
GIANCARLO ELIA VALORI
Honorable de l’Académie des Sciences de l’Institut de France Honorary Professor at the Peking University
Europa slegata in movimento. Le grandi manovre della Marina della Germania nell’Indo-Pacifico: l’avanzata del militarismo tedesco
Il 7 maggio 2024 la Germania ha inviato due navi da guerra nella regione indo-pacifica per rafforzare la propria presenza nella regione. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha affermato che le tensioni nello Stretto di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale stanno mettendo a dura prova la libertà di navigazione e il libero passaggio sulle rotte commerciali della regione. Pistorius ha rilasciato queste dichiarazioni presso la base navale di Wilhelmshaven, nella Germania settentrionale. Circa il 40% del commercio estero europeo passa attraverso il Mar Cinese Meridionale: «Guardandola da un altro punto di vista, la Germania non approverebbe una regione indo-pacifica senza il supporto di un ordine basato su regole internazionali», ha detto Pistorius mentre lasciava la base navale su una nave da guerra. «L’esistenza di tale supporto è cruciale», ha sottolineato.
La nave rifornimento della marina tedesca Frankfurt è salpata da Wilhelmshaven, mentre un’altra fregata della classe Baden-Württemberg dal porto spagnolo di Rota. Le due navi da guerra si sono incontrare in mare, salpando prima per Halifax, in Canada, e poi verso la zona dell’Indo-Pacifico.
Venerdì 13 settembre 2024 due navi militari tedesche, hanno attraversato lo stretto di Taiwan, una zona molto sensibile. Era la prima volta in due decenni che una nave tedesca attraversava lo stretto di Taiwan.
Come noto la Repubblica Popolare della Cina ritiene Taiwan territorio nazionale in base alla risoluzione 2758 (25 ottobre 1971) dell’Assemblea Generale dell’ONU sull’esistenza di una sola Cina, però sia gli Stati Uniti d’America che Taiwan affermano che lo Stretto è una via navigabile internazionale e che circa la metà delle navi portacontainer del mondo attraversano questa importante rotta commerciale.
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha dichiarato a Berlino: «Le acque internazionali sono tali. Questa è la via più breve e, date le condizioni meteo, è la via più sicura. Quindi stiamo passando».
Prima di confermare venerdì il passaggio della nave da guerra statunitense, un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato a Pechino che la Repubblica Popolare della Cina condanna qualsiasi violazione della sovranità cinese: «Ci opponiamo fermamente alle provocazioni e alle minacce alla sovranità e alla sicurezza della Cina sotto la bandiera della ‘libertà di navigazione’», ha affermato la Signora Mao Ning – direttrice dell’informazione del ministero degli esteri della Repubblica Popolare delle Cina – in una conferenza stampa.
Le navi da guerra statunitensi attraversano lo stretto circa ogni due mesi, scatenando il fastidio di Pechino; e anche gli alleati degli Stati Uniti d’America, quali Canada e Regno Unito, lo fanno occasionalmente.
Il viaggio tedesco è stata una dichiarazione chiara e forte da parte di Berlino della sua solidarietà con gli alleati. L’attraversamento dello Stretto di Taiwan da parte tedesca è inevitabile abbia urtato la Repubblica Popolare della Cina, che è il principale partner commerciale della Germania.
Il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock ha successivamente dichiarato durante una visita in Nuova Zelanda che la rotta delle due navi da guerra tedesche presuppone che il diritto di passaggio pacifico si applica allo Stretto di Taiwan. Pistorius aveva anche affermato in precedenza che l’azione della Marina tedesca non era diretta contro nessun Paese, riferendosi ovviamente alla Repubblica Popolare della Cina. E ha aggiunto: «Al contrario, le azioni di queste due navi da guerra mirano a proteggere l’ordine internazionale basato sulle regole a cui tutti i nostri Paesi hanno aderito e da cui tutti traiamo beneficio, sia nel Mediterraneo che nel Golfo del Bengala o nel Mar Cinese Meridionale».
Inoltre Pistorius ha rivelato in un’intervista al media giapponese Kyodo News che le truppe dell’esercito tedesco avrebbero visitato il Giappone già nel 2024 per condurre esercitazioni militari congiunte con le forze di autodifesa terrestri giapponesi. Così è stato fatto e si è trattato della prima esercitazione congiunta ufficiale tra gli eserciti dei due Paesi dopo la Seconda guerra mondiale, quando erano alleati, con l’Italia, nel Patto Tripartito (27 settembre 1940, Roberto=Roma-Berlino-Tokyo).
Da quando la Germania ha lanciato le sue linee guida politiche per l’Indo-Pacifico (2020), la sua partecipazione nella zona è aumentata in modo significativo.
Già il 21 dicembre 2021, il vice-ammiraglio tedesco Kay-Achim Schönbach, ispettore della Marina, è stato invitato a tenere la 42a Fullerton Lecture presso l’International Institute for Strategic Studies di Singapore. Vale la pena notare i punti principali espressi da Schönbach.
La presenza permanente di sei mesi della fregata FGS Bayern F217 della Marina tedesca nell’Indo-Pacifico è stato il primo passo di un dispiegamento regolare semestrale nella regione, con l’obiettivo di acquisire familiarità con le acque indo-pacifiche. Le fregate F125 della classe Baden-Württemberg sono state dispiegate nella regione indo-pacifica; la Germania sta discutendo con Singapore e forse anche con Giappone e Corea del Sud per istituire un centro di approvvigionamento logistico non fisso che consenta alle navi tedesche di essere dispiegate in modo permanente nella regione indo-pacifica.
La Germania sostiene e si impegna a rafforzare l’ordine internazionale basato su regole nell’Indo-Pacifico e a garantire che la regione sia un luogo inclusivo per la cooperazione. La Germania sostiene rotte marittime aperte, libero scambio aperto e un ambiente di concorrenza leale, promuovendo al contempo digitalizzazione, connettività e diritti umani. L’impiego della FGS Bayern F217 è stato l’adempimento degli impegni di sicurezza della Germania e della partecipazione alla difesa nella regione indo-pacifica. Questo impiego militare è in linea con le predette linee guida della politica tedesca per l’Indo-Pacifico.
L’impiego dell’anzidetta nave nella regione Asia-Pacifico sembra contraddire il multilateralismo sottolineato dal governo tedesco, considerando che si è trattato del primo impiego in diciannove anni quale metodo di scambio militare bilaterale. In questo modo, la Germania può rafforzare il dialogo con i partner della regione indo-pacifica a vantaggio di tutte le parti interessate.
Sebbene l’incorporazione di navi tedesche nelle task force portaerei degli Stati Uniti d’America, del Regno Unito o della Francia fornisca vantaggi sostanziali e scala in termini di logistica e dispiegamento, ciò dipenderà ancora dalla risposta dei partner regionali della Germania allo spiegamento di navi tedesche. La Germania non vuole dimostrare ai Paesi della regione indo-pacifica insieme ad altri Paesi, di portare questioni europee o NATO in quella regione.
La Marina è una forza importante nell’attuazione delle politiche nazionali. Poiché la regione Asia-Pacifico è lontana dalla Germania e non rientra nei suoi principali interessi diplomatici, la Germania ha trascurato di affittare basi all’estero o chiedere permessi di presenza. Solo nel settembre 2020 il governo tedesco ha proposto le suddette linee guida politiche per la regione indo-pacifica, che delineavano i principali interessi della Germania nella regione indo-pacifica.
Su forte invito degli Stati Uniti d’America, la Marina tedesca, in quanto forza importante nell’attuazione della politica nazionale, ha deciso di inviare navi nella zona d’interesse. Il viaggio della nave tedesca nell’Indo-Pacifico è stata una risposta alle richieste del governo e dei suoi alleati. Inoltre una fregata di classe Baden-Württemberg e una nave di rifornimento di classe Berlin Tipo 702 sono di stanza regolarmente due volte l’anno nella regione Asia-Pacifico per attuare la politica indo-pacifica della Germania.
Il 2 agosto 2021, la FGS Bayern F217è salpata dalla base navale Heppenser Groden a Wilhelmshaven, in Germania, e ha navigato attraverso il Mar Mediterraneo. Da allora, ha visitato Gibuti, Karachi, Pakistan, l’isola britannica Diego Garcia, Perth, Darwin, Palau, Guam, Tokyo, Yokosuka, Busan (Rep. Corea, sud) e Changi (Singapore). La nave ha effettuato rifornimenti di petrolio e acqua e successivamente ha navigato verso la baia di Cam Ranh in Vietnam, Colombo in Sri Lanka, Mumbai in India e Salalah in Oman, e ha valutato la possibilità di stabilire stazioni di riparazione e rifornimento e capacità di attracco in alcune aree (soluzioni alternative alla mancanza di basi). I risultati del sondaggio hanno fornito una garanzia logistica per l’impiego formale della Marina tedesca nella regione indo-pacifica per gli anni successivi.
Le navi sono accompagnate da navi di supporto complete per garantire rifornimenti marittimi quando sono lontane dai loro porti di origine per lunghi periodi di tempo impiegate in missioni marittime; quando le navi svolgono missioni di routine, inevitabilmente affronteranno problemi che devono essere risolti, come la rotazione e il riposo del personale, il rifornimento di cibo, foraggio e carburante e la manutenzione dei macchinari principali. In definitiva, non possono ancora fare a meno del supporto logistico delle basi oltremare.
La Marina tedesca ha stabilito un modello di dispiegamento nella regione Asia-Pacifico due volte l’anno, ogni sei mesi, onde tenere effettivamente conto della tempistica dei viaggi, della periodicità della manutenzione, e dell’adattabilità degli ufficiali e dei soldati in servizio in mare. Anche se le fregate di classe Baden-Württemberg venissero schierate in futuro, il loro periodo di manutenzione durerebbe fino a due anni e le navi potrebbero essere tenute stazionate in modo permanente tramite rotazione del personale. Tuttavia, senza il supporto di basi all’estero, la Marina tedesca deve utilizzare i porti dei Paesi partner nella regione Asia-Pacifico per stabilire stazioni di rifornimento o fornire il supporto logistico necessario per soddisfare le esigenze più basilari di un dispiegamento all’estero a lungo termine delle navi.
La possibilità che le forze armate tedesche si dispieghino nella regione indo-pacifica è notevolmente aumentata. I tre Paesi europei (E3) – Francia, Germania e Regno Unito, con quest’ultima fuori dall’Unione Europea – hanno rilasciato la dichiarazione congiunta sulla situazione nel Mar Cinese Meridionale già nell’agosto 2019, impegnandosi a salvaguardare la libertà di navigazione e i diritti marittimi in questo mare. L’anno successivo, il governo tedesco ha pubblicato le linee guida per la politica indo-pacifica, indicando che la Germania iniziava a rispondere alla competizione per gli interessi nella regione indo-pacifica. Poiché il Regno Unito e la Francia mantengono già una presenza militare nella regione indo-pacifica, la Germania, uno dei membri dell’E3, non può ovviamente essere assente. Come estensione della politica, la marina e l’aeronautica tedesche non vogliono restare indietro nel conquistare il diritto di parola nella regione indo-pacifica. Pertanto, la possibilità che le forze armate tedesche avanzino nella regione indo-pacifica è notevolmente aumentata. Il suo dispiegamento la renderà il terzo Paese europeo nel XXI secolo ad avanzare in tale zona.
Dopo essere entrata nella regione indo-pacifica, la FGS Bayern F217 ha visitato diversi porti e ha condotto esercitazioni di passaggio (Passing exercise: PASSEX secondo la terminologia navale statunitense) o esercitazioni congiunte (multinazionali) con le marine di diversi Paesi. Sulla strada per la Repubblica di Corea (sud), la nave ha partecipato alle operazioni di sorveglianza di routine nei confronti della Repubblica Popolare Democratica della Corea (nord) condotte congiuntamente da Stati Uniti d’America, Regno Unito, Francia, Giappone, Canada, Australia e Nuova Zelanda, al fine di implementare la Risoluzione 2397 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), che ha imposto sanzioni alla RPDC nel 2017, nella massima misura possibile. Sulla strada da Busan a Singapore, la nave è stata rifornita dalla nave di supporto integrata statunitense USNS Yukon (T-AO-202). L’intero processo di spiegamento non solo dimostra la presenza di truppe e la partecipazione alla difesa, ma riflette anche il sostegno alle norme internazionali. La natura degli scambi della nave riflette in gran parte la politica estera tedesca che prevede che il suo modello di spiegamento diventi un paradigma per la successiva avanzata della Marina tedesca nella regione indo-pacifica.
Oltre al piano della Marina di essere stazionata in modo permanente nella regione indo-pacifica, anche l’aeronautica tedesca potrebbe volare nella regione per un dispiegamento di breve durata. Il 5 novembre 2021, l’ex ministro della Difesa tedesco, gen. Eberhard Zorn (2017-2018), aveva annunciato che l’aeronautica e le forze informatiche del Paese sarebbero avanzate nella regione indo-pacifica a partire dal 2022, prevedendo d’inviare sei Eurofighter Typhoon, tre aerei cisterna Air Bus A330 e tre aerei da trasporto Air Bus A400M Atlas per partecipare all’esercitazione di combattimento aereo multinazionale Pitch Black, tenutasi dalla Royal Australian Air Force dal 5 al 23 settembre 2022. Gli aerei da trasporto tedeschi sono responsabili del trasporto delle truppe logistiche necessarie in Australia e del supporto logistico per gli aerei da combattimento. La partecipazione dell’aeronautica militare tedesca alle esercitazioni di combattimento aereo ha favorito lo scambio di tattiche e competenze, tenendo conto anche della realtà di un dispiegamento a breve termine nella regione indo-pacifica. Secondo il tenente generale Ingo Gerhartz, ispettore dell’Aeronautica militare tedesca, la Germania è pronta a svolgere un ruolo più importante nella regione indo-pacifica, a partire dalle missioni di volo prima di formulare piani a lungo termine.
Come si nota l’Europa unita non esiste e ognuno fa per conto proprio, in quanto manca una forza militare congiunta. Le figuracce dell’UE nella risoluzione del conflitto Ucraina-Russia, sono la prova lampante dell’inanità militar-diplomatica di tale Unione, ove i membri e gli ex membri agiscono di propria volontà, mentre l’Italia sta a guardare.




