
di Riccardo Renzi
Il Diritto Soggettivo nel Diritto Processuale Amministrativo
Il diritto soggettivo rappresenta una delle situazioni giuridiche soggettive di maggiore rilevanza all’interno del nostro ordinamento giuridico. Tale concetto ha un’importanza fondamentale nel contesto del diritto amministrativo, in quanto costituisce la base su cui si costruiscono molte delle prerogative riconosciute ai soggetti giuridici nell’ambito delle controversie con la Pubblica Amministrazione (P.A.).
Il diritto soggettivo è definito come la posizione giuridica di vantaggio di un individuo o di un soggetto giuridico, che può esercitare una serie di prerogative per tutelare il proprio interesse giuridicamente rilevante. Il termine stesso nasce dal rapporto con il diritto oggettivo, che comprende il complesso delle norme che disciplinano le situazioni giuridiche.
In parole semplici, il diritto soggettivo nasce dall’applicazione del diritto oggettivo, che riconosce un interesse giuridico ad una persona e le conferisce il potere di azionare rimedi giuridici contro altri soggetti per tutelare tale interesse. Un esempio comune è quello del locatore, che, in quanto titolare di un diritto soggettivo, ha la possibilità di riscuotere il canone di locazione o di agire per il risarcimento di danni in caso di inadempimento.
Il diritto soggettivo conferisce al suo titolare diverse prerogative, tra cui il diritto di godere in via esclusiva di un bene o di disporre di esso, ad esempio, trasferendolo ad altri soggetti. In effetti, quando il diritto soggettivo è riconosciuto, il titolare ha il potere di far rispettare l’interesse giuridico che lo riguarda, facendo valere le proprie ragioni contro gli altri soggetti giuridici, inclusa la P.A.
Tale potere non si limita ai soli soggetti privati, ma si estende anche alle azioni contro l’amministrazione pubblica. Un esempio chiaro di ciò è dato dalla locazione, quando il locatore, se non riceve il pagamento del canone, può agire per risolvere il contratto e chiedere il risarcimento dei danni.
Nel contesto del diritto amministrativo, la Pubblica Amministrazione può essere coinvolta nel riconoscimento e nella protezione dei diritti soggettivi. Quando la P.A. opera secondo schemi privatistici (ad esempio, stipulando contratti con i privati o commettendo atti illeciti che causano danni), essa è soggetta agli stessi diritti soggettivi riconosciuti ai privati. In questi casi, la P.A. è obbligata a risarcire il danno causato, così come avviene nei confronti di un soggetto privato, ed il soggetto danneggiato può chiedere il risarcimento del danno attraverso i rimedi giuridici previsti dal codice civile.
Un esempio di ciò si può riscontrare nei casi di danni causati da demolizioni abusive. Se l’amministrazione distrugge un immobile senza motivazione adeguata o causa danni a beni vicini, il proprietario danneggiato potrà vantare un diritto soggettivo al risarcimento, analogamente a quanto accade tra privati.
Le controversie relative alla tutela di diritti soggettivi, come diritti di credito o di proprietà, vengono tradizionalmente decise dal Giudice ordinario. Tuttavia, esistono specifiche materie nelle quali la giurisdizione è attribuita esclusivamente al Giudice amministrativo, anche quando siano coinvolti diritti soggettivi. Questo avviene, ad esempio, quando la controversia riguarda la Pubblica Amministrazione in un contesto che coinvolge atti amministrativi o decisioni relative all’interesse pubblico.
Quando una controversia rientra nelle materie devolute alla giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo, questi può intervenire con una decisione che tutela i diritti soggettivi del ricorrente. Un esempio tipico è quello in cui il Giudice amministrativo, qualora si tratti di un contratto non stipulato, possa ordinare l’esecuzione in forma specifica, come previsto dall’art. 2932 c.c., rendendo la sentenza equivalente al contratto che la parte avrebbe dovuto stipulare.
Va precisato che l’esercizio del potere amministrativo, quando l’amministrazione adotta atti autoritativi, esclude la possibilità di qualificare la situazione giuridica del privato come diritto soggettivo. In tali casi, il privato è titolare di un interesse legittimo, una situazione giuridica che, pur se tutelata dall’ordinamento, non conferisce al titolare le stesse prerogative tipiche del diritto soggettivo. La tutela dell’interesse legittimo è, infatti, orientata alla protezione dell’interesse pubblico piuttosto che alla realizzazione di un vantaggio esclusivo del privato.
Una particolare figura ibrida di diritto soggettivo è quella relativa al diritto di accesso agli atti amministrativi. Inizialmente considerato un interesse legittimo, la giurisprudenza recente ha evoluto l’interpretazione, riconoscendo al diritto di accesso una natura di diritto soggettivo, soprattutto in considerazione della sua finalità strumentale nella tutela di interessi giuridicamente rilevanti. Il diritto di accesso è disciplinato dalla Legge 241/1990 (art. 22) e dal Decreto Legislativo 33/2013, e comprende diverse forme: il diritto di accesso documentale, il diritto di accesso civico e il diritto di accesso generalizzato.
Bibliografia
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