
di Gianvito Caldararo
L’omelia pronunciata da monsignor Mario Delpini, Arcivescovo di Milano, nel Duomo in occasione del funerale di Stato, ha suscitato non poche inutili polemiche. Monsignor Delpini, non ha fatto altro che parlare della vita in generale, cioè ” vivere e amare la vita, desiderare una vita piena. Vivere e desiderare che la vita sia buona, per sé e per le persone care”. E alla domanda: “cosa si può dire di un uomo”, affermava “un desiderio di vita, di amare ed essere amato, amare e cercare l’amore, come una promessa di vita”. E quando si è inoltrato a parlare “dell’uomo Berlusconi”, lo ha fatto con riferimenti precisi e puntuali. Ha riferito “dell’uomo d’affari, che cerca di fare affari, che ha quindi clienti e concorrenti. Ha momenti di successo e di insuccesso, che si arrischi in imprese spericolate. Guarda ai numeri e non ai criteri, cioè al profitto e meno all’etica “. Quando lo ha ricordato come uomo politico, ha detto : ” un politico cerca di vincere. Ha sostenitori e oppositori. C’è chi lo esalta e chi non può sopportarlo. Un uomo politico è sempre un uomo di parte “. Ha ricordato che un uomo quando è un ” personaggio ” è sempre in scena ” e ha ammiratori e detrattori, chi lo applaude e chi lo detesta “.Quindi, una omelia dove è stata tratteggiata la figura di Silvio Berlusconi in maniera realistica, concludendo con parole sagge, quali : ” Ma in questo momento di congedo e di preghiera, che cosa possiamo dire di Berlusconi ? Ha detto: “E’ stato un uomo, un desiderio di vita, un desiderio di amore, un desiderio di gioia. E ora celebriamo il mistero del compimento”.
Ha concluso l’omelia dicendo: ” Ecco cosa posso dire di Silvio Berlusconi. E’ un uomo e ora incontra Dio “Una omelia che è stata salutata da un forte e convinto applauso degli oltre duemila presenti alla cerimonia funebre di Stato. In realtà, monsignor Delpini, con parole diverse, non ha fatto altro che ricordare la poesia di Madre Teresa di Calcutta “Inno alla vita”, che ci aiuta semplicemente a guardare con gli occhi della speranza e della resilienza, la nostra vita e le nostre difficoltà, che merita di essere riportata: “La vità è una opportunità, coglila, una bellezza, ammirala, una beatitudine, assaporala, un sogno, fanne una realtà, una sfida ,affrontala, un dovere, compilo, un gioco, giocalo, preziosa, abbine cura, una ricchezza,conservala, amore, godine, un mistero, scoprilo, una promessa, adempila, tristezza, superala, un inno, cantalo, una lotta, vincila, gioia, gustala, una croce, abbracciala, un’avventura, rischiala, pace, costruiscila, felicità, meritala. La vita è vita, difendila”. Anche la poesia di Madre Teresa di Calcutta, descrive molto bene la vita di un uomo e quella che è stata in realtà quella di Silvio Berlusconi. Ha ragione, forse, chi sostiene: “al momento della morte, c’è una doverosa e rispettosa sospensione del giudizio, che spetta solo a Dio”.
Gabriele D’Annunzio, sosteneva: “La vita non è sempre né trista né tragica; è talvolta lieta, talvolta di una serietà ridicola, che è il non plus del genere buffo”. Mentre Borges, affermava: “La vita è piena di pudori come un delitto”. Cechov, invece : “La vita, credete, segue il suo corso naturale e nessuno fa stecche, ognuno nella sua tromba suona quello che deve”. Il filosofo Giovanni Gentile, sottolineava che “la vera vita è riflessione su se stessa”. Mentre Hermann Hesse, diceva: “La vita di ogni uomo è una via verso se stessa, il tentativo di una via, l’accenno di un sentiero”. Per tutti, la vita è un inno alla nostra vita, ma anche l’inno a Dio per la vita che ci ha donato. E monsignor Mario Delpini e Madre Teresa di Calcutta, ci ricordano quello che è “L’INNO ALLA VITA”.





