
Un viaggio nella storia lungo quindici anni nel tentativo di ricostruire le vicende pubbliche e private dell’ex segretario del Psi Bettino Craxi a un quarto di secolo dalla sua scomparsa e rimettere finalmente le cose al loro posto. Questo è l’obiettivo che si propone Salvatore Di Bartolo con la stesura del suo ultimo saggio dal titolo ‘Sigonella-Hammamet. L’affaire Craxi: tra menzogne, verità e falsi miti’.
Il libro, pubblicato lo scorso 22 novembre con la casa editrice romana La Bussola, ha il pregio di offrire al lettore un punto di vista assai diverso rispetto a quello in voga in Italia nell’ultimo trentennio, e di rivedere con sguardo critico e lontano da condizionamenti ideologici l’esperienza politica ed umana del leader socialista con l’intento dichiarato di smontare la fuorviante narrazione propagandata dai cosiddetti “sacerdoti della falsa rivoluzione”.
La finta rivoluzione a cui l’autore fa più volte riferimento nel suo lavoro, altro non è che quel golpe mediatico-giudiziario che trent’anni or sono rase letteralmente al suolo la Prima Repubblica e i suoi protagonisti. Un autentico colpo di mano – secondo il punto di vista dell’autore – con i pm innalzati per la causa al rango di veri e propri eroi nazional-popolari, utilizzati per eliminare per via giudiziaria i partiti storici dell’Italia primo-repubblicana e spianare la strada all’ascesa del neonato Pds, non a caso risparmiato dalle inchieste di Mani pulite.
Il mutato contesto geopolitico conseguente al crollo del Muro di Berlino richiedeva infatti un radicale cambio di paradigma da realizzare attraverso la creazione di un nuovo equilibrio interno e la modifica degli assetti democratici precostituiti. Occorreva altresì individuare un capro espiatorio su cui riversare tutte le responsabilità di un sistema di gestione del potere ormai obsoleto, al fine di regalare al cittadino l’illusione di aver debellato per sempre dal Paese l’immoralità, la corruzione e il malaffare. La scelta, come noto, ricadde su Bettino Craxi.
D’altro canto, gli eredi diretti di quel Pci che nel corso degli anni si era finanziato illecitamente quanto e più degli altri partiti storici furono eretti per la causa a fulgido esempio di onestà, virtù e integrità morale, dipinti quali ‘uomini nuovi’, sebbene tali non fossero, da premiare in quanto disposti ad assecondare l’inquietante disegno manipulitista che stava inesorabilmente prendendo forma. E’ proprio da lì, da quella controversa stagione che fu Tangentopoli, che si origina e trae linfa vitale quella deriva giustizialista protagonista assoluta dell’Italia secondo-repubblicana.
Ed è sempre da lì, che discende l’evidente squilibrio tra poteri dello Stato a cui oggi si assiste e la rinuncia interessata alla tutela di quella sovranità nazionale che Craxi aveva saputo difendere a Sigonella anche dinanzi alle ingerenze del potente alleato americano. Ma l’importanza storica della figura di Bettino Craxi, come giustamente fa notare Di Bartolo nel suo libro, va ben oltre i celebri fatti di Sigonella, che pure ebbero il loro rilievo. Nel corso della sua duratura esperienza alla segreteria socialista, Craxi ebbe il coraggio e la lungimiranza di affrancare il suo Psi dal regime sovietico recidendo una volta per tutte quel cordone che lo legava a Mosca, di mettere in discussione l’egemonia comunista nell’ambito della sinistra italiana e di teorizzare il definitivo superamento del marxismo. La sua cultura liberale e la sua prospettiva pacifista lo portarono a sostenere convintamente le cause di libertà dei dissidenti di mezzo mondo e a promuovere una politica estera fondata sulla mediazione e sul dialogo, soprattutto con il mondo arabo.
A Bettino Craxi va inoltre riconosciuto il grande merito di aver rilanciato l’economia italiana dopo anni di perdurante crisi, e di aver saputo ritagliare per la sua Italia, autorevole, credibile e sovrana, il posto che meritava al tavolo dei grandi della Terra. Tutto il resto è possibile scoprirlo nel nuovo libro di Salvatore Di Bartolo, il quale, compiendo uno sforzo tutt’altro che banale, è riuscito nel non semplice intento di riscrivere alcune tra le più controverse pagine della storia dell’Italia repubblicana.





