
La guerra è totale, sorprendente, devastante, inarrestabile.
È una guerra che non prevede prigionieri, ma solo morti o pentiti in attesa di essere asserviti.
Una guerra che applica i principi del Machiavelli.
Un principe vorrebbe essere sia amato che temuto, ma sono due sentimenti inconciliabili.
Per questo è meglio sia temuto perché gli uomini sono ingrati, volubili, simulatori e dissimulatori, sono fedeli a parole, ma spariscono nel momento del bisogno. E se un principe si basa esclusivamente su di essi, nel momento del bisogno, va in rovina.
Inoltre, gli uomini rispettano di meno un uomo che si fa amare nei confronti di un uomo che si fa temere, perché il vincolo di amore si può rompere in qualsiasi momento, ma un vincolo di timore è tenuto insieme dalla paura che difficilmente si perde.
Un amico che conosce la lingua delle Orcadi, terre antichissime, un tempo anche terre dei Sinclair, mi sussurra che ci sono due file in attesa a Mar-a- lago: quella di chi stava dietro al grilletto dei killer che hanno tentato di eliminare Trump e chi, pur stando dalla stessa parte, non era dietro al grilletto e si smarca, chiedendo venia.
Dei traditori, insegnava Machiavelli, mai fidarsi, ma una differenza tra chi stava dalla parte dei mandanti senza saperlo e chi stava dalla parte dei mandanti sapendo c’è.
Fantapolitica? Chiamiamola realtà percepita. Il prossimo futuro ci renderà edotti di chi sta in una fila e chi sta nell’altra, anche se qualche illustre nome in prima fila c’è già.
Così vanno le cose.
La Corte penale europea, invenzione dell’MI6, secondo il mio amico che conosce la lingua delle Orcadi, è sotto tiro, come lo sono i fabiani inglesi, in quanto giocano con le carte dei neocon.
Il nazismo ha la sua radice culturale in un Inghilterra anglo-sassone, ossia tedesca (malthusiani, fabiani, teorici dell’eugenetica, assertori di un ordine orwelliano, finanzieri di ieri e di oggi pronti a finanziare opposti fronti).
Persino la Massoneria, nel 1717, è stata privata delle sue radici antiche per essere asservita al potere della dinastia tedesca degli Hannover, autoelettisi guardiani della Tradizione, compiendo un enorme vulnus iniziatico del quale vediamo le derive ignobili in questi tempi di basso impero.
In un contesto che ha visto le monarchie europee asservire il mondo con il colonialismo e che ha visto costruire l’Unione Europea di Maastricht in chiave tedesca e come strumento di finanza e multinazionali, la tempesta Trump è devastante.
Se ha ragione il mio amico che conosce la lingua delle Orcadi, gli inglesi sono ammutoliti, per più di una ragione: il loro allontanamento dalle pretese di governance della NATO, il taglio delle manine sul Baltico e sulla Groenlandia, il blocco del governo della presunta giustizia internazionale, che condanna chi non obbedisce alla Union Jack, e anche la partecipazione ai festini di un miliardario defunto.
Trump ha scoperchiato il vaso di Pandora del dominio trentennale del Clan Clinton-Bush-Obama, del quale Biden è stato plenipotenziario della marca d’Oriente, ossia dell’Ucraina.
Sullo sfondo dello scenario di guerra si staglia il fantasma de Epstein.
La guerra sarà lunga e farà registrare molti morti, molti traditori, molti voltagabbana, ma ha un finale ormai chiaro: la fine del globalismo, del multilateralismo e l’avvento del multipolarismo e del bilateralismo.
Alle logiche delle armi e del dominio mediatico e censorio di una dittatura mascherata, si va sostituendo la logica dell’economia e del riconoscimento delle culture e delle aree di influenza.
È in questo quadro che si inscrivono i provvedimenti, sparati a mitraglia, pensati da tempo, con i quali si destruttura un potere pensato da decenni ed esercitato da trent’anni.
In questo quadro si inserisce la vicenda che colpisce al cuore i Rothschild, uno degli assi portanti del potere derivante da tutte le guerre, essendo i finanzieri ebrei europei, alla cui scuola si è addestrato George Soros, adusi a finanziare tutti i contendenti, di tutte le parti, con la sicurezza che comunque, chiunque sia il vincitore, loro sono della partita.
Bomba a orologeria sotto il capitalismo inclusivo
Va così che The Guardian, ripreso da Bloomberg, tira in ballo una vecchia storia riguardante Evelyn de Rothschild, morto novantenne due anni fa, accusato di reati sessuali.
Scrive The Guardian, inaspettatamente: “Uno dei finanzieri più celebri al mondo, Sir Evelyn de Rothschild, è stato accusato di aver sfruttato la sua posizione nella storica banca per abusare delle donne che lavoravano con lui. Le rivendicazioni contro De Rothschild, due anni dopo la sua morte, provengono da diverse donne che hanno affermato di non essersi sentite in grado di esprimere le loro preoccupazioni mentre era ancora in vita, a causa della sua posizione all’interno della banca e dell’establishment britannico. Hanno parlato con il Guardian a condizione di mantenere l’anonimato”.
Sarebbe interessante capire perché proprio ora e proprio a The Guardian. Inizialmente associato al Little Circle e quindi al liberalismo classico espresso dai Whigs e successivamente dal Partito Liberale, l’orientamento politico del Guardian ha subito un cambiamento decisivo dopo la Seconda Guerra Mondiale, portandolo a un graduale allineamento con il Partito Laburista e la sinistra politica in generale e, oggi, al progressismo.
Il mio amico che conosce la lingua delle Orcadi dice che The Guardian si smarca.
Comunque sia, The Guardian scrive: “Tra le accuse vi è quella di aver aggredito sessualmente e molestato gravemente diverse donne a metà e alla fine degli anni ’90, quando lavoravano per NM Rothschild. De Rothschild aveva la reputazione di essere un uomo autocratico e temuto, e una fonte lo descrive come “totalitario”. Era un consulente finanziario della defunta regina Elisabetta, che accompagnò alle corse del Royal Ascot, e fu nominato cavaliere nel 1989. Sebbene di carattere storico, è probabile che le loro affermazioni sollevino interrogativi sulla cultura lavorativa vissuta dalle donne all’interno dell’impero bancario Rothschild, che comprende una complessa gamma di servizi di consulenza patrimoniale e di investment banking”.
De Rothschild, morto all’età di 91 anni, è stato presidente della NM Rothschild per oltre 20 anni e ha fatto parte anche dei consigli di amministrazione dell’Economist e della società madre del Daily Telegraph. Rampollo di una delle dinastie più famose del mondo bancario mondiale, ha trascorso 44 anni lavorando nelle aziende della famiglia Rothschild.
“Secondo fonti intervistate dal Guardian, avrebbe sfruttato il suo ufficio presso la NM Rothschild, a due passi dalla Banca d’Inghilterra nella City di Londra, per sedurre le donne per diversi anni”.
Per quale motivo The Guardian ha sentito la necessità di intervistare delle donne che ritengono di essere state importunate dal vecchio Rothschild ormai defunto?
La domanda è lecita.
“Più di otto fonti, alcune con esperienza diretta degli eventi – scrive The Guardian- , hanno descritto incidenti risalenti alla metà e alla fine degli anni Novanta. Tuttavia, più fonti hanno affermato che questo tipo di cattiva condotta da parte di De Rothschild è rimasta incontrollata per decenni. Fonti sostenevano che avrebbe “scelto” il personale junior della banca e lo avrebbe ricoperto di attenzioni prima di comportarsi in modo inappropriato nei loro confronti. I loro resoconti descrivevano incidenti nei vecchi uffici londinesi del gruppo finanziario, in parte ora demoliti e ricostruiti in St Swithin’s Lane, il sito occupato per la prima volta dalla banca nel 1809”.
“Le accuse – prosegue The Guardian – includono gravi aggressioni sessuali. Una includeva un’aggressione violenta a un membro dello staff quando era una giovane donna che lavorava per lui. Un’altra accusa è che lui ha messo le mani sotto la maglietta di un’altra donna e sotto la sua biancheria intima per palpeggiarla. E una terza donna ha affermato di essere stata costretta a compiere un atto sessuale su di lui mentre era seduto alla sua scrivania. Queste accuse, risalenti alla metà e alla fine degli anni ’90, sono state sottoposte agli avvocati che agivano per Rothschild & Co, il gruppo che è succeduto a NM Rothschild. Le accuse sono state sottoposte anche alla famiglia Rothschild tramite gli stessi avvocati. Il Guardian ha anche chiesto se qualcuno in banca o nella famiglia Rothschild fosse a conoscenza delle accuse e, in tal caso, se avessero cercato di affrontare la questione. Gli avvocati che agivano per Rothschild & Co hanno rifiutato di rispondere se ci fossero informazioni relative alla cattiva condotta di De Rothschild, affermando solo che una “revisione iniziale dei loro archivi” non aveva prodotto “nulla”, ma anche che non avevano abbastanza informazioni per indagare ulteriormente. Non è stata ricevuta alcuna risposta da parte della famiglia.Il Guardian ha anche chiesto informazioni sull’approccio attuale e storico della banca ai reclami relativi a condotte scorrette di natura sessuale e di altro tipo non finanziario”.
Bloomberg, creatura del miliardario, prima repubblicano, poi democratico Michael Bloomberg, imprenditore ed ex sindaco di New York, riprende la notizia e aggiunge alcuni particolari interessanti.
Bloomberg scrive della “casa padronale in legno e muratura bianca e nera nel Buckinghamshire, dove si sono verificati molti dei presunti abusi, risale al 1600. Fu acquistata dalla famiglia Rothschild nel 1873. Rothschild – aggiunge Bloomberg- trascorreva lì i fine settimana e organizzava feste e cene, facilitate da uno staff di maggiordomi, governanti, cuochi e amministratori di proprietà. Tra i partecipanti c’erano l’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, l’ex primo ministro del Regno Unito Tony Blair e importanti politici laburisti tra cui Peter Mandelson”.
Che ci sia stato un rapporto privilegiato tra l’anziano Rothschild e Bill Clinton è attestato anche dal fatto che a recitare l’orazione funebre del novantunenne finanziere è stato l’ex presidente degli Stati Uniti.
Tirare in ballo i problemi sessuali dell’anziano Rorthschild è servito, pertanto, anche a ricordare le sue frequentazioni con il Clan Clinton, oggi oggetto primario di una guerra che non lascerà feriti sul campo.
Ricordare i festini è un modo per far venire in mente le frequentazioni di Bill Clinton sull’isola di Epstein, il miliardario pedofilo fatto suicidare. Isola, quella del miliardario pedofilo, frequentata anche dal principe Andrea.
Messaggi in codice si intrecciano in un mondo alla deriva che cerca ancore di salvezza.
Lady de Rothschild e Papa Francesco

L’altro aspetto interessante che riguarda questa ripresa di interesse per il Rothschild defunto riguarda la moglie, l’americana Lyn Forester de Rothschild, che si inventa un club del capitalismo inclusivo.
Lynn Forester de Rotschild, terza e ultima consorte di Sir Evelyn de Rothschild, incontrato al Bilderberg, in un articolo pubblicato sul Sole 24 ore nel 2013 spiegava cosa è il capitalismo inclusivo.
Nell’articolo Lyn Forester scriveva: “L’idea alla base di tutte queste iniziative e la nozione stessa del capitalismo inclusivo si fonda sul fatto che le aziende debbano essere gestite nel lungo termine. Le aziende che seguono quest’approccio si preoccupano delle competenze della loro forza lavoro futura e tentano di creare una base di fornitori leali e produttivi e di prendere decisioni di investimento finalizzate a creare valore sostenibile e non profitto a breve termine. Non c’è alcuna contraddizione tra raggiungere profitti elevati e adottare un approccio a lungo termine. Inoltre, con l’adozione di queste pratiche da parte di sempre più aziende, arriverà un’ondata crescente in grado di sollevare tutte le barche. Con un sostegno maggiore, le PMI, che al momento rappresentano il 99% delle aziende e due terzi dell’occupazione nel settore privato all’interno dell’UE, saranno in grado di investire nella ricerca e nello sviluppo e di assumere più dipendenti. A loro volta, le grandi aziende potranno ottenere il vantaggio di un’innovazione più rapida, una diminuzione dei tassi di disoccupazione giovanile e l’inversione dell’attuale tendenza di svuotamento della classe media (e della speranza rispetto agli standard di vita futuri). E’ questo tipo di influenza profondamente positiva rispetto alle prospettive di una prosperità condivisa e di una crescita inclusiva che manca oggi ai governi nazionali”.
Lyn Forester, amica e sodale tanto di Bill e Hillary Clinton quanto del suicidato Jeffrey Epstein, è presidente e co-fondatrice della “Coalizione per un capitalismo inclusivo”.
A inizio di dicembre del 2019, Papa Francesco si era rivolto al Consilio per il capitalismo inclusivo affermando: “È necessario e urgente un sistema economico giusto, affidabile e in grado di rispondere alle sfide più radicali che l’umanità e il Pianeta si trovano ad affrontare. Vi incoraggio a perseverare lungo il cammino della generosa solidarietà e a lavorare per il ritorno dell’economia e della finanza a un approccio etico che favorisca gli esseri umani. Avete raccolto la sfida, cercando modi per rendere il capitalismo uno strumento più inclusivo per il benessere umano integrale».
Le parole benedivano il nuovo “Consiglio per un capitalismo inclusivo con il Vaticano”
Il “Council for Inclusive Capitalism with the Vatican” è un partenariato tra una serie di grandi leader mondiali nel settore degli investimenti, dell’industria e del commercio. Che non ha mancato di suscitare perplessità, come quelle avanzate dal New York Times, mentre Bergoglio si è profuso in aperture di credito: “Cari amici – ha affermato – vi siete posti l’obiettivo di estendere a tutti le opportunità e i benefici del nostro sistema economico. I vostri sforzi ci ricordano che coloro che si impegnano nella vita economica e commerciale sono chiamati servire il bene comune cercando di aumentare i beni di questo mondo e renderli più accessibili a tutti».
A far parte del Consiglio è un gruppo di dirigenti battezzati “Guardiani del capitalismo inclusivo”. Donne e uomini che “valgono”, in termini di asset gestiti, 10,5 miliardi di dollari. E imprese la cui capitalizzazione in Borsa è di oltre 21 miliardi.
Tra i manager che fanno parte del Consiglio figurano i dirigenti di colossi come Mastercard, Allianz, Merck, CalPERS, Johnson & Johnson, State Street Corporation, Bank of America, Fondazione Rockefeller.
C’è anche Mark Carney, ex governatore della Banca d’Inghilterra e inviato speciale delle Nazioni Unite per l’azione climatica in vista della Cop 26 di Glasgow, la ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima che si è tenuta in Scozia nel novembre del 2021.
Dei rapporti tra Bergoglio e la Rothschild ha scritto tempo fa Savino di Scanno: https://nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/15707-basta-la-notizia-il-papa-e-rothschild-e-la-religione.htmlInizio modulo
Ne ho scritto anch’io: https://nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/politica/19718-lepicentro-del-globalismo-migratorio-e-il-vaticano.html
Non possiamo dimenticare che i rapporti tra Trump e papa Francesco sono pessimi.
Papa Francesco ha nominato arcivescovo di Washington il cardinale Robert McElroy, strenuo difensore dei migranti e critico della prima amministrazione di Trump
Robert McElroy, 70 anni, è forte sostenitore dell’accoglienza in materia di rifugiati, paladino della sostenibilità ambientale e dell’ apertura ai cattolici LGBTQ.
All’inizio del primo mandato di Trump, l’allora vescovo McElroy aveva tenuto un discorso a Modesto, in California, facendo specifico riferimento a Trump ed esortando i cattolici a diventare “disruptors” (distruttori/disturbatori) delle politiche anti immigrati.
La risposta di Trump è stata di nominare ambasciatore in Vaticano un diplomatico non particolarmente vicino alle istanze del Pontefice: Brian Burch, fondatore d CatholicVote e presidente della Seton Montessori School, il quale ha criticato apertamente e da posizioni fortemente conservatrici il pontificato di Francesco.
La messa a nudo delle agenzie governative Usa
I radicali cambiamenti di Elon Musk all’interno dell’USAID e di altre agenzie federali hanno scatenato una tempesta politica che fa parte della guerra senza quartiere in atto con il Clan Clinton-Bush-Obama, ossia con i neocon e i loro esponenti politici.
Guerra che svela anche i rapporti delle agenzie governative con George Soros.
Un analista di Wall Street, Charles Ortel, citato da Bloomberg, ha fatto un puntuale quadro degli intrecci.
https://debuglies.com/2025/02/06/hillary-clintons-fury-over-elon-musks-government-overhaul-a-battle-for-transparency-or-a-fight-to-conceal-corruption/?fbclid=IwY2xjawIUaGNleHRuA2FlbQIxMQABHX7C8hc5obXL217JLvmFwI0BFhHfuEPE8dsHlvzbeyQS9WjegS72qO1KSg_aem_hicGoOolt9USLceOEd5fAA
“Ortel – scrive Bloomberg -, che ha ampiamente studiato la Clinton Foundation, afferma che l’organizzazione è il più grande esempio noto di frode di beneficenza, con al centro l’arricchimento personale illegale. Con Musk che ottiene l’accesso a sistemi governativi critici, i precedenti rapporti di Clinton, compresi quelli legati agli aiuti esteri, potrebbero essere sottoposti a un esame senza precedenti”.
“Ortel – continua Bloomberg – sostiene che la fondazione ha operato come un sistema globale di riciclaggio di denaro, sfruttando gli sforzi di soccorso in caso di calamità, gli aiuti esteri e persino i fondi dei contribuenti per un guadagno personale”.
Al link riportato sopra è possibile visionare l’intera analisi.
Ovviamente c’è da chiedersi per quale motivo, ora, stiano uscendo tutte queste notizie e la risposta è chiara: Trump ha scoperchiato il vaso di Pandoras e sembra essere intenzionato a far uscire di tutto e di più.
La guerra è solo all’inizio.
Lo scontro tra magistrati e servizi segreti in Italia
Rientra in questo conflitto appena iniziato anche quanto sta avvenendo in Italia, con il Governo messo sotto inchiesta dal magistrato Lo Voi, il cui comportamento viene stigmatizzato da un esposto dei servizi segreti italiani alla procura di Perugia.
Toccherà, infatti, al procuratore di Perugia Raffaele Cantone valutare se il suo collega di Roma, Francesco Lo Voi, ha violato la legge diffondendo un documento riservato dell’Aisi.
Sul tavolo di Cantone è arrivato un esposto presentato dal Dis, il Dipartimento che coordina le agenzie di intelligence che ha per oggetto la pubblicazione di informative d’intelligence sul quotidiano Il Domani.
In qualità di destinataria delle informative riservate la Procura avrebbe dovuto adottare le necessarie cautele per evitarne l’indebita diffusione. Il riferimento è all’informativa dell’Aisi sul caso di Gaetano Caputi, capo di Gabinetto della premier Giorgia Meloni. In altre parole, il Dis segnala l’ipotesi di violazione della legge sui servizi da parte della Procura di Roma guidata da Lo Voi: non avrebbe adottato le cautele necessarie per evitare l’indebita diffusione di informative riservate, come appunto quella dell’Aisi sul caso di Caputi.
Caputi, nei mesi scorsi, ha presentato una denuncia alla procura di Roma dopo la pubblicazione di alcuni articoli sul suo conto e sui suoi affari usciti su Il Domani.
Viene aperta un’indagine per rivelazione di segreto – Maurizio Arcuri il pm titolare del fascicolo – e gli inquirenti, nei loro accertamenti, si imbattono in tre accessi sul conto di Caputi operati nel 2023 da agenti dell’Aisi sulla banca dati dell’Agenzia delle entrate Punto fisco. Lo Voi ha quindi scritto all’allora direttrice del Dis (il Dipartimento che coordina le agenzie di intelligence), Elisabetta Belloni, per chiedere i nomi degli agenti e la ragione degli accessi. La risposta è arrivata un mese dopo sotto forma di un documento di dieci pagine con la qualifica “riservato”, firmato dal direttore dell’Aisi Bruno Valensise, in cui sono state riferite le circostanze che hanno determinato la ricerca di informazioni su Caputi e spiega nel dettaglio l’operato degli 007 nei tre accertamenti disposti sul funzionario. Ma quel documento è stato poi inserito dalla procura nell’incartamento consegnato ai legali dei giornalisti de Il Domani indagati. L’informativa riservata è stata così pubblicata sul quotidiano.
Strani intrecci emergono nel sottofondo.
Elisabetta Belloni dimessasi dopo la vicenda di Cecilia Sala, da alcuni ritenuta un trappolone apparecchiato per la Meloni, si è accasata come consulente di Ursula von der Leyen.
A pochi giorni dall’annuncio delle dimissioni di Elisabetta Belloni dalla carica di Direttrice del DIS, Giorgia Meloni l’ha sostituita con il prefetto Vittorio Rizzi, ex vicecapo della Polizia e fino alla nomina numero due dell’AISI.
Il cambio della guardia ai vertici dei servizi statunitensi non mancherà di produrre effetti anche in Italia.
Interessante anche il fatto che, sia pure indirettamente, venga messo sotto tiro Domani, il quotidiano di Carlo De Benedetti, uomo da sempre prossimo al mondo dei Rothschild.
Carlo De Benedetti ha avuto, infatti, un rapporto significativo con la famiglia Rothschild, principalmente attraverso il suo coinvolgimento nel mondo della finanza e dell’industria: è stato membro del consiglio di sorveglianza della Compagnie Financière Edmond de Rothschild Banque di Parigi; ha collaborato con i Rothschild in vari progetti e investimenti; ha partecipato alla creazione di un club di investitori multimilionari chiamato “Le Maison”, insieme a Michel Cicurel, ex patron di Banca Rothschild, come menzionato da MilanoFinanza News.
Le mani di Soros sulla politica
Il vento che arriva dall’Atlantico spira ovunque ed è raggelante.
In Italia sta arrivando anche la coda di Usaid, dove negli States si va scoprendo che tra il 2010 e il 2024 è passata dalle tasche dei contribuenti Usa a varie organizzazioni no profit, tra le quali quelle legate e George Soros, la cifra enorme di 98,7 miliardi di dollari.
Un’indagine approfondita sul fenomeno è stata compiuta da Debug Lies News.
Il documento di Debug titola: “I soldi dei contribuenti americani alimentano l’influenza globale di George Soros? Un’indagine approfondita”.
La ricerca scopre come USAID abbia facilitato l’espansione delle iniziative collegate a Soros, influenzando le strutture di governance e i movimenti politici in più continenti.
“Le radici di questa collaborazione – si legge nell’introduzione – risalgono ai primi anni ’90, quando USAID collaborò con programmi affiliati a Soros per promuovere transizioni economiche e politiche nell’Europa orientale post-sovietica. Questa partnership gettò le basi per interventi più ampi, in particolare durante l’ondata di “rivoluzioni colorate” negli anni 2000, dove le organizzazioni sostenute da Soros giocarono un ruolo cruciale nel mobilitare gli attivisti e influenzare i movimenti democratici. La Rivoluzione arancione ucraina del 2004 fornisce un esempio lampante, con USAID che destinò milioni di dollari a ONG che mantenevano legami finanziari e ideologici con OSF. Modelli simili emergono in America Latina, dove le indagini di Judicial Watch hanno rivelato che le iniziative supportate da USAID erano strettamente allineate con l’agenda di OSF, influenzando le transizioni politiche in paesi come Guatemala e Albania. Questi interventi, sebbene spesso inquadrati come sforzi di costruzione della democrazia, hanno sollevato preoccupazioni circa il targeting politico selettivo, l’ingegneria ideologica e l’erosione della sovranità nazionale”.
“Un’analisi finanziaria forense – continua il report – espone la portata delle allocazioni del governo degli Stati Uniti che sono confluite in progetti affiliati a Soros. Con budget annuali USAID che superano i 30 miliardi di dollari, le tendenze storiche indicano che una parte sostanziale, stimata in oltre 70 miliardi di dollari dal 2009, è stata destinata alla promozione della democrazia, alla formazione sui media e alle riforme giudiziarie che si allineano con gli obiettivi di OSF. I meccanismi che consentono questi flussi finanziari sono complessi e coinvolgono sovvenzioni dirette, aiuti in subappalto, fondi discrezionali e conti offshore opachi. Attraverso strutture di finanziamento multilivello, le risorse USAID vengono incanalate in entità secondarie e terziarie, rendendo difficile il tracciamento diretto. Le indagini sui registri finanziari rivelano che almeno il 15% del finanziamento totale della società civile USAID è stato assegnato a organizzazioni con collegamenti diretti o indiretti con OSF, sollevando serie preoccupazioni sulla trasparenza e la supervisione”.
Per chi vuole approfondire lo puo fare al link: https://debuglies.com/2025/02/04/is-us-taxpayer-money-fueling-george-soros-global-influence-a-deep-investigation/
Qualche campanello d’allarme starà suonando anche in qualche ambiente italiano.
Il Mossad a disposizione
Infine una nota che fa ben capire come la guerra sia totale e senza quartiere.
Trump ha accolto calorosamente Bibi Netanyahu, il quale ha consegnato al presidente Usa un cercapersone d’oro.
Nel settembre del 2024, Israele ha colpito Hezbollah in Libano e Siria attraverso l’esplosione simultanea di cercapersone e walkie-talkie utilizzati dai miliziani. Tali dispositivi, apparentemente normali strumenti di comunicazione, erano stati precedentemente manomessi per includere cariche esplosive attivabili da remoto.
Il regalo di Netanyahu dunque indicherebbe la «superiorità tecnologica» di Israele nel campo dell’intelligence.
La didascalia sul display, «premere con entrambe le mani», è la stessa usata dal Mossad contro i miliziani di Hezbollah, per massimizzare i danni provocati dalle esplosioni.
L’operazione cercapersone ha provocato la morte di decine persone e il ferimento di oltre tremila.
Il messaggio iconicamente lanciato è: il Mossad, che ha tutte le tecnologie che servono, è a disposizione.
Stando alle idee del mio amico che conosce la lingua delle Orcadi, il significato è chiaro: chi stava dietro il grilletto del fucile che doveva eliminare Trump sarà dotato di un cercapersone molto esplosivo.
Per gli altri è tempo di allinearsi……….di corsa.





