di Gaetano Barbella

Figura 1: Lastra tombale di Hugues Libergier della cattedrale di Reims in Francia.
Hugues Libergier, (1200 circa – Reims, 1263) è stato un architetto francese di grande talento del XIII secolo. Ha progettato diverse chiese gotiche in Francia, tra cui la cattedrale di Saint-Nicaise di Reims, i cui lavori iniziarono nel 1229; nel 1264 subentrò Robert de Coucy che la completò nel 1311.
Alla sua morte, fu sepolto nella chiesa stessa, che però fu distrutta nel 1798 durante la Rivoluzione francese e la lastra del sepolcro, l’unica parte sopravvissuta dalla distruzione, (Fig. 1) venne trasferita alla cattedrale di Reims. Questa famosa lastra, dal 1887, è rimasta nella sua posizione attuale, posta su una parete interna a ovest della porta del transetto nord, quello degli iniziati.
La lapide, una delle più note raffigurazioni di un artista medievale, si delinea con una sorta di tabernacolo in cui è rappresentato il defunto nelle vesti professionali col modellino della chiesa di San Nicasio di Reims, che lui progettò e costruì, in una mano, e una lunga canna per le misure nell’altra; sono anche raffigurati un compasso e una squadra, i due strumenti abitualmente adoperati dai costruttori medioevali di templi.
La storia ci tramanda con poche righe di commiato a Hugues Libergier poste sulla cornice della lapide scampata alla furia devastatrice della Rivoluzione francese nel 1798.
La lastra recita:
« ci-gît maistre Hugues Libergiers qui commença ceste église en l’an de l’incarnation MCC et XXIX [1229] le mardi de Pâques et trépassa en l’an de l’incarnation MCCLXIII [1263] le samedi après Pâques . Pour Dieu, priez pour lui »
La cui traduzione é:
« qui giace il maestro Hugues Libergiers che iniziò questa chiesa nell’anno dell’incarnazione MCC e XXIX [1229] il martedì di Pasqua e morì nell’anno dell’incarnazione MCCLXIII [1263] il sabato dopo Pasqua. Per Dio, prega per lui »
La Scala di Giacobbe
La serie di indagini per esaminare la lastra tombale di H. Libergier, comincia dall’alto dove sono raffigurati ai lati due angeli offerenti con un vassoio fra le mani che salgono una ripida scala. I loro piedi sono sul quinto gradino: è casuale? O forse è in rapporto alle prove che H. Libergier ha dovuto fare per ottenere i gradi iniziatici? I gradini sono 15 per parte e ricordano la scala biblica di Giacobbe.
« Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran. Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese là una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo. Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco, gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa. » (Gen 28, 10-12)
« Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: “Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo”. Ebbe timore e disse: “Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo”. La mattina Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità. E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz. » (Gen 28, 16-19)
Il testo biblico prosegue poi descrivendo la lotta tra Giacobbe e un misterioso uomo dall’aspetto di un angelo. Si tratta della cosiddetta “teomachia”. Tale lotta si svolse in sogno e durò per tutta la notte fino al sopraggiungere dell’alba. Alla fine, vedendo che non poteva vincerlo, l’angelo avrebbe reso Giacobbe claudicante.
Ecco le parole esatte tratte dal Libro della Genesi:
“Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino all’apparir dell’alba. E quando quest’uomo vide che non lo poteva vincere, gli toccò la giuntura dell’anca; e la giuntura dell’anca di Giacobbe fu slogata, mentre quello lottava con lui. E l’uomo disse: – Lasciami andare, perché spunta l’alba. E Giacobbe: – Non ti lascerò andare prima che tu m’abbia benedetto!” (Genesi 32, 24-26)
Viene da riflettere sulla necessità dei segni per rispettare in pieno il rapporto con le scritture sacre, specie per i fatti salienti come l’ipotesi avanzata di una precisa elaborazione commemorativa per l’iniziato H. Libergier. E se è sacrosanta la scrittura su Giacobbe iniziato dall’angelo di Dio, allora dove la frattura della sua anca nel marmo della lapide di H. Libergier segnata dal “caso” e non da coloro che la scolpirono? Infatti dovette essere la distruzione della sua chiesa nel 1798, durante la Rivoluzione francese, a produrre il segno di una scheggiatura della lastra tombale, (Fig. 2) non può essere che così.
Ma c’è dell’altro. Un altro segno sembra che vi si aggiunga, poiché la scheggiatura mostra un incerto volto di un canuto uomo posto di lato in una sorta di nuvola, appena percettibile!
Che sia la risposta al grado di iniziazione di H. Liberger riferibile al quinto gradino? Un’iniziazione in sospeso nel tempo?

Figura 2: Scheggiatura della lapide di Hugues Libergier. Il suo volto .
Si riprende il tema della scala di Giacobbe, segnata da ambo i lati della lastra tombale di Hugues Libergier con quindici gradini e la presenza di due Angeli che poggiano i loro piedi sul quinto gradino. Questa doppia posisione, a parte i dettagli avanzati in precedenza, segnano, con la loro posisizione, il grado di iniziazione di Hugues Libergier.
Più da vicino si può intravedervi in che modo questa iniziazione è avvenuta, indagando il lato alchemico dell’operazione mediante la quale Hugues Libergier ha potuto cogliere la Coppa nelle mani dei due Angeli. Questo per dire che l’iniziazione è avvenuta in modo alchemico come già detto.
Alcune parti dell’immagine dell’Angelo di sinistra (guardando la lapide tombale) sono corrose, forse a causa della distruzione della chiesa di Reims nel 1798, durante la Rivoluzione francese. Questo fatto non può che coincidere con l’iniziazione di Hugues Libergier. Il fatto poi che sono indicate due scale disorienta. Perchè due scale?
Se si tratta di alchimia c’è la spiegazione con le due fasi, delle moltiplicazioni e delle fermentazioni. Ma Hugues Libergier era un alchimista? Si lo era lo dimostra Notre Dame di Parigi una cattedrale dello stesso stampo di quelle di Reims.
Il Portale di Notre Dame di Parigi

Figura 3: Portale di Notre Dame di Parigi in terra cotta. Crediti: https://frammentidiparigi.it/la-cattedrale-alchemica/
Sul portale principale di Notre Dame de Paris, quello del Giudizio universale, sulla colonna centrale, ci dice Fulcanelli essere rappresentate le scienze medievali, tra cui, in primo piano, l’Alchimia: è raffigurata da una donna che tiene con la mano sinistra uno scettro, simbolo di potere, e nella destra ha due libri, uno aperto, per indicare il sapere esoterico, e l’altro chiuso, per la conoscenza esoterica. Appoggiata al petto, una scala con nove gradini, la scala philosophorum, richiamo alla pazienza che devono possedere gli adepti durante le nove operazioni successive dell’opera alchemica. Lo stilobate (il basamento) a destra e a sinistra del portale, che si sviluppa su due livelli, è tutto dedicato all’alchimia e indica le operazioni da compiere per ottenere l’Elisir, a patto di saper interpretare correttamente le allegorie che vi sono raffigurate. Nella fila inferiore ci sono dodici medaglioni, sei per lato, che rappresentano alcune scene; in quella superiore si vedono invece dodici figure, ancora sei per lato, ciascuna con uno scudo in mano. Guardate con attenzione le immagini scolpite negli scudi, vi appariranno in tutta la loro singolarità: nel primo a sinistra è raffigurato un corvo, nel secondo un caduceo, e poi a seguire il fuoco con una salamandra, un’ orifiamma a tre punte e infine una croce. Ciascuna di queste figure ha, secondo Fulcanelli, un preciso significato alchemico.[1]

Figura 4: Gesù e i due angeli con gli apostoli. Segno di inziazione con i due angeli delle due scale di Giacobbe. Crediti: https://frammentidiparigi.it/la-cattedrale-alchemica/ .
I poteri dei due libri, uno aperto e l’altro chiuso alterano la visione della scala del sapere esoterico che nasconde l’altra della conoscenza. Ed ecco spiegate le due scale con i due angeli della lapide tombale di Hugues Libergier. Convinti ora che Hugues Libergier era un alchimista si procede in tal senso per spiegare che le due scale si riferiscono in particolre alle moltiplicazioni e fermentazioni del processo alchemico.
Le Moltiplicazioni riguardano la scala di destra (il lato della scheggiatura)
<< Il Regime del Sole, l’ultimo dei sette, rappresenta la Fase al Rosso o Rubedo della Terza Opera, simboleggiata dalla rossa Aquila bicefala.
Tramite un’ulteriore Fissazione questa sostanza rossa viene trasformata in Elisir Rosso, chiamato anche Pietra Rossa del Secondo Ordine, il quale, opportunamente Moltiplicato e Fermentato, avrà il potere di trasmutare i metalli in Oro (altri autori chiamano questa sostanza fissata Zolfo Rosso Incombustibile e la intendono come Pietra Rossa del Primo Ordine).
La Pietra Bianca, ottenuta nell’Albedo, e la Pietra Rossa, ottenuta nella Rubedo, non sono ancora perfette in quanto non hanno ancora il potere di trasmutare i metalli rispettivamente in Argento e in Oro. Per questo bisogna sottoporre queste sostanze a delle Moltiplicazioni che permettono alla Pietra di aumentare in quantità (peso e volume) e in qualità (energia).
In pratica si tratta di ridissolvere la Pietra in un’opportuna quantità di Mercurio Dissolvente (da intendersi però come Secondo Mercurio o Mercurio Filosofico) facendole ripercorrere, sempre più brevemente, l’intera successione dei Sette Regimi di Cottura (questo se vogliamo moltiplicare la Pietra Rossa; per la Pietra Bianca vengono ripetuti i primi quattro Regimi).
L’Elisir Bianco o Rosso, così moltiplicato, si trasforma in Medicina Universale o Pietra Filosofale (Bianca o Rossa), chiamata anche Pietra del Terzo Ordine.
La Medicina Universale o Pietra Filosofale (Bianca o Rossa) è la Pietra del Terzo Ordine, ottenuta dalle Moltiplicazioni. E’ chiamata anche Tintura Bianca o Tintura Rossa. Il suo simbolo è la Fenice, che rinasce dalle proprie ceneri (cioè dalla propria dissoluzione) al termine di ogni Moltiplicazione. >>[2]
Le Fermentazioni riguardano la scala di sinistra (opposto al lato della scheggiatura)
Ma:
<< Perchè abbia potere trasmutatorio questa Pietra deve essere “orientata” verso la produzione di Argento o di Oro. Questo “orientamento” della Pietra è la Fermentazione. Essa consiste in pratica nel fondere la Pietra Filosofale Bianca con una piccola quantità di Argento o la Pietra Filosofale Rossa con una piccola quantità di Oro il Sale >>[3]
Riassumendo per ottenere la fermentazione concorrono due “pietre” che hanno concorso nella Moltiplicazione, la pietra bianca della Luna e la pietra rossa del Sole.

<< Ciò che si ottiene dalla Fermentazione è la Polvere di Proiezione (Bianca o Rossa), che ha finalmente il potere di trasmutare i metalli.
L’operazione di trasmutazione è chiamata Proiezione: essa consiste nel gettare una piccola quantità di Polvere di Proiezione (racchiusa, per proteggerla, in un poco di cera) su del metallo in fusione. Istantaneamente, la Polvere di Proiezione Bianca trasmuterà il metallo in Argento; la Polvere di Proiezione Rossa trasmuterà il metallo in Oro.
L’Opera è compiuta. >>[4]
Il mistero delle due scale

La fig. 4 di Gesù e i due angeli che lo sollevano e che ora replico, è il modo per rappresentare la rinascita dell’iniziato. In questo caso si tratta di Hugues Libergier e per salire i cinque gradini delle due scale si dispongono i due angeli.
Più da vicino questa salita verso la cima porta alla «coniunctio oppositorum» alchemica, cioè all’unione della materia pesante con quella celeste nel loro matrimonio.
Cipriano Piccolpasso, ci fa capire questo processo con “Li tre libri dell’arte del vasaio“, opera del 1500. Egli è stato anche architetto, storico, ceramista, e pittore di maioliche, italiano. Nel libro citato compare la fig. 5 in cui è rappresentata una colomba sormontata da una croce.

Figura 5: Immagine da “Li tre libri dell’arte del vasaio” del 1500, di Cipriano Piccolpasso.
Le sue zampe sono saldamente legate ad una grossa pietra e il tutto rappresenta il simbolo dell’unità della materia, la cui difficoltà del processo alchemico per ottenerla, trapela dal filatterio in cui vi è iscritta la parola IMPORTUNUM. La colomba, segno di sublimazione alchemica, rappresenta l’azione dello spirito sulla materia, un ruolo importante della seconda opera del Magistero Alchemico. Tuttavia il solido legame che la unisce alla pietra, lascia intendere che questa, nel trattenerla, incide nel processo con la sua azione specifica, la forza di gravità, propria della materia. È ben chiaro così che venendo meno questa forza, il prodotto della sublimazione s’invola, vanificando così il lavoro dell’alchimista, e questo non ha senso che avvenga. Ecco lo scopo del legame che unisce i due per l’argomentata coniunctio oppositorum che è l’unione fra i due.
La croce, posta in alto dell’immagine indica l’atanor, ossia il crogiuolo (sinonimo di croce appunto), strumento dell’Arte del Fuoco, ovvero la Via Secca.
Più da vicino la pietra e la colomba rappresentano lo solfo e mercurio alchemico (la Salamandra e la Remora) che si azzuffavano dilaniandosi.
Questi due principi “abitano” il vaso alchemico e la lebbra che affligge la Materia Prima, più che identificarsi con il fisso o con il volatile, col corpo o con lo Spirito, risiede nella loro mancata integrazione, nella loro separazione. L’alchimista, quindi, non potendo rinunciare né all’uno né all’altro, deve riuscire ad amalgamare e fondere insieme Spirito e Corpo, realizzando la coniunctio oppositorum. Gli opposti devono prima lottare divorarsi ed uccidersi a vicenda perché la loro unione possa realizzarsi. Questa operazione ha due aspetti, quello del costringere la terra corporea e pesante ad elevarsi verso le regioni dello Spirito e quello consistente nell’obbligare lo Spirito ad abbandonare i “cieli filosofici”, ove può spaziare liberamente, costringendolo a discendere nelle regioni più pesanti e condizionate dai vincoli terrestri perché possa vivificare rivitalizzare e “rendere consapevole” il corpo.
Ed ecco spiegata la forza di gravità nel legame della colomba con la pietra della fig. 5, che è artefice dell’unione forzata della terra col cielo, ovvero dell’uomo della materia che riceve in sé la luce spirituale che altrimenti mai l’avrebbe.
Il Sigillo di Hermes dell’Intelletto, il Vitriol dell’Alchimia

Figura 6: Palazzo Lallemant, Francia. Leggenda di San Cristoforo. Immagine tratta dal libro di Fulcanelli: Il Mistero delle cattedrali. Opera dell’autore.
In altro modo viene rappresentata la salita verso il matrimonio alchemico spiegato da Piccolopasso e Fulcanelli, alle pagg. 150-156 del suo libro “Il Mistero delle Cattedrali” Edizioni Mediterranee, si serve del gigante San Cristoforo per salire sulle due scale
La fig. 6 (nel libro è la tav. XLII) mostra una cintura indossata da San Cristoforo che porta sulle spalle il Bambino-Re secondo la nota leggenda della quale riporto la parte saliente che riguarda il segreto riposto in essa.
« La cintura di Offerus, il nome pagano di san Cristoforo ancor prima di essere santo, secondo la leggenda, « è trapunta secondo linee incrociate, simili a quelle che si vedono sulla superficie del solvente quando è stato preparato canonicamente. Questo è il segno, che tutti i Filosofi riconoscono per indicare, esteriormente, la virtù, la perfezione e l’estrema purezza intrinseche della loro sostanza mercuriale. […] Questo segno, gli autori l’hanno chiamato Sigillo di Hermes, Sale dei Saggi, ‒ cosa questa che getta la confusione nello spirito dei ricercatori, ‒ segno e impronta dell’Onnipotente, ed anche sua firma, ed ancora Stella dei Magi, Stella polare, ecc. Questa disposizione geometrica sussiste ed appare con maggiore definizione quando si è messo a sciogliere l’oro nel mercurio, per portarlo al suo stadio primitivo, quello di oro giovane o ringiovanito, in una parola di oro bambino.
Per questa ragione, il mercurio, ‒ fedele servitore e Scel della terra, ‒ è chiamato Fontana di giovinezza. Quindi i Filosofi si esprimono chiaramente quando insegnano che il mercurio, una volta effettuata la soluzione, porta il bambino, il Figlio del Sole, il Piccolo Re (Reuccio), come una vera e propria madre, perché, in effetti, l’oro, nel suo seno, rinasce.
“Il vento, – cioè il Mercurio alato e volatile, – lo ha portato nel proprio ventre”, ci dice Ermes nella sua Tavola Smeraldina. […]. ».
Notare che nelle iconografie le culle sono le classiche ceste di vimini intrecciati dove è adagiato il bambino ermetico appena nato, ma è talmente pesante che deve sostenerlo il gigante San Cristoforo.
Brescia, 17 dicembre 2024
[1] Fonte: frammentidiparigi.it – https://www.recuperando.com/it/bassorilievi-in-cotto/9151-pannello-della-papessa-giovanna-bassorilievo-in-terracotta
[2] Fonte: https://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/gioco_oca_alchemico/gioco_oca_alchemico.htm
[3] Fonte: https://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/gioco_oca_alchemico/gioco_oca_alchemico.htm
[4] Fonte: https://www.labirintoermetico.com/01Alchimia/gioco_oca_alchemico/gioco_oca_alchemico.htm




