di Marforius
Ormai da anni e anni il PD e i suoi antenati parlano di partito a vocazione maggioritaria, al di là della ricerca del campo largo, che soprattutto da ultimo è tornato ad essere oggetto di nuove riproposizioni.
In questi giorni questa vocazione è stata ribadita da Pina Picierno, come pure da altri esponenti di quel partito, ricollegandosi a Walter Veltroni, comunista a sua insaputa, che forse per primo ha teorizzato la vocazione maggioritaria del PD.
Ma in realtà cosa significa partito a vocazione maggioritaria, al di là dell’enunciazione criptica, se non addirittua esoterica.?
Come spesso accade, di fronte a uno slogan pochi si chiedono cosa significhi lo slogan stesso, il che nei fatti significa non porsi nelle condizioni di accettare una proposta, capirne il perchè e soprattutto coglierne il senso e quindi la possibilità di avversare la proposta stessa e di difendersi dalle negatività che derivano da un ipotetico sistema basato su tale assunto.
In realtà un partito che si autodefinisce a vocazione maggioritaria vorrebbe approfittare della ridotta capacità dei suoi avversari per conseguire una maggioranza “artificiale”, non suffragata dalla maggioranza degli elettori, che ovviamente è rappresentata dal 50 per cento più uno degli stessi. Fattispecie questa, e solo questa, riconducibile ad un autentico e naturale criterio democratico.
Ma si sa la democrazia si fa con i democratici, non con soggetti che si sono ispirati a logiche totalitarie, che hanno dovuto frettolosamente abbandonare a causa delle macerie dei muri che sono crollati, che, per loro fortuna e con qualche aiutino, non li hanno travolti.
Ma tornando alla cosiddetta vocazione maggioritaria, c’è poco da aggiungere, la logica maggioritaria non consente di rappresentare la volontà politica della mggioranza dei cittadini. Quindi chi sostiene una scelta del genere vorrebbe statuire che una minoranza può imporre ai restanti elettori, che ovviamente sommati possono essere maggioranza (certamente in Italia), le proprie scelte politiche.
Cosa significa tutto questo? Significa che siamo di fronte a un ennesimo tentativo di manipolazione partitocratica, volta a perpetuare il potere di chi vuole introdurre metodi che non hanno come obiettivo l’applicazione della democrazia, nella fattispecie rappresentativa, ma l’imposizione della volontà di una minoranza, che professionalmente vive “facendo politica”.
Peraltro prima di parlare di maggioritario, si dovrebbe parlare della riforma elettorale e soprattutto reintrodurre, e di corsa, le preferenze.
In ogni caso per restare in argomento, per superare comunque le problematiche derivate da una eccessiva frammentazione del voto, che si vorrebbe risolvere con il maggioritario, c’è pronta la soluzione, adottata, anche nel nostro paese, nelle elezioni amministrative: il ballottaggio. Cosa questa che è altamente democratica e per di più non partitocratica.
Questa è la strada, la democrazia è semplicemente questo, non l’utilizzo di giochini messi in atto da furbesche e sinistrate minoranze, ovvero da oligarchie decadenti che provano ancora a manipolare i cittadini.
Naturalmente come al solito si evita di parlare di programmi, di obiettivi strategici riguardanti il nostro Paese, della riforma della Pubblica Amministrazione e di tutte le varie problematiche che affliggono i cittadini. Ma questo non interessa a lorsignori, a loro interessa dilatare la spesa pubblica per acquisire consensi e far diventare l’Italia una onlus, in nome di un terzomondismo, del quale dobbiamo farci carico solo noi.

Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


