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IGNAZIO DI LOYOLA

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di Vito Sibilio

Il fondatore della Compagnia di Gesù è candidato al Dottorato della Chiesa. Iñigo Yáñez nacque da una delle maggiori famiglie dei Paesi Baschi, gli Oñaz y Loyola appunto, nel 1491. Avviato alla vita cavalleresca nonostante la tonsura e un beneficio ecclesiastico di famiglia, servì la Corte e partecipò alle guerre franco-spagnole, rimanendo ferito nell’assedio di Pamplona nel 1521. Datosi alle letture edificanti nella convalescenza, Ignazio maturò la vocazione religiosa e la volontà di consacrarsi all’evangelizzazione. Dopo un viaggio in Palestina nel 1523, si diede allo studio teologico e filosofico prima a Parigi dal 1524 al 1526 e poi a Parigi, dove si legò ai suoi primi discepoli, facendo con essi voto di povertà castità ed obbedienza. Nel 1537 fu ordinato prete e si stabilì a Roma, fondando un vero e proprio Ordine religioso, la Compagnia di Gesù. Riconosciuto da Paolo III (1534-1549) nel 1540, l’Ordine si distinse per il quarto voto di fedeltà al Papa. Impegnatissimo nelle grandi battaglie della Controriforma (missionarie, riformatrici, educative), Ignazio fino alla morte, avvenuta nel 1556, rafforzò il suo Ordine e si batté per la moralizzazione di Roma.

Il Santo scrisse le Costituzioni della Compagnia di Gesù, gli Esercizi spirituali e il Diario spirituale. Le prime sono ispirate a saggezza e prudenza e piene di alta spiritualità. L’allungamento del noviziato a due anni e il summenzionato quarto voto di obbedienza al Papa ne sono le maggiori novità. I secondi sono uno dei più sapienti e universali codici di direzione delle anime per la salvezza e la perfezione. In un mese di esercizi sotto un saggio direttore, il cristiano deve considerare, nella prima settimana, anzitutto il fine suo proprio e i criteri del suo agire, maturando avversione al peccato e a tutti gli affetti disordinati che possano distoglierlo del suo scopo. Nella seconda settimana, il cristiano deve contemplare Cristo quale Re che lo chiama a combattere contro tutti i nemici spirituali – mondo carne e demonio – e quale modello e Maestro da imitare e seguire. Nella terza settimana l’esercitando deve meditare sulla Passione di Gesù onde trarre da essa la forza per mantenere i successi ricevuti e rinvigorirlo nella sequela del Maestro tra dolori e umiliazioni. Infine nella quarta settimana il cristiano si configura a Cristo mediante una vita di continua unione con Dio e contemplandolo amorosamente in tutte le creature. Al testo degli Esercizi sono aggiunte annotazioni e regole ascetiche e mistiche, psicologiche, sui vari modi di pregare e diciotto regole per sentire con la Chiesa. La terza opera di Ignazio, il Diario, mostra il misticismo dell’autore che sente Dio abitualmente in tutte le cose scoprendolo ovunque. Cristocentrica, la spiritualità di Ignazio porta da Cristo a Dio e da Dio a Cristo, essendo Questi la vera e piena manifestazione di Quello.

Grazie a questi scritti, Ignazio ha esercitato una durevole ed universale influenza spirituale sul mondo cristiano e ha decisamente contribuito al suo rinnovamento controriformistico.

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  • Redazione

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