o nella Commissione a Bruxelles, però aderisce a quasi tutti i Trattati della EU e segue i regolamenti comunitari assai meglio dell’Italia. Per molti versi (e la cosa quassù irrita molti), funziona come una sorta di “protettorato”: deve seguire regole che non ha contribuito a definire, ed è oggetto piuttosto che soggetto delle decisioni centrali. In gran parte, per colpa delle regole sulla pesca, che a noi appaiono un aspetto marginale, ma che per la Norvegia sono fondamentali in quanto la pesca è la seconda voce nell’economia locale.
La mia personale sensazione, è che in questo momento si stia creando un nuovo “strato” di Europa: oltre alle dimensioni politica, economica, finanziaria, commerciale, si sta finalmente costituendo quella militare, e questa non coinciderà con nessuna delle precedenti.
Per esempio, molto difficilmente comprenderà l’Ungheria, e probabilmente nemmeno Austria e Slovacchia; però sicuramente comprenderà la Gran Bretagna, e probabilmente anche la Turchia e perfino il Canada.
E’ un processo gigantesco, senza precedenti storici: di fatto, è letteralmente la Storia in movimento. E la Storia ha i suoi tempi.
Tempi che a noi possono sembrare snervanti, con la fretta che abbiamo di vedere risolti i nostri problemi.
Ma la Storia “se ne frega” della nostra fretta.
Dobbiamo imparare a non avere fretta… Oppure farci venire un esaurimento nervoso.




