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SENZA EREDI?

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di Angelo Giubileo

Veneziani, in principio, è caustico: “La nostra è la prima epoca senza eredi (…). È l’epilogo coerente di una società senza padri divenuta società senza figli”… Ma, a leggere la realtà e il libro fino in fondo, come all’apertura del vaso di Pandora, non senza speranza!
Per chi? Per il futuro dell’uomo, che intende sottrarsi al dominio della tecnica, e in definitiva delle macchine.
Davvero è la prima volta che l’uomo, e l’umanità intera, si trova a “far fronte a” (nel greco antico, “episteme”) una siffatta situazione?
Cosa ne sarebbe stato se, morto Cesare, non gli fosse succeduto Augusto e, mutatis mutandum, il Padre non avesse mandato il suo (unico) Figlio? 
La storia non si fa con i “se”. La storia della Tradizione è unica per tutti i figli, anche se diversa a seconda delle rispettive fedi di ognuno. È questa Tradizione, l’unica e vera Tradizione che perpetua il cammino dell’intera umanità, e non c’è fede o ragione che, necessariamente, lo “man-tenga”. Il cammino o la più nota “via” continuerà finché continuerà la “verità” – di un’unica e semplice Tradizione, indipendentemente da una fede o ragione quale che sia -, finché ci sarà “vita”, per gli eredi che ancora chiameremo “umani”. 
Senza eredi? 
Non credo! 

Autore

  • Redazione

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