di Lucio Leante
La telefonata di ieri tra Trump e Putin e il successivo annuncio di un prossimo loro incontro per l’avvio di un negoziato immediato e diretto Mosca-Washington (siano o no concessi degli strapuntini a Zelenski ed agli europei) rappresenta una svolta a U nella politica estera americana.
La svolta di Trump (probabilmente intesa anche a sottrarre Putin all’abbraccio con Xi Jin Ping), scopre l’ipocrisia europea e di tutti quei politici, intellettuali e giornalisti europei e italiani che per 3 anni, per servire (sic!) la linea neocon e guerrafondaia del loro “boss-imperatore” Biden, hanno fatto i guerrafondai da divano e con l’elmetto e hanno sostenuto l’inverosimile: e cioè che Putin era un Hitler redivivo pronto a invadere e a mettere a ferro e fuoco, dopo l’Ucraina, l’Europa e che difendendo l’Ucraina (o meglio la cricca ultranazionalista di Zelenski e Co.) si difendeva la libertà in Europa e che pertanto non c’era alternativa ad una sconfitta militare della Russia di Putin.
Secondo loro non c’era altra soluzione che il ritiro delle truppe russe di invasione, il ritorno ai confini ucraini del 2014 e la cooptazione dell’Ucraina nella Nato. E con queste balle hanno prolungato una guerra inutile che è costata la morte di decine o centinaia di migliaia di giovani russi e ucraini.
Il colmo dello smacco per tutti questi falsi europeisti, vassalli dei neocon americani di Biden, è che ieri a Bruxelles, al vertice dei Paesi che sostengono Kiev, sono stati smentiti su tutta la linea dal nuovo segretario alla Difesa, Peter Hegseth. Quest’ultimo non solo ha detto che un ritiro russo e un’Ucraina nella Nato non sono obbiettivi realistici, ma ha anche detto che una volta raggiunto un accordo di pace, il dopoguerra sarà responsabilità in massima parte dei Paesi europei, in un quadro esterno alla Nato.
Dovranno essere gli europei – ha detto- a fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina, fornendole aiuto «letale e non letale», cioè, sia militare sia economico e che in ogni caso, non ci saranno mai truppe americane sul terreno ucraino.
Hegseth ha in sostanza detto agli europei: “Se Putin è – come avete detto con Biden- un nuovo Hitler e se è davvero -come continuate a dire- una minaccia alla vostra sicurezza ed indipendenza, allora difendetevi con le vostre forze: mettete il vostro portafoglio dove avete messo la vostra bocca”. In pratica: “aumentate le vostre spese militari fino al 5% e mandate voi 200 mila soldati a fare da forza di interposizione in Ucraina”. Fantastico!
Attendiamo ora con ansia di vedere cosa diranno e cosa faranno gli europei -capi politici, intellettuali e giornalisti- che per tre anni hanno fatto i guerrafondai da salotto e da tastiera e con in testa l’elmetto (di carta)!
Verrebbe da dire: buffoni!




