
A cura di Agenzia Nova
Le forze degli Stati Uniti non parteciperanno ad alcuna futura missione per il mantenimento della pace in Ucraina.
Lo ha chiarito ieri il nuovo segretario alla Difesa Pete Hegseth, parlando a margine di un incontro con il ministro della Difesa di Kiev, Rustem Umerov, in occasione della sua prima visita alla sede della Nato a Bruxelles. Il capo del Pentagono ha anche precisato che le garanzie previste dall’Articolo 5 della Nato non dovranno essere applicate a eventuali forze europee dispiegate in Ucraina per garantire un accordo post-bellico. Hegseth ha esortato Kiev a cercare un accordo con la Russia e a rinunciare agli obiettivi di riconquistare tutti i territori occupati e di aderire all’Alleanza. “Lo spargimento di sangue deve cessare e questa guerra deve finire”, ha dichiarato il segretario alla Difesa Usa, aggiungendo che il ritorno ai confini pre-2014 è un obiettivo irrealistico.
Hegseth ha inoltre sottolineato che un futuro accordo di pace dovrà includere “garanzie di sicurezza robuste” per Kiev, ma senza l’adesione alla Nato o la presenza di truppe statunitensi. Le eventuali forze europee coinvolte in operazioni di mantenimento della pace dovranno agire al di fuori della Nato e non godere della protezione dell’Articolo 5. Zelensky, in una recente intervista al quotidiano britannico “The Guardian”, ha affermato che le garanzie di sicurezza europee non possono sostituire il ruolo degli Stati Uniti. Secondo fonti dell’amministrazione citate dal sito d’informazione Usa “Axios”, Trump ha chiesto all’Ucraina di concedere alle aziende statunitensi l’accesso a 500 miliardi di dollari in terre rare in cambio del sostegno militare fornito negli anni scorsi. Il segretario al Tesoro, Scott Bessent, sarà a Kiev questa settimana per discutere la questione.
“L’Europa deve fornire la quota prevalente degli aiuti futuri all’Ucraina”, ha dichiarato Hegseth, sottolineando che gli Stati Uniti non potranno più concentrarsi prioritariamente sulla sicurezza europea, data la crescente minaccia strategica rappresentata dalla Cina. Tuttavia, ha ribadito l’impegno di Washington nei confronti della Nato, precisando che gli Stati Uniti non tollereranno più un rapporto squilibrato che favorisca la dipendenza degli alleati europei.





