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L’EUROPA VERSO UNA CORSA ALLE ARMI ANCHE NUCLEARI?

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di Lucio Leante

L’Europa si sta silenziosamente avviando verso una corsa alle armi nucleari? A sostenerlo è stato Giorgio La Malfa in un suo commento di sabato sul Corriere della Sera.

L’articolo di La Malfa è rivelatore di qualcosa che molti stanno sottacendo: e cioè che se fosse vera la la fake news secondo cui Trump avrebbe già deciso di “disimpegnarsi dalla Nato” e di “abbandonare l’Europa”, bisognerebbe dedurne che gli europei avrebbero bisogno di un riarmo non solo convenzionale ma anche nucleare.

La Malfa infatti attribuisce la probabile necessità di un riarmo anche nucleare all’elezione di Donald Trump. Sarebbe quello nucleare secondo La Malfa il vero attuale “dilemma” europeo (denso di conseguenze inimmaginabili). Il riarmo convenzionale (secondo il piano Rearm Europe approvato dal Consiglio europeo giovedì a Bruxelles) sarebbe – dice La Malfa- un problema secondario risolvibile finanziandolo anche “in deficit”.

La Malfa argomenta, citando il futuro cancelliere tedesco Olaf Merz: “poiché la garanzia americana non è più incondizionata”, noi europei “dobbiamo emanciparci dagli USA (anche, ndr) per quanto riguarda la difesa nucleare”.

Egli conclude che “ovviamente l’Europa dovrà pensarci bene e porre agli Stati Uniti delle domande precise ed impegnative, ma se la risposta è quella che sembra scaturire dagli atteggiamenti di Trump, entriamo in una nuova fase e dobbiamo renderci conto che è così e prepararci ad agire di conseguenza”. Cioè procurarsi centinaia e forse migliaia di armi nucleari.

Il ragionamento sembra logico e conseguente e non fare una grinza, ma è basato su un salto logico e soprattutto su una vera fake news circolante con insistenza nei “vertici” dell’UE e nei salotti buoni europei.

Il salto logico sta nel suggerire che in passato la garanzia americana nella Nato sarebbe stata “incondizionata” e con Trump sarebbe diventata per la prima volta “condizionata”. Non è vero! Da decenni i vari presidenti americani (compreso Barack Obama) hanno chiesto agli europei di aumentare la loro spesa per la difesa comune, fino a raggiungere il 2% del rispettivo PIL, per riequilibrare gli oneri. Ciò facendo minacciavano implicitamente e talvolta esplicitamente, in mancanza di un riequilibrio, ovvie ritorsioni; non diversamente da come avviene in qualsiasi club, dove ai soci si chiede di pagare la quota annuale, a pena di sospensione e di espulsione dal club.

In ogni organizzione internazionale e in ogni club la membership è condizionata a regole tra cui il pagamento delle quote. E dovunque vi sono discussioni in proposito tra i soci membri. Dov’è la novità? Dov’è la rottura?

La vera differenza è che in passato i predecessori di Trump, per varie ragioni di opportunità, hanno chiuso gli occhi e soprasseduto, mentre Trump fa sul serio: non intende soprassedere ed ha posto i membri europei della Nato davanti ad un aut aut: “o pagate finalmente la vostra quota o gli USA non vi difenderanno più”. Ancora mercoledì scorso Trump ha detto la stessa cosa in un’intervista: “non difenderemo i paesi europei che non pagano quanto concordato”. Il che vuole dire anche “se pagate, continueremo a difendere i paesi in regola con le quote”. Quindi agli europei basta pagare il dovuto 2-2,5% del loro PIL e tutto può continuare come sempre. Non c’à alcuna condizione inaccettabile che Trump avrebbe posto. Nessun abbandono.

La fake news, diffusa strumentalmente da diversi leader politici e giornalisti corrivi è che quella posizione dura di Trump equivarrebbe ad un già deciso, o imminente “disimpegno dalla Nato” e quindi ad un “abbandono dell’Europa”.

Tale interpretazione è un vero falso perché Trump non ha mai detto che gli USA abbiano deciso di “disimpegnarsi” dalla Nato. Si tratta di un’interpretazione anche strumentale.

Infatti, dando per avvenuto o scontato un abbandono che non c’è, diversi leader politici europei stanno presentando come necessario ed urgente un frettoloso e massiccio acquisto di armi (convenzionali) che comporterebbe una spesa militare di ben 800 miliardi in 4 anni. Ciascun paese dovrebbe spendere almeno un 3,5% del suo PIL, e cioè in misura persino maggiore rispetto a quella richiesta dagli americani per la quale gli stessi leader e commentatori si mostrano scandalizzati.

 Nasce il sospetto che l’obbiettivo vero dei bellicisti diffusori della fake news del “disimpegno trumpiano” sia proprio quello di promuovere una nuova gigantesca ondata di spesa pubblica ammantata da una nuova “emergenza sicurezza” in Europa.

E che questo essi vogliano per ragioni varie non tutte sempre confessabili.

Senonché la loro logica porta ad una conseguenza di solito sottaciuta, ma che l’articolo di La Malfa rivela: se fosse vero che Trump avesse già deciso strategicamente e irrevocabilmente di disimpegnare gli Usa dalla difesa degli stati europei, e quindi dalla Nato, e di abbandonarli al loro destino gli europei dovrebbero dotarsi, a rigor di logica, di centinaia o di migliaia di bombe atomiche per sostituire l’ombrello americano e mantenere così l’equilibrio delle forze in Europa.

Per fortuna non è vero.

Tuttavia a quello sbocco disastroso rischiano di spingere tutti coloro che diffondono la fake news del presunto “disimpegno di Trump” e che promuovono una affrettato riarmo massiccio in vista di una difesa europea autonoma dagli USA.

Tra questi ci sono gli europeisti federalisti più puri e duri (come è lo stesso La Malfa) e grosse fette delle forze politiche di sinistra che in questi giorni stanno chiedendo un massiccio ed una difesa europea del tutto autonoma dagli USA senza però dire anche che la loro logica porterebbe ad un riarmo anche nucleare.

I primi lo fanno in nome della loro vecchia aspirazione a costruire un “esercito europeo” ed un super-stato federale europeo (gli Stati Uniti d’Europa). Entrambe le cose appaiono praticamente impossibili perché gli stati nazionali hanno ancora una loro forza derivante dalle differenti tradizioni nazionali.

I secondi lo fanno per vecchi riflessi anti-americani, anti- Nato e anti-occidentali, che sono ancora vivi a sinistra e che si risvegliano quando alla Casa Bianca non siede più un “democratico di sinistra” come Biden (da essi seguito ciecamente), ma un repubblicano, specie se decisionista e conservatore come Trump e che essi tendono a descrivere frettolosamente come “un leader autoritario e anti-democratico” ansioso di abbandonare l’Europa.

Quest’ultima è per fortuna una falsa notizia, che rischia, però, di diventare una di quelle profezie che sia avverano proprio perché sono state pronunciate, diffuse e, alla fine, diventano luogo comune.

Essa rischia di portare realmente gli europei ad una disastrosa corsa agli armamenti anche nucleari. Gli europei anche per evitarla hanno, invece, ogni interesse (finanziario, politico e strategico) a mantenere ancora in piedi la vecchia baracca della Nato e l’alleanza trans-atlantica euro-americana. E questo è vero anche, se non soprattutto nell’era di Trump.

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  • Redazione

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