
A volte la storia fa la Cassandra e ci dà dei segnali da interpretare.
Ieri è morto a 82 anni il fisico, saggista e docente universitario Franco Piperno, che tra gli anni Sessanta e Settanta fu uno dei leader del gruppo di sinistra extraparlamentare Potere operaio.
Piperno era malato da tempo, e da qualche giorno era ricoverato in una struttura sanitaria di Cosenza, in Calabria.
Piperno era nato il 5 gennaio del 1943 a Catanzaro.
Nel 1969, dopo la laurea in fisica all’università di Pisa, fondò Potere operaio insieme a Toni Negri e Oreste Scalzone.
Nel 1979 fuggì in Francia per usufruire della “dottrina Mitterand” e sfuggire al cosiddetto “processo 7 aprile”, in cui furono coinvolti diversi intellettuali e scrittori associati alla sinistra extraparlamentare accusati di aver sostenuto, ispirato e in parte coordinato vari atti di eversione e terrorismo di sinistra negli anni precedenti.
Tra le frasi più conosciute del fisico ci fu proprio quella riferita al rapimento di Moro, sulla necessità di “coniugare insieme la terribile bellezza di quel 12 marzo 1977 per le strade di Roma (quando nella capitale sfilò un corteo armato di autonomi che portò a scontri e danneggiamenti, ndr) con la geometrica potenza dispiegata in via Fani”.
Sia la “terribile bellezza” che la “geometrica potenza” restarono come espressioni note legate al nome di Piperno.





