
di Valter Vecellio
Attenzione focalizzata su quanto accade in Siria. Anche qui, si sconta l’insipienza occidentale (Stati Uniti, Barack Obama e la sua amministrazione per primi); sembra sia “normale” che la Russia possa considerare “cosa sua” quella porzione di mondo.
Sembra “normale” che la Russia effettui raid aerei e nessuno fiata; forse perché a essere dilaniati dalle bombe di Putin sono jihadisti in lotta con il regime di Bashar al-Assad: in questo caso ci può star bene la padella del dittatore siriano, piuttosto che la brace dei fondamentalisti islamici: che se la vedano un po’ Russia, Turchia, Iran, al limite Israele..
L’aviazione russa bombarda città e villaggi conquistati dai jihadisti nella provincia di Idlib e di Hama; anche in quelle città e villaggi ci saranno bambini, donne, anziani, civili: di fatto “scudi” dei jihadisti; ma che vuole signora mia, questi sono gli spiacevoli effetti collaterali della guerra.
E’ una guerra con una pluralità di fronti, molti dimenticati. Ogni tanto, ricordarne qualcuno aiuterebbe a capire.
Dice nulla, per esempio, Bāb el-andeb (“Porta del lamento funebre”, mai termine corrisponde al vero); è lo stretto che congiunge Mar Rosso e Golfo di Aden, e quindi l’Oceano Indiano. Ai lati delle sue sponde, sulla costa africana, Gibuti (lì da tempo la Cina ha la sua prima e finora unica base militare fuori dal suo territorio), e lo Yemen, nella penisola Arabica.
Da lì transita mezzo mondo; solo per l’Italia: il valore degli scambi via mare è di circa il 28 per cento; e il 38 per cento circa di questo 28 transita attraverso il Mar Rosso.
Tra chi ha le chiavi (o comunque è in grado di chiudere o aprire) la porta di Bāb el-andeb c’è il movimento Ansār Allāh (Partigiani di Dio), più conosciuto come Hūtī: controlla ormai due terzi dello Yemen, gioca di sponda con l’Iran, per questo l’Arabia Saudita non da ora si sente autorizzata a intervenire militarmente. Ma anche questo (pazienza per i civili coinvolti), fa comodo a parecchi che mettono in sordina i sentimenti e danno pratica attuazione alla nota massima attribuita a Cosimo de’ Medici a proposito degli Stati, del governo e dei paternoster.
Gli Hoūthī, si diceva: hanno dimostrato di essere ben organizzati. Le loro azioni contro il traffico mercantile non consistono solo in qualche missile lanciato contro navi in transito (anche “solo” per questo un minimo di capacità è richiesto). Si sono dimostrati abili nel raccogliere informazioni, identificare le navi da colpire, individuare rotte. Di tutta evidenza che dispongono di una efficiente rete di informazioni, appoggi, complicità, che sanno ben mettere a frutto. Nell’interesse degli Hoūthī e di chi ha interesse a sostenerli. Prima o poi anche loro torneranno a farsi sentire e vedere.





