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LA CINA CON I VOLONTEROSI PER PRESIDIARE I SUOI INTERESSI

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La Cina starebbe valutando l’ipotesi di unirsi alla coalizione dei volenterosi a sostegno dell’Ucraina in vista di una potenziale missione di mantenimento della pace. Lo rivela Welt am Sonntag, l’edizione domenicale del quotidiano tedesco Die Welt, citando fonti diplomatiche europee.

“I diplomatici cinesi a Bruxelles hanno sondando il terreno” per capire se il coinvolgimento di Pechino sia “auspicabile” per l’Ue”, scrive la testata. Seppur la questione sia “delicata”, “l’inclusione della Cina potrebbe aumentare le possibilità che Mosca accetti la presenza di truppe” di peacekeeping, hanno evidenziato le stesse fonti.

I volonterosi sono il drappello di stati che il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer stanno cercando di coinvolgere per un gruppo di nazioni pronte a schierare peacekeeper in Ucraina e a offrire garanzie di sicurezza a Kiev.

L’operazione, sotto l’egida dell’Onu, prevederebbe quattro linee di interposizione, con i caschi blu delle Nazioni Uniti sul terreno più vulnerabile ad una rottura della tregua e il backstop degli Stati Uniti come conditio sine qua non per la riuscita dell’iniziativa.

Ora la Cina si intromette, creando un nuovo caos nel caos già enorme che ha travolto le cancellerie europee, con l’intento non solo di entrare in gioco nella trattativa di pace, ma anche, e soprattutto, per tutelare i suoi molteplici interessi in Ucraina, che si sviluppano su diversi piani: economico, commerciale, strategico e geopolitico.

La Cina ha coltivato negli ultimi anni una relazione significativa con l’Ucraina, che si inserisce nel più ampio contesto della sua strategia globale, in particolare attraverso l’iniziativa Belt and Road (BRI).

1. Interessi economici e commerciali

La Cina considera l’Ucraina un partner commerciale chiave, specialmente nel settore agricolo e delle materie prime. Prima del conflitto iniziato nel 2022, l’Ucraina era uno dei principali fornitori di mais per la Cina, coprendo oltre l’80% delle sue importazioni di questo cereale nel 2019. Inoltre, prodotti come minerale di ferro, olio di girasole e orzo hanno rappresentato una parte significativa delle esportazioni ucraine verso la Cina, che nel 2021 ammontavano a circa 8 miliardi di dollari, mentre le importazioni cinesi (macchinari, elettronica e beni di consumo) superavano i 10 miliardi. La Cina è diventata il principale partner commerciale dell’Ucraina, con un interscambio che nel 2021 ha raggiunto i 19 miliardi di dollari, cresciuto dell’80% dal 2013.

Investimenti infrastrutturali e agricoli sono un altro pilastro. Ad esempio, nel 2013, il Corpo cinese di costruzione e produzione dello Xinjiang ha siglato un accordo per affittare 100.000 ettari di terreno agricolo ucraino per 50 anni, destinato a coltivazioni intensive e allevamento. Inoltre, colossi statali come COFCO hanno investito in porti ucraini (come Mariupol, prima della guerra) per potenziare il trasporto di merci agricole, mentre aziende cinesi hanno lavorato a progetti di dragaggio nei porti di Yuzhny e Chernomorsk.

2. Infrastrutture e Belt and Road Initiative (BRI)

L’Ucraina occupa una posizione geografica strategica come ponte tra Asia ed Europa, rendendola un tassello importante per la BRI. La Cina ha investito in infrastrutture ucraine, come terminal portuali e reti di trasporto, per facilitare il flusso di merci verso i mercati europei. Prima del conflitto, erano in corso progetti per linee metropolitane (es. a Kiev) e modernizzazioni di centrali elettriche, spesso finanziati con prestiti cinesi. Nel 2020, l’Ucraina ha ricevuto circa 1 miliardo di dollari in prestiti dalla Cina per infrastrutture, una mossa che ha aumentato la dipendenza economica di Kiev da Pechino.

3. Settore tecnologico e militare

La Cina ha mostrato interesse per l’industria tecnologica e militare ucraina. Un caso emblematico è stato il tentativo della società cinese Beijing Skyrizon Aviation di acquisire Motor Sich, un produttore di motori per aerei ed elicotteri, bloccato dagli Stati Uniti sotto pressione dell’amministrazione Trump per evitare il trasferimento di tecnologie sensibili. Inoltre, la Cina ha acquistato in passato tecnologia militare ucraina, come la portaerei Liaoning, originariamente sovietica e ceduta da Kiev negli anni ’90.

4. Geopolitica e ricostruzione post-bellica

Con il protrarsi del conflitto Russia-Ucraina, la Cina ha mantenuto una posizione di neutralità formale. Questo equilibrismo riflette il suo interesse a preservare i rapporti con la Russia, un alleato strategico, senza compromettere del tutto le relazioni con l’Occidente e l’Ucraina. Pechino vede nell’Ucraina post-bellica un’opportunità per partecipare alla ricostruzione, un settore che potrebbe garantire contratti miliardari alle sue aziende, soprattutto in infrastrutture e edilizia. Nel 2023, sono emersi accordi preliminari tra Cina e Ucraina per la ricostruzione, nonostante le critiche occidentali che vedono in ciò un paradosso: l’Occidente finanzia la difesa ucraina, mentre la Cina potrebbe trarre profitto dalla ripresa.

5.  Influenza strategica

La Cina osserva il conflitto ucraino anche come un banco di prova per le dinamiche globali, in particolare per valutare la reazione dell’Occidente a crisi simili, con un occhio alla questione di Taiwan. Rafforzare la presenza in Ucraina le permette di consolidare un punto d’appoggio in Europa orientale, bilanciando l’influenza di Russia e Stati Uniti. Inoltre, la dipendenza economica dell’Ucraina da Pechino (es. prestiti e investimenti) offre alla Cina una leva politica.

Impatti del conflitto

La guerra ha danneggiato molti degli investimenti cinesi in Ucraina, come i progetti portuali a Mariupol, ma Pechino sembra puntare su una strategia a lungo termine. La sua “neutralità tormentata” le consente di mantenere aperti i canali con tutte le parti coinvolte, posizionandosi come potenziale mediatore o, più probabilmente, come beneficiario economico della fine del conflitto.

In sintesi, gli interessi cinesi in Ucraina si concentrano su risorse agricole, infrastrutture strategiche, tecnologia e opportunità post-belliche, inserendosi in una visione più ampia di espansione economica e influenza geopolitica. Nonostante le complicazioni del conflitto, la Cina continua a vedere l’Ucraina come un partner utile per i suoi obiettivi globali.

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  • Redazione

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