
Di Berlusconi in questi giorni è stato detto tutto, sia da chi ne ha tratteggiato il percorso politico e umano, sia da una legione di imbecilli, come scrive Raffaele Romano su questo stesso numero del giornale.
Ai funerali erano in tanti, dentro e fuori dalla cattedrale gotica. Ne diamo conto in un articolo su questo stesso numero del giornale.
Va notata l’assenza di Giuseppe Conte che si qualifica da sola. Degli altri assenti è inutile fare menzione, essendo essi avvolti nel loro rancoroso livore, entro il quale li lasciamo.
Ha superato magistralmente ogni bassezza l’altissima omelia di monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano, che siede sulla cattedra di sant’Ambrogio (la riportiamo integralmente in questo stesso numero del giornale).
L’omelia rimarrà come una pietra d’angolo nella comprensione di cosa sia l’edificio terreno di un essere umano, che è pur sempre il Tempio dell’uomo.
L’ho ascoltata con crescente stupore ammirato, nel suo svolgersi essenziale e in quel crescendo di verità che tracciavano la condizione dell’essere umano nel suo transito terreno.
Amen





