
Per capire quanto sta accadendo nel mondo ci sono tre livelli di approccio.
Il primo è quello superficiale, al quale ci induce la propaganda, con il quale rischiamo di non capire nulla e soprattutto di farci distrarre da quanto sta davvero avvenendo.
Nel gioco del primo livello è maestro Donald Trump, seguito dai suoi. Raffiche di comunicazioni, con frasi dure e sconcertanti che inducono i commentatori a concentrarsi sullo stile e a non guardare alle dinamiche reali.
È quanto sta accadendo nei contrasti mediatici tra Trump e Zelensky, con i commenti brutali del primo, riguardanti il secondo, che distraggono da quanto sta avvenendo nei rapporti internazionali.
La stessa cosa vale per Elon Musk, il tagliatore, che ora si presenta con la motosega, inducendo i media a inorridire per tanta volgarità.
I media del politically correct, abituati all’ipocrisia incipriata, sono investiti da ondate di comunicazioni dirette e brutali che li costringono a concentrare l’attenzione sullo stile, evocando, come al solito, il solo scenario che riescono a sfornare: fascismo, nazismo, dittatura in arrivo e via elencando.
Il secondo approccio è quello dei servi che hanno grosse difficoltà a capire che è cambiato il padrone e ad ammettere che quando uno si è asservito non deve fare altro che fare il servo.
Pietro Dubolino, presidente di sezione emerito della Corte di Cassazione, su La Verità di qualche giorno fa, ha scritto: “Chi si fa servo altrui, quale ne sia la causa, non può poi pretendere di essere trattato da pari a pari. Deve adattarsi all’idea di essere trattato da servo”.
Il ragionamento vale per Zelensky, che è stato ingaggiato dai neocon USA e che ha servito il loro disegno pluriennale di ridurre la Russia ai minimi termini, fino ad arrivare ad una guerra per procura, e vale per gli europei dell’Unione Europea a trazione socialista e democristiana, asserviti alle logiche neocon americane fino all’estremo e oltre. C’è nelle posizioni dell’Unione Europea una nota particolare nella fedeltà al padrone clintonian-obamiano neocon che rasenta la psichiatrica sindrome di Stoccolma.
Falliti negli USA, i neocon si perpetuano nei loro servi europei, i quali pensano di essere la linea di resistenza padronale, senza rendersi conto che il vecchio padrone è morto e che il nuovo di loro non sa che farsene.
La stessa sindrome da servitù riguarda i servi dell’Eliseo, abbondanti in Italia, i quali prima erano in linea con il servaggio atlantico e ora non sanno più che pesci pigliare.
Fallita l’Unione Sovietica nel 1991, i neocon Usa hanno pensato non solo di essere gli unici padroni del mondo, ma che il sistema cinese “fabbrica del mondo” fosse migliore della democrazia per produrre a basso costo ed eliminare il welfare.
In un’intervista al Corriere della Sera del 9 gennaio 2020, Romano Prodi, che di Cina se ne intende (e anche di questa Unione Europea), disse: “Prendiamo il costo del lavoro. Attualmente quello italiano è grandemente inferiore rispetto a quello tedesco e francese. E possiamo dire che è meno lontano da quello cinese: un tempo il nostro era 40 volte il costo orario del lavoro di Pechino, ora 2,5-3 volte. Non siamo a costo pari, ma ci stiamo avvicinando e bisogna preparare il futuro”.
https://www.corriere.it/politica/20_gennaio_09/governo-distratto-litiil-colle-non-mi-interessae-poi-101-sono-ancora-li-f7d02868-3323-11ea-b5a6-c2421dcee75f.shtml
Il grande “successo” per l’economia italiana è stato quello di aver allontanato le remunerazioni dei lavoratori italiani da quella media dei paesi europei avanzati e di averla portata a livello di quella della Cina.
Ricordiamoci, in proposito, l’entrata dell’Italia nell’euro, che risale al 1° gennaio 1999, quando l’euro è stato introdotto come moneta unica in 11 paesi dell’Unione Europea, tra cui, appunto, l’Italia. Questo passaggio è stato parte del processo di integrazione economica e monetaria europea avviato con il Trattato di Maastricht del 1992. Un passaggio che ci ha ridotto d’un tratto stipendi e pensioni.
I neocon in Usa hanno delocalizzato le industrie, impoverito la classe operaia e la classe media e hanno tentato di instaurare un regime simil stalinista, la cui replica è stata avviata anche in Europa.
L’Unione Europea uscita da Maastricht, ossia quella della signora Merkel formatasi nella Rdt, è, come è stato dimostrato nel tempo, un’Unione sovietica di stampo stalinista, dove la Commissione è niente altro che il Politburo, supportato da un apparato burocratico di apparatčiki (in russo Aппаратчик): funzionari a tempo pieno del Partito neocon, in vario modo travestito.
I socialisti europei, in questo processo di stalinizzazione dell’unità europea, si sono distinti per aver abbandonato la socialdemocrazia di Bad Godesberg e aver scelto il servaggio al progressismo neocon made in Usa.
Per capire meglio è interessante consultare il video di Roberto Mazzoni (https://mazzoninews.com/2025/02/19/euro-perestroika-mn-316/), nel quale il giornalista italiano che ci informa dalla Florida, ci riporta la sintesi di un testo dal titolo brutale, ma chiaro: “Il cuore putrido d’Europa”.
Il libro è dell’economista inglese Bernard Connolly ed è uscito nel 1995 con il titolo originale: “The Rotten Heart of Europe, Dirty War for Europe”.
Nell’introduzione alla riedizione del testo nel 2012, ci ricorda Roberto Mazzoni, l’autore “ci parla della nuova Unione sovietica a Bruxelles, sottoforma di Unione europea. E Connolly non si tira indietro quando deve descrivere come l’Eurozona, la Banca Centrale Europea, tutto l’impianto dell’Unione europea e la Commissione e tutto il resto sono in pratica la trasposizione in occidente del modello sovietico. Quindi, l’Unione sovietica è crollata in Russia, con grande dispiacere della leadership americana e europea dell’epoca, ma è stata, se vogliamo, riportata in auge e riportata in vita a Bruxelles, ed è diventata una versione ancora più sofisticata dei modelli fallimentari dell’Unione sovietica che conoscevamo”.
“Connolly – aggiunge Mazzoni – dice che l’Unione sovietica si è trasferita a Bruxelles e che la nuova Unione sovietica si chiama Unione Europea”.
Del libro scriveremo ancora, ma oggi è sufficiente comprendere una cosa fondamentale, ossia che essendo fallito il tentativo stalinista dei neocon negli Usa, ora non può che fallire (e lo si vede) anche in Europa.

Il terzo livello di approccio riguarda le dinamiche vere, in atto e, probabilmente, concordate da tempo, data la sorprendente velocità di esecuzione.
La logica di fondo è quella kissingeriana, che portò gli Usa, negli anni Settanta del secolo scorso, a stabilire ottimi rapporti con la Cina di Mao per evitare che si costituisse un blocco comunista.
Negli ultimi trent’anni la politica idiota dei neocon (Bush, Clinton, Obama, Biden) ha messo la Russia nelle mani della Cina e così, prima che si saldi un blocco che non piace nemmeno al Cremlino, la logica kissingeriana dell’equilibrio delle potenze si ripresenta, offrendo alla Russia un accordo globale che la renda meno dipendente dal Dragone.
In questo accordo l’Ucraina è solo uno dei tasselli e le compensazioni debbono essere viste nell’insieme dei quadranti.
I giochi, a quanto pare, sono fatti e riguardano le risorse energetiche, le materie prime, le vie commerciali, con il controllo dei colli di bottiglia, la gestione dello spazio, il Mediterraneo, il Pacifico, la presenza in Africa, l’Artico e via discorrendo.
Questo nuovo ordine non presuppone la presenza dell’Europa, non solo perché i giochi sono già stati fatti, ma perché un’Unione Europea non può aver nulla da dire, in quanto gestita dai servi dei neocon, ossia dai servi di chi è stato sconfitto dopo aver tentato di stalinizzare gli Usa e il vecchio continente in funzione degli interessi finanziari.
La leadership europea è fuori dai giochi perché è fuori dalla storia.





