Home Politica estera L’EUROPA AFFONDA NEL MARE DELLE SUE BUGIE

L’EUROPA AFFONDA NEL MARE DELLE SUE BUGIE

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Un’amica mi riferisce di persone angosciate perché Trump, che tratta con i russi, finirà con il consentire a Putin di invadere l’Europa, cosicché finiremo tutti con l’essere sottoposti ad un regime nazista e ci saranno nuovamente i lager. Le stesse persone dicono che è del tutto possibile, perché la Russia ha già invaso l’Europa una volta.

Che queste persone si riferissero all’episodio legato alle Guerre Napoleoniche?

Dopo l’invasione della Russia da parte di Napoleone nel 1812 (la famosa Campagna di Russia), l’esercito zarista, guidato da Alessandro I, respinse i francesi e successivamente inseguì le truppe napoleoniche attraverso l’Europa. Nel 1813-1814, le forze russe entrarono in territori come la Polonia, la Prussia e infine la Francia, contribuendo alla caduta di Napoleone. Questa non fu però un’invasione nel senso di conquista territoriale per la Russia, ma parte di una coalizione contro la Francia.

Interessante, per la Campagna di Russia, leggere Guerra e Pace di Tolstoj, sperando di non essere immediatamente catalogati come putiniani.

Se l’invasione dell’Europa da parte della Russia quando era Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche è quella conseguente alla seconda guerra mondiale, sarebbe opportuno ricordare alle suddette persone angosciate che ad invadere l’Europa fu Hitler e che la suddivisione del Vecchio Continente che abbiamo vissuto in tutto il periodo della Guerra Fredda, nel secolo scorso, è stata la conseguenza della spartizione fatta a Yalta dagli Alleati, tra i quali, va sempre ricordato agli immemori, c’era l’Urss.

La Conferenza di Yalta, meglio ricordarlo, è stata un incontro tra i leader delle potenze alleate verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. Si tenne dal 4 all’11 febbraio 1945 nella città di Yalta, in Crimea, e vide la partecipazione di Franklin D. Roosevelt (Presidente degli Stati Uniti), Winston Churchill (Primo Ministro del Regno Unito) e Iosif Stalin (leader dell’Unione Sovietica). L’obiettivo principale era coordinare le strategie per la fase finale della guerra contro la Germania nazista e pianificare l’assetto del mondo post-bellico.

Durante la conferenza, vennero prese decisioni fondamentali: la divisione della Germania in zone di occupazione tra gli Alleati; l’impegno dell’URSS a entrare in guerra contro il Giappone entro pochi mesi dalla sconfitta della Germania; la creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per garantire la pace futura.

Accordi sui confini e le sfere d’influenza in Europa, in particolare sull’Europa orientale, che avrebbero poi contribuito a definire la Guerra Fredda.

Quando si parla di precedenti invasioni dell’Europa da parte della Russia, a questo punto, si parla del nulla.

Veniamo all’oggi.

La menzogna che vorrebbe la Russia pronta a invadere l’Europa è semplicemente ridicola.

Nel marzo del 2023 autorevoli testate italiane sostenevano che la Russia era senza il becco di un quattrino e faceva la guerra con le pale.

Il Messaggero il 6 marzo titolava: “Guerra nucleare? Missili ipersonici? La Russia (senza fondi) combatte con le pale e i carri armati della seconda guerra mondiale”.

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Sempre il 6 gennaio Open, il giornale fondato da Enrico Mentana (il censore per conto di Facebook), approfondendo l’argomento pale, scriveva: “C’è chi sguaina le spade, e chi le pale. Ad usare queste ultime sono i riservisti russi, almeno secondo l’ultimo rapporto dell’intelligence ucraina, che parla di un attacco a un avamposto nel quale i militari di Mosca hanno ricevuto l’ordine di assaltare le forze di Kiev usando «armi da fuoco e pale». Ma non pale qualsiasi. Nello specifico, si tratta di un modello di noto come MPL-50. Progettata nel 1869, da allora è cambiata poco, riferisce il ministero della Difesa ucraino – che cura il rapporto – aggiungendo che si tratta di uno strumento che in Russia viene considerato «mitologico». L’arma era in voga anche durante il periodo sovietico, è lunga circa 50 centimetri, e ai lati della parte metallica viene affilata per essere usata come ascia. Soprattutto, però, l’uso delle pale per combattere evidenzia quanto «brutale e grezzo è diventato il conflitto», continua il documento che puntualizza come il conflitto sia diventata sempre di più una guerra di contatto per la quale i riservisti russi non sarebbero pronti «né fisicamente né psicologicamente». Secondo Kiev, si tratta di un segnale inequivocabile che «Mosca è a corto di munizioni». Sebbene sia redatto da una fonte istituzionale, la Bbc fa sapere di non essere riuscita a verificare del rapporto, che non specifica dove e quando i russi avrebbero ricevuto l’ordine di usare le pale”.

Con la stessa faccia tosta con la quale parlavano di attacchi con la pala, i media del coretto della menzogna sostenevano che l’intenzione di Putin era di occupare l’Europa.

Lo vedete un esercito munito di pale che conquista l’Europa?

Eppure c’è chi ci ha raccontato queste baggianate e c’è ancora chi ci crede.

Non c’è un analista serio, in tutto il pianeta, disposto a dire che la Russia, oggi, ha le potenzialità belliche per invadere l’Europa e, a dire il vero, nemmeno l’Ucraina. Non a caso da mesi il fronte è quello del Donbass, con conquiste territoriali minime.

Il fatto è che le narrazioni bugiarde servono a nascondere la menzogna più grande, riguardante le cause della guerra.

Le leadership europee sono “double speak”, doppia lingua e pertanto inaffidabili, come sono “double speak”, doppia lingua i media che hanno cantato il coretto di Bruxelles, di Londra e, fino all’arrivo di Trump, anche di Joe Biden.  Motivo per il quale non sono invitate alle trattative.

Gli Stati Uniti, con l’arrivo dei neocon, avevano un approccio egemone. I russi erano deboli, dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Nel 2008, George Bush Junior ha annunciato che gli Stati Uniti erano d’accordo con l’Ucraina e la Georgia che volevano entrare nella Nato.

Dopo il crollo dell’URSS la presidenza Bush senior aveva promesso a Gorbachev e ai russi che la NATO non si sarebbe espansa nemmeno di un centimetro dopo la riunificazione della Germania. In realtà, ha iniziato a espandersi includendo i paesi baltici, la Polonia, la Romania e altre nazioni che prima facevano parte dell’orbita sovietica.

L’Ucraina doveva essere un Paese neutrale. Victoria Nuland (Sottosegretario di Stato Usa) e George Soros organizzarono il colpo di stato del Maidan nel febbraio 2014, che provocò una reazione da parte degli ucraini russofoni. I russi presero il controllo della Crimea e da quel momento è iniziata una guerra tra gli ucraini del Donbass e quelli di Kiev.

Nel settembre 2014 è stato firmato il primo accordo di Minsk, che prevedeva una forma di indipendenza parziale per il Donbass e il riconoscimento dei diritti degli ucraini di lingua russa in Ucraina.

I media europei hanno bellamente evitato di scrivere che gli ucraini di Kiev massacravano i russi del Donbass. Ci furono 14 mila vittime tra civili e militari. A Odessa gli ucrainai di Kiev diedero fuoco ad una sede del sindacato che era affollato di anziani, donne e bambini.

L’evento ha segnato un punto di svolta nel conflitto ucraino, alimentando il risentimento tra le comunità russofone e il governo di Kiev.

Dopo il 2014 si rende evidente la totale inaffidabilità delle leadership europee, dotate di “double speak”, doppia lingua.

La lingua biforcuta ebbe la sua piena attuazione con gli accordi di Minsk.

Nel Donbass gli scontri erano tra ucraini locali e ucraini dell’esercito di Kiev, che ha creato fortificazioni da cui bombardava la popolazione civile, causando la morte di circa 70.000 persone. Da allora, la situazione è sempre stata tesa e i russi, che sostenevano gli indipendentisti, hanno provato a risolvere il conflitto con l’accordo di Minsk, che prevedeva una sorta di indipendenza del Donbass, sia pure all’interno dello stato ucraino.

L’accordo non è mai stato rispettato.

Si è poi passati ad un nuovo accordo, denominato Minsk II, che chiariva meglio i diritti degli ucraini di lingua russa e garantiva una maggiore indipendenza alla regione del Donbass, che rimaneva dentro l’Ucraina.

Alla firma di Minsk II c’erano anche Angela Merkel e il presidente francese Hollande, che si sono offerti come garanti.

Gli ucraini non hanno rispettato nemmeno il secondo accordo di Minsk.

Sia Angela Merkel, sia Hollande hanno ammesso in pubblico che l’unico scopo dell’accordo di Minsk II era quello di guadagnare tempo per riarmare l’esercito ucraino al fine di raggiungere una dimensione adeguata per riconquistare il Donbass e la Crimea.

Victoria Nuland ha detto in pubblico che non era d’accordo con l’accordo di Minsk. All’epoca il presidente Usa era Obama (quello insignito del Nobel preventivo per la pace), Joe Biden, suo vicepresidente, era responsabile dell’area ucraina e il figlio di Biden, Hunter, lavorava con uno stipendio straordinario presso la Burisma, l’azienda ucraina che gestiva il gas che fluiva attraverso l’Ucraina dalla Russia verso l’Europa.

Nel febbraio 2022 si è tenuta la conferenza di Monaco con un ultimo tentativo di trovare un accordo di stabilità in Europa.

Il resto è cronaca del conflitto.

A questo punto, chiedersi per quale motivo i leader europei non sono stati invitati al tavolo delle trattative, dopo Minsk I e Minsk II e dopo tutte le restanti posizioni espresse in questi tre anni, non ultima quella degli inglesi che hanno bloccato un possibile accordo in Turchia subito dopo l’invasione, è davvero perdere tempo.

I leader europei non sono affidabili e quando hai perso la faccia una volta, perché ti sei comportato in modo menzognero, l’hai persa per sempre.

L’Unione Europea affoga nelle sue menzogne.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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