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LA DITTATURA VERDE, PROTERVA E BUGIARDA

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Il disastro avvenuto a Valencia ha scatenato la protervia bugiarda della dittatura verde, svelando, se ancora ce ne fosse bisogno, la vera natura delle armate green, che non è solo antidemocratica; è dittatoriale. La ricetta è tagliare le emissioni e zittire gli scettici. La democrazia, spiegano i novelli dittatori verdi, non è compatibile con la necessità di eliminare le emissioni di CO2.

Si capisce bene che l’obiettivo del climate change è la democrazia, metodo farraginoso per risolvere un problema che le élite degli scienziati indicano come urgentissimo. Quali scienziati? Quelli d’accordo con la narrazione green. E gli altri? Negazionisti da zittire, nonostante siano altrettanto se non più autorevoli di quelli invocati dai dittatori verdi.

Ora, però, si tratta di stabilire, senza veli e senza bugie, se le recenti alluvioni sono dovute alla CO2, intesa come anidride carbonica o se sono da attribuire alla CO2, intesa come coglionaggine operativa al quadrato.

E qui entra in campo l’apprendista stregone di Disney, come icona della tracotanza umana, che pensa di poter governare tutto.

Sui media in queste ora si rincorre la notizia che la violentissima alluvione in Spagna sia stata causata dal cloud seeding, ossia dall’inseminazione artificiale delle nuvole.

In sole otto ore sono caduti 400 millimetri di acqua, ossia l’equivalente di ciò che in quelle zone si registra solitamente in un anno intero.

L’accusa si rivolge al Marocco, Paese riguardo al quale nel mese di agosto di quest’anno, l’agenzia meteorologica spagnola El Tiempo aveva lanciato un’allerta riguardo ai rischi connessi a questi metodi artificiali, sottolineando che il Marocco stava sviluppando 20 progetti di cloud seeding nell’ambito del suo piano nazionale per combattere la scarsità idrica.

Come riferisce il 31 0ttobre, Marocco world news, Nizar Baraka, ministro marocchino delle attrezzature e dell’acqua, ha rivelato all’inizio di questa settimana che il Marocco ha condotto 70 operazioni di inseminazione delle nuvole nel 2024 nell’ambito dei suoi sforzi per combattere la crisi della siccità.

Tali operazioni sono state svolte utilizzando sia metodi aerei che terrestri in regioni specifiche del Paese.

Intervenendo martedì scorso alla Camera dei Consiglieri, Baraka ha sottolineato che il Marocco è tra i pochi paesi al mondo che possiede le capacità per realizzare operazioni di “pioggia artificiale” e ha una vasta esperienza in questo campo.

Dal 2021 il Marocco ha effettuato complessivamente 140 operazioni di pioggia artificiale, di cui 52 aeree e 88 a terra, utilizzando generatori.

Nel 2021 sono state effettuate complessivamente 21 operazioni di inseminazione delle nuvole, ha sottolineato Baraka, precisando che questo numero è aumentato a 27 nel 2022 e a 22 nel 2023.

Nel 2024 sono state effettuate circa 70 operazioni, di cui 30 con metodi terrestri e 40 con mezzi aerei.

Il ministro ha chiarito che le recenti inondazioni in alcune province meridionali del Marocco non erano collegate alle operazioni di inseminazione.

Il Marocco è stato protagonista nubifragi e inondazioni che hanno allagato grandi aree del deserto trascinando via tutto ciò che incontravano, dalle piante ai cammelli. In quel caso si era registrata la pioggia più abbondante degli ultimi 75 anni.

A Dubai in un giorno, il 16 aprile di quest’anno, è caduta la pioggia di un anno e mezzo. Il Centro Nazionale di Meteorologia degli Emirati (NCM) ha spiegato di aver condotto l’attività di “inseminazione” nelle giornate del 14 e 15 aprile.

Per gli esperti (quali?) il cloud seeding non giustificherebbe tali eventi, benché possa comunque aumentare le precipitazioni stagionali del 10-30%.

Rimane il fatto che a Dubai in 24 ore sono caduti oltre 140mm di pioggia, in un’area che ne riceve mediamente 95 in un anno. Un evento del quale pure i meteorologi sono rimasti esterrefatti e del quale non si danno spiegazioni, a meno che non entri in scena il cloud seeding, ossia l’inseminazione delle nuvole. 

Altri esperti sostengono che il cloud seeding , quasi sempre, provoca fenomeni violentissimi e incontrollabili.

I progetti di cloud seeding, che vengono descritti da chi li mette in atto come sicuri, mirati e utili, degenerano frequentemente in fenomeni atmosferici decisamente intensi e provocano danni a cose, animali e persone.

L’agenzia meteorologica spagnola ha messo in evidenza che l’alterazione artificiale del clima potrebbe avere conseguenze imprevedibili. Le abbondanti piogge, in luoghi dove la geografia e l’ambiente non sono abituati a tali condizioni, possono provocare inondazioni e aumentare l’erosione del suolo.

Un rapporto delle Nazioni Unite, pubblicato dopo il vertice sul clima COP28 del 2023, ha evidenziato che la geoingegneria climatica potrebbe innescare reazioni a catena con rischi significativi per la vita umana, gli oceani, le temperature globali e la biodiversità. 

sia per l’interazione con il clima, sia per il potenziale di aumentare i rischi esistenti e generarne di nuovi.

Il cloud seeding è una tecnica che mira a cambiare la quantità ed il tipo di precipitazione attraverso la dispersione nelle nubi di sostanze chimiche che fungano da nuclei di condensazione per favorire le precipitazioni. L’obiettivo è quello di creare precipitazioni mirate ma spesso i creano fenomeni decisamente più intensi come alluvioni, uragani, nubifragi e conseguenti catastrofiche inondazioni.

La discussione sulle cause di quanto è avvenuto a Valencia e altrove è giusto che prosegua, ma una cosa è certa, la dittatura verde si è smascherata. Il suo obiettivo non è il pianeta, ma la distruzione della democrazia, ossia l’obiettivo di tutte le dittature.

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