
Agenzia Nova
L’Iran si augura che il caso dell’arresto della giornalista Cecilia Sala “venga risolto”. Lo ha detto la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, citata dall’agenzia di stampa “Isna”. “Non si tratta di una ritorsione, questo fatto non ha nulla a che vedere con altre questioni”, ha aggiunto, in riferimento all’arresto dell’ingegnere iraniano Mohammad Abedini Najafabadi da parte dell’Italia su mandato degli Stati Uniti. Nella giornata di ieri, anche il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica islamica, Esmaeil Baghaei, ha commentato l’arresto della giornalista italiana durante una conferenza stampa. “Non esiste alcun collegamento” con l’arresto di Abedini, ha affermato. “Un certo numero di cittadini iraniani sono perseguiti ed estradati su richiesta degli Stati Uniti, e noi ci opponiamo a queste azioni”, ha comunque affermato Baghaei, aggiungendo: “La nostra richiesta agli altri Paesi è di non lasciare che le loro relazioni bilaterali con l’Iran siano influenzate dalle richieste illegali di terzi”.
Cecilia Sala è detenuta nel carcere di Evin a Teheran dallo scorso 19 dicembre con la generica accusa di aver violato le leggi della Repubblica islamica dell’Iran. Le autorità iraniane non hanno tuttavia ancora fornito ulteriori dettagli sulle motivazioni che hanno portato alla detenzione della giornalista. Pochi giorni prima del suo arresto, il 16 dicembre, Mohammad Abedini Najafabadi era stato fermato a Milano, dopo essere atterrato a all’aeroporto di Malpensa da Istanbul, per una richiesta di estradizione degli Usa. Il cittadino iraniano è accusato dagli Stati Uniti di aver violato le leggi sul controllo delle esportazioni e sulle sanzioni nei confronti di Teheran, nonché di aver fornito sostegno materiale al Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica.
I due casi sono stati discussi la scorsa settimana a Roma durante un incontro tra il segretario generale del ministero degli Esteri, Riccardo Guariglia, e l’ambasciatore dell’Iran in Italia, Mohammad Reza Sabouri, convocato alla Farnesina. L’ambasciata iraniana ha riferito in un post su X che durante “l’amichevole colloquio” sono state “scambiate opinioni sul cittadino iraniano Mohammad Abedini, detenuto nel carcere di Milano con false accuse e sulla signora Cecilia Sala, cittadina italiana, detenuta in Iran per violazione delle leggi della Repubblica islamica dell’Iran”.





