Home Politica IL BUDINO MOLLE DELL’OPPOSIZIONE IN ITALIA.

IL BUDINO MOLLE DELL’OPPOSIZIONE IN ITALIA.

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di Bruno Chiavazzo

Sono riusciti a spappolarsi anche sulla Rai che più alla canna del gas di così non si può. La Schlein aveva proposto una sorta di Aventino “non votiamo nessuno dei candidati”, ma Conte che pur di prendere uno strapuntino da mostrare come trofeo al suo “inner circle”, sempre più ristretto, si è messo d’accordo con la Meloni e ha portato un consigliere di sua fiducia a casa.

Sull’Ucraina e Israele, tranne parlare a capocchia di una “pace” senza contorno, non vanno oltre il rosario buonista del “volemose bene”. Tutti invocano le trattative, ma nessuno dice chi va da Putin, Hamas e Hezbollah a trattare la pace, con quali confini, e con quali mezzi per farla rispettare.

L’opposizione in questo disgraziato Paese la fa la Gruber che non passa giorno senza martellare la Meloni su qualsiasi cosa, accompagnata dai suoi aficionados alla Massimo Giannini, ex direttore della Stampa, licenziato perchè aveva portato la vendita del quotidiano sottozero. Ti dava i soldi l’edicolante se prendevi una copia.

Gira e rigira dalla Gruber si parla solo di fascismo e ancora non hanno capito che agli italiani non gliene importa nulla. Agli italiani come diceva Pitigrilli, scrittore fascista e spia dell’Ovra, “il passato non gli appartiene”.

La vicenda Sangiuliano con i retroscena da avanspettacolo è stata messa in freezer, sembrava che dovesse venire giù l’intero piano nobile di Palazzo Chigi e, invece, è finita su Striscia la Notizia con la copia “en travesti” della Schlein che scatta selfie di sconosciuti deputati e senatori con una falsa Boccia in versione Platinette.

Anzi, a stare ai sondaggi, sembrerebbe che la Meloni ne abbia tratto addirittura giovamento. Morale della fava, come dicono in Toscana, la maggioranza si è compattata e l’opposizione si è disintegrata. La Meloni ha mandato a casa Sangiuliano, tra qualche giorno manderà a casa anche la Santanchè, Fitto sta facendo gli esami in inglese a Bruxelles e tutte le deleghe passeranno ancora una volta sotto il controllo della Presidente del Consiglio.

Salvini fa il pazzerello come sempre ma sa benissimo che verrebbe spazzato via se tentasse una riproposizione del Papeete, Tajani fa finta di guidare Forza Italia, ma basta un’alzata di sopracciglio della Cavaliera di Arcore per mandarlo ai giardinetti oltreché ripagare 90 milioni di debiti arretrati detenuti dagli eredi di Berlusconi.

E’ triste dirlo ma, a meno di un meteorite, nessuno ci salverà dal melonismo alla carbonara almeno fino alle prossime elezioni. Ma non è detto che finisca, a volte, anzi spesso, farsa o tragedia, la storia si ripete.

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  • Redazione

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