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È SOLO UN’ESPRESSIONE GEOGRAFICA

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Il Divin Poeta, Dante, al cantico III del Purgatorio, illumina le menti di noi mortali con alcuni passi come :

“Poi sorridendo disse: “Io son Manfredi,

nepote di Costanza imperadrice 29;

ond’io ti priego che, quando tu riedi, (verso 114)

Se ’l pastor di Cosenza 33, che a la caccia

di me fu messo per Clemente 34 allora,

avesse in Dio ben letta questa faccia, 

l’ossa del corpo mio sarieno ancora

in co del ponte presso a Benevento,

sotto la guardia de la grave mora. (versi 126-129)

E’ la Storia di Manfredi di Hohenstaufen, ghibellino, che perse la Battaglia di Benevento il 26 febbraio del 1266 contro Carlo d’Angiò, guelfo, vincitore di un evento che secondo gli storici determinerà il corso della storia di Italia nei secoli a venire.

Scriviamolo. In fondo da allora ad oggi non è mai cambiato nulla, e sempre in fondo aveva ragione Metternich quando nel 1847 affermava che “..l’Italia è una mera espressione geografica..”.

Siamo un Paese teatro di scontro solo di potenze straniere. Sempre le cosiddette grandi potenze hanno scorazzato in lungo ed in largo per la Penisola. A voler ricordare solo ciò che il dopoguerra ci ha regalato, a partire dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947 di cui  si può apprendere:

“Articolo 16
L’Italia non incriminerà, nè altrimenti perseguiterà alcun cittadino
italiano, compresi gli appartenenti alle forze armate, pel solo fatto di
avere, durante il periodo di tempo corrente dal 10 giuguo 1940 all’entrata
in vigore del presente Trattato, espressa simpatia od avere agito in favore
della causa delle Potenze Alleate ed Associate”.

Si potrebbe scrivere che negli anni ’50 abbiamo avuto il più importante Partito Comunista dell’Occidente seguito solo dal Partito Comunista francese, con tutti i suoi dirigenti pagati da Mosca, con una Democrazia Cristiana sostenuta in dollari. Possiamo scrivere degli “anni di piombo”, del periodo degli “opposti estremismi” dello “stragismo” ed ha ragione Silvano Danesi, che in un recente articolo chiede la desecratazione degli atti ministeriali per conoscere il nome degli italiani che hanno collaborato con i servizi segreti stranieri in quegli anni.

Si scriverà sempre di capire chi fece cadere l’aereo di Enrico Mattei il 27 ottobre del 1962, data che per lo scrivente rappresenta la morte della Repubblica, ma arriviamo ai giorni nostri.

La vittoria di Trump ha segnato un nuovo solco nella politica Occidentale. Finita la dominazione DEM, il suo globalismo, le sue degenerazioni culturali di cui si è stanchi di ripetere sempre stessi nomi e stessi temi, abbiamo una UE in difficoltà ed i suoi paladini italici, quelli che gridavano “..l’Europa lo vuole..” in palese difficoltà. E’ sempre la sinistra, questa volta non quella di “Peppone e Don Camillo”, ma quella di Rolex ed infradito che di sinistra non ha neanche idea di cosa trattasi, che prossima al tracollo stà giocando tutte le sue ultime carte utilizzando il maglio di una parte della magistratura di cui si chiede sempre ove siano gli “atti dovuti” a seguito della lettura del libro “Il Sistema” di Palamara e Sallusti.

Si assiste al trappolone ideato da agenzie straniere, ovviamente note, che grazie a copiose “quinte colonne nostrane, ha messo in piedi 2 operazioni come la Cecilia Sala in Iran ed il caso Almasri, e ciò a danno del Governo che come sempre deve avere a che fare con incompetenze, approssimazioni, superficialità, e tutto questo perchè il nostro Presidente Giorgia Meloni, a cui và la personale solidarietà e sostegno, è stata l’unica tra tutti i capi di governo europei ad essere invitata da Trump per il suo insediamento.

Si è scatenata la nuova guerra tra guelfi, in questa epoca chi sostiene Trump , ed i ghibellini che sostengono la UE di estrazione DEM, dimenticando di quando erano gli amici di Biden, oltre ad essere sempre amici di Soros.

Siamo sempre alle solite. Un popolo diviso, incapace di identificare un minimo di unità nazionale, rappresentato da nani e ballerine, inidoneo nel realizzare una classe dirigente adeguata. Ma su questo punto si deve scrivere che è una falsa narrazione affermare che ne siamo incapaci, perchè come afferma il nostro Augusto Vasselli citando la Banca di Italia di qualche decennio fà ove “…anche i più somari erano bravi…”, mentre oggi, e l’affermazione è dello scrivente, in tutte le amministrazioni pubbliche, nessuna esclusa “….i bravi sono solo i somari”.

Si continuerà così. Italiani venduti al miglior offerente, la capitale Roma con più spie straniere che semafori, addetti ai lavori bravi solo nell’uscire sui giornali come venditori di dossier, alti dirigenti dello Stato premiati alla voce “..al servizio di chi?..” ad incarichi internazionali, mafiosi e criminali unici beneficiari dei fondi pubblici.

Ci resta la Bandiera. La brutta notizia per tutti questi è che da qualche parte , in Italia, esiste ancora qualcuno che ritiene giusto dedicare la propria vita per il Tricolore dove sono scritti i nomi dei nostri Padri, dei nostri Martiri, dei nostri Soldati…e ci dicono che sono personaggi decisamente ostici per questi argomenti.

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  • Redazione

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