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MARIO DRAGHI: L’EUROPA E GENNARO SANGIULIANO

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di Bruno Chiavazzo

Mentre da noi si parla solo della “dottoressa” Boccia e dei suoi viaggi in allegria con il ministro Sangiuliano in luoghi ameni, a spese sicuramente non della “pompeiana esperta”, come l’ha definita Paolo Mieli, inzuppando il biscotto, Mario Draghi si appresta a presentare oggi il suo rapporto di 400 pagine al Parlamento di Strasburgo convocato a porte chiuse, sulla competitività europea.

Il Rapporto commissionato un anno fa dalla Von der Leyen, indica la rotta da seguire per l’Europa in un momento storico segnato da insicurezza e minacce globali, prima fra tutte l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia di Putin. Il piano di Draghi è un tentativo strategico di andare incontro alle necessità di sviluppo di politici e imprenditori dell’industria militare, a lungo bloccati da vincoli legislativi e burocratici che ostacolano la cooperazione in nome della concorrenza.

Per Mario Draghi, l’Ue non sta tenendo il passo con i suoi concorrenti globali e il mancato dialogo tra gli attori statali europei, essa costringe l’ottanta per cento dei paesi membri a rivolgersi agli Stati Uniti per l’approvvigionamento militare. L’input di Draghi è quello di: “Incentivare modelli di investimento a lungo termine, mettendo mano alle politiche di prestito della Banca europea degli investimenti per favorire l’erogazione del credito in alcuni settori chiave come la Difesa”.

Ecco di questo si parla in Europa e non delle tentazioni senili di un Ministro della Cultura (sic!) in preda ad un narcisismo patologico o delle separazioni coniugali della sorella della Presidente del Consiglio e del cognato anch’egli ministro.

L’Italia che doveva far tremare l’Europa, nelle conclamate intenzioni post elettorali, che avrebbe battuto i pugni e costretto i burocrati europei a lavorare, si barcamena tra battute da osteria e tramonti pompeiani.

Quando penso che questi che oggi governano (Meloni, Salvini, Tajani e tutto il circo Barnum appresso), hanno fatto fuori Draghi, quasi come Sangiuliano ha liquidato la “dottoressa” Boccia ( ma la storia non è finita), allora penso che se un meteorite di passaggio uscisse dall’orbita e si schiantasse dalle parti di Piazza Colonna non farebbe una lira di danno.

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  • Redazione

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