di Giovanni Bernardini
L’arrivo dell’estate è accolto con urla di terrore da parte di tutti i profeti di sventura climatica. Lo zero termico in montagna è molto altro, oltre i 4.000 metri, annunciava stamattina, funereo, il solito lettore di “prima pagina” del TG 5.
Lo zero termico è spesso usato dai catastrofisti del clima nelle loro previsioni di sventura, però non mi è mai capitato di sentire qualcuno che dagli schermi TV spiegasse al popolo bue cosa diavolo sia lo zero termico.
Lo zero termico, copio dalla rete, è l’altitudine al di sopra della quale la temperatura dell’aria rimane sempre minore di zero. Oppure è la quota alla quale la temperatura dell’atmosfera passa da valori positivi a valori negativi.
La parola chiave è quel “SEMPRE”. Se ad una certa altitudine, poniamo a 3.000 metri, la temperatura dell’aria raggiunge alle sette del mattino i -2 gradi, non è detto che a quella altitudine si sia raggiunto lo zero termico, infatti verso le 12 la temperatura potrebbe salire a +3.
Per curiosità sono andato a controllare in rete la temperatura prevista per domani a punta Helbronner, Monte Bianco, quota 3.554. Ebbene, nella giornata di domani in quella località la temperatura varierà dai +3 ai -1 gradi. Non so se la si debba considerare troppo o poco alta, ma di certo non mi pare giustifichi grida di allarme.
Le urla però sembrano ormai diventati una moda assoluta quando si parla di clima…




