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MELONI A STARMER, INSIEME CON GLI USA E NESSUN MILITARE ITALIANO IN UCRAINA

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Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha partecipato ieri a una riunione in videoconferenza organizzata dal primo ministro del Regno Unito,  Keir Sarmer sull’impegno a favore di una pace giusta e duratura, che assicuri la futura sovranità e la sicurezza dell’Ucraina.

Il presidente del Consiglio, come riferisce una nota di Palazzo Chigi, ha confermato che l’Italia intende continuare a lavorare con i partner europei e occidentali e con gli Stati Uniti per la definizione di garanzie di sicurezza credibili ed efficaci, ribadendo che non è invece prevista la partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno.

Il primo ministro britannico, Keir Starmer, in occasione di una conferenza stampa al termine dell’incontro virtuale con 25 leader mondiali per discutere del mantenimento della pace in Ucraina, ha ribadito il sostegno a Kiev, sottolineando che il cessate il fuoco immediato e incondizionato di 30 giorni “è ora nelle mani della Russia”. “Putin deve dimostrare di essere serio riguardo alla pace” ha dichiarato il premier, accusando il Cremlino di “indecisione e ritardi” sulla proposta avanzata dal presidente statunitense, Donald Trump.

Il primo ministro britannico ha ribadito l’urgenza di un cessate il fuoco in Ucraina, esortando il presidente russo, Vladimir Putin, a negoziare. “Il mondo ha bisogno di azione. Putin dovrà sedersi al tavolo delle trattative. Questo è il momento: lasciamo che le armi tacciano e fermiamo una volta per tutte gli attacchi barbarici contro l’Ucraina”.

Ottima cosa, ma niente a che fare con la “coalizione dei volenterosi” che dovrebbe a garantire la sicurezza a lungo termine dell’Ucraina e a rafforzarne la difesa.

“L’Ucraina deve poter difendersi e scoraggiare future aggressioni russe”, ha aggiunto, annunciando un nuovo incontro previsto per giovedì tra esperti militari nel Regno Unito per pianificare il supporto strategico.

Starmer, come Macron in cerca di visibilità, vorrebbe fare quello che non può fare, perché la sua strategia, al di là delle parole è quella dei neocon e dei fabiani, i quali vorrebbero che la guerra continuasse.

Uno dei presupposti della pace e che se ci saranno forze di pace (peacekeeping) o saranno dirette dall’Onu o non saranno, perché nessun accordo di pace può prevedere che Macron o Starmer o la von der Leyen o qualsiasi altro leaderino da strapazzo possa mettere le mani su un equilibrio difficilmente raggiungibile per stravolgerlo o per farlo naufragare.

Starmer, Macron e compagnia cantante non sono cedibili. Amen.

Il primo ministro ha lodato il presidente Zelensky per aver dimostrato che l’Ucraina è la parte “che vuole la pace”, accusando invece Mosca di “cercare di guadagnare tempo”. Il premier ha sottolineato che “l’appetito della Russia per il conflitto e il caos mina la nostra sicurezza, anche nel Regno Unito”. Qualora il presidente russo Vladimir Putin, ha proseguito, “rifiutasse di accettare un cessate il fuoco immediato e incondizionato, dovremo intensificare i nostri sforzi per rafforzare l’Ucraina, indebolire la macchina da guerra russa e aumentare la pressione su Putin affinché sia costretto a sedersi al tavolo delle trattative”.

Speranza che andrà probabilmente delusa per lui e per chi, come lui, spera di continuare la guerra sulla pelle degli ucraini per indebolire la Russia. Questa è la politica dei neocon sconfitti negli Usa e fuori gioco.

Il premier ha infine annunciato che i governi della coalizione dei volenterosi lavoreranno a un meccanismo di monitoraggio delle violazioni del cessate il fuoco e a un eventuale dispiegamento delle loro forze per garantire la sicurezza di Kiev via terra, mare e cielo.

Nessuno li vuole, ma sperare di entrare nel gioco è lecito, soprattutto per chi ne è escluso.

“Grazie al premier britannico Keir Starmer per aver ospitato l’incontro dei leader oggi” dove abbiamo ribadito “il nostro sostegno all’accordo di cessate il fuoco dell’Ucraina”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Ora la Russia deve dimostrare di essere disposta a sostenere un cessate il fuoco che porti a una pace giusta e duratura. Nel frattempo, sosterremo il rafforzamento dell’Ucraina e delle sue forze armate seguendo la nostra ‘strategia del porcospino’”, aggiunge, sottolineando, “intensificheremo gli sforzi di difesa dell’Europa attraverso Rearm Europe, incrementando la spesa per la difesa”.

Voce fuori campo e fuori gioco, che Trump nemmeno sente. Poveretta, più alza la voce e meno conta.

Altro che alza la voce per farsi sentire, anche se nessuno lo ascolta, è Macron: “Mosca risponda in modo chiaro alla richiesta di colloqui per un cessate il fuoco”.

Putin è già impaurito. Dopo aver sentito Macron è corso dallo psicologo. Al Cremlino tremano.

Scholz, ormai del tutto fuori gioco, riscopre gli Usa: “Bene la disponibilità di Zelensky a un cessate il fuoco, ma serve che gli Usa abbiano un ruolo guida”.

Quindi va bene quel che Trump propone? Ma vah!

Sanchez aggiunge una nota di inutilità: “Continuiamo a lavorare per una pace giusta e duratura”.

Il Circo Barnum è cosa molto più seria. Voltiamo pagina.

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  • Redazione

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