
AL VARIETÀ DEI VOLONTEROSI GIORGIA MELONI DIRÀ NO ALL’INVIO DI SOLDATI ITALIANI
Esclusi dalle trattative in atto tra Russia e Stati Uniti sui temi di una ripresa generale di rapporti tra le due grandi potenze e, più nello specifico della guerra in Ucraina, con il pieno coinvolgimento di Kiev, i “volonterosi” europei e i loro aggregati, si riuniscono oggi a Parigi per proseguire con la sceneggiata di chi non si rassegna ad essere una nullità che si agita nel nulla.
Fa bene Giorgia Meloni ad andare, perché quando si è invitati al varietà non si declina l’invito, ma si va per dire che l’Italia è un Paese serio, così come è stato ribadito ieri mattina dalla riunione avvenuta a Palazzo Chigi, convocata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni in vista della sua partecipazione al vertice parigino.
La riunione, come si legge in un comunicato, “ha permesso di ribadire che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno”.
Nel corso della riunione “è stato riaffermato l’impegno alla costruzione, insieme ai partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti, di garanzie di sicurezza solide ed efficaci per l’Ucraina che trovino fondamento nel contesto euroatlantico. Ciò anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington, ipotesi che sta riscontrando sempre più interesse tra i partner internazionali”.
“E’ stato, infine, affrontato – prosegue il comunicato – il tema dell’attuazione e del monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, che il governo italiano sostiene da tempo. Quella della missione delle Nazioni Unite è l’unica condizione per noi per inviare militari”.
La riunione dei “volonterosi”, convocata da Emmanuel Macron e dall’inglese Starmer , è dedicata alla pace e alla sicurezza dell’Ucraina e vedrà la partecipazione dei leader di una trentina di Paesi europei, del Commonwealth e dell’Asia.
Dalla riunione londinese della scorsa settimana sono emerse alcune proposte operative, in primis quella di una forza militare che operi su quattro differenti livelli così strutturati: il primo vedrebbe di stanza lungo la linea del cessate il fuoco – che dovrebbe essere prima smilitarizzata da parte di Russia e Ucraina – i caschi bianchi delle Nazioni Unite di Paesi non europei; a seguire, un’area presidiata dalle Forze armate di Kiev; il terzo livello sarebbe quello destinato alle nazioni della “Coalizione dei volenterosi”; mentre il quarto, e ultimo, livello dovrebbe essere la copertura delle forze aeree statunitensi, una proposta che non ha ancora ricevuto l’assenso della Casa Bianca.
Washington, infatti, al momento non si è pronunciata sull’iniziativa franco-britannica, ma è chiaro che il contributo statunitense, sia in termini di copertura aerea, sia per quanto riguarda la condivisione di informazioni di intelligence sarebbe fondamentale per garantire una piena capacità operativa a questo piano volto a sostenere la sicurezza dell’Ucraina ed evitare che la Russia possa decidere, in futuro, di reiterare nuovamente degli attacchi o una vera e propria aggressione militare come quella iniziata il 24 febbraio del 2022 e tutt’ora in corso.
La questione dell’invio di truppe, tuttavia, resta fonte di divisioni all’interno della stessa “Coalizione di volenterosi” con alcuni Paesi che avrebbero aperto, al momento, solo allo stanziamento di loro militari negli Stati che confinano con l’Ucraina.
Una missione di mantenimento della pace sotto l’egida delle Nazioni Unite servirebbe il consenso del Consiglio di sicurezza dell’Onu, dove siedono anche Russia e Cina in qualità di membri permanenti e con diritto di veto.
Mosca ha fatto capire a più riprese che non intende accettare la presenza di militari europei sul suolo ucraino dopo la sigla di un cessate il fuoco con Kiev: per il Cremlino, infatti, i Paesi del Vecchio continente sono considerati troppo coinvolti nel conflitto a causa del loro perdurante sostegno militare – e non solo – all’Ucraina nel corso degli ultimi tre anni.
l vertice di Parigi di oggi, pertanto, si presenta come l’ennesima passerella del varietà anglo francese.
Mettere in scena commedie è lecito per tutti, ma la realtà sta altrove.
Per un croque monsieur (nella foto) un viaggio a Parigi vale sempre la pena?





