
L’arresto in Francia di Pavel Durov, Ceo di Telegram, è venduto da Parigi come dovuto alla mancata moderazione su Telegram e alla presenza sui suoi canali di conversazioni criptate che lo fanno diventare ambiente favorevole ad attività illecite, dal riciclaggio di denaro al traffico di droga.
Questa è la grande menzogna di Parigi, che nasconde tre verità.
La prima è che le élite francesi delle armées financières macroniane intendono seguire la stessa strada di quelle inglesi nell’instaurare in Europa una tenebra censoria illiberale e orwelliana.
La seconda, che la Francia di Macron ha intrapreso una guerra dei dati con la Russia di una pericolosità inusitata, in quanto, intaccando la segretezza delle comunicazioni militari veicolate su Telegram, apre un conflitto di intelligence i cui confini possono essere vasti, pericolosi e anche letali.
La terza è che le armées financières macroniane hanno dichiarato guerra alle criptovalute.
In Russia, come evidenzia il canale Baza, Telegram è diventato nel corso degli anni uno strumento fondamentale di comunicazione ad ogni livello. L’argomento viene affrontato anche nei talk show monotematici che in tv, ogni giorno, si soffermano sulla guerra tra Russia e Ucraina: Telegram è un canale di comunicazione vitale anche a livello militare.
Vladimir Solovyov, volto e voce di “Russia 1”, ha lanciato l’allarme: “E’ tutto legato alle conversazioni criptate. Faccio solo una domanda. C’è qualcuno non al corrente del fatto che tutto il nostro apparato militare fa affidamento su Telegram? E che tutti i membri del nostro governo usano Telegram? WhatsApp è americano, Telegram è relativamente libero”.
Recentemente, sempre in tv, è stato il blogger militare Kirill Fyodorov a spiegare l’importanza di Telegram per le operazioni militari: “Abbiamo usato Telegram prima di lanciare missili Iskander. La nostra artiglieria usa Telegram per gli obiettivi. Lo stesso fa l’aviazione”.
Il timore non confessato apertamente è che Durov consegni le ‘chiavi’ di Telegram agli inquirenti francesi.
Da Mosca e dintorni è già partito l’ordine indirizzato ai funzionari dell’amministrazione presidenziale, del governo e delle agenzie che si occupano di sicurezza: “Cancellate tutto. Cancellate le conversazioni”, sarebbe l’input recapitato anche ad ambienti del ministero della Difesa e a uomini d’affari di primo piano. Chi non ha ancora ricevuto la disposizione formale, afferma Baza, si aspetta un’indicazione chiara nelle prossime ore.
Parigi non può pensare che Mosca non risponda per le rime e così innesca una guerra sul controllo dei dati che potrebbe scatenare attacchi cibernetici su vasta scala o la messa a disposizione sul web di dati sensibili riguardanti la sicurezza francese, elenchi di suoi agenti, informazioni di ogni genere riguardanti l’Esagono che, volendo avere, come al solito, un lato in più del Pentagono, rischia di creare disastri.
C’è un obiettivo, del tutto finanziario, che le armées financières parigine sensibili allo Scudo Rosso, arrestando il Ceo di Telegram intendono conseguire: un attacco alle cripto valute nel momento stesso nel quale Donald Trump ha detto di considerarle positivamente.
In primo luogo è sotto attacco $TON. Nel caso in cui Telegram dovesse venire meno, se Telegram dovesse subire restrizioni e diventare meno attrattivo – per un motivo o per l’altro – per una parte rilevante di utenti, parte della spinta propulsiva che ha portato TON in top 10 potrebbe venire meno.

Dietro la menzogna del controllo delle attività illecite si sta svolgendo una guerra finanziaria che avrà conseguenze pesanti.
La menzogna di Parigi, che potrebbe costare cara a Emmanuel Macron, pupillo della tecno-finanza e comandante delle armées financières, ha un nome che non lascia dubbi: Darkweb.
Accusare Telegram di essere ambiente favorevole ad attività illecite, dal riciclaggio di denaro al traffico di droga, significa avere un naso più lungo di quello di Pinocchio e significa anche, con un’arroganza tipica della grandeur, pensare che siamo tutti fessi e non conosciamo dove davvero passano le attività di tutti i tipi, ossia nel Deep Web e nel Dark Web.
Tutto quanto vediamo sul web tradizionale è la punta di un grande iceberg virtuale.
La parte nascosta di Internet è nota con il termine Deep Web (o Web profondo), ma ancor più in profondità troviamo il Dark web (conosciuto anche con in nomi Darkweb, Dark net e Webdark).
Il Dark web è la parte di Internet dove sono presenti i siti nascosti, accessibili solo con un determinato browser e utilizzando connessioni speciali (Tor).
Nel Deep web ci sono contenuti legali che possono anche essere indicizzati dai motori di ricerca, ma non è possibile accedere al loro contenuto se non con account dedicati. Rientrano nel Deep web i siti di home banking, la pagina personale di PayPal, la pagina personale di Amazon, la sezione staff di un forum o di un sito e molti altri siti simili.
Questi siti non hanno nulla a che fare con il Dark web, nel quale sono presenti contenuti nascosti alla vista delle autorità e delle forze di polizia e dove è possibile trovare anche contenuti illeciti scambiati in completo anonimato.

I principali contenuti del Darkweb sono ben elencati su https://www.html.it/approfondimenti/dark-web-cose-e-come-accedere-in-sicurezza/:
armi, vendute e scambiate illegalmente tra gruppi di terroristi e gruppi paramilitari di tutto il mondo;
droga, anch’essa venduta al dettaglio e pagata con criptovalute non rintracciabili (come per esempio il Bitcoin);
database di password e account, trafugati dai PC, dai siti compromessi o dagli account online (tramite attacchi informatici) e messi in vendita dagli hacker;
carte di credito clonate, utilizzabili per frodi, per furti di denaro o per acquistare su Internet sotto falso nome;
documenti falsi di qualità, realizzati con strumenti talmente avanzati da poter ingannare i sistemi di riconoscimento e risultare perfettamente legali in ogni parte del mondo;
pornografia, con particolare enfasi alle categorie perseguite per legge e non accessibili sui siti pornografici tradizionali;
exploit basati su vulnerabilità non ancora scoperte, utilizzati dagli hacker per violare i sistemi informatici e per infettare nuovi dispositivi;
servizi illegali su commissione, con schiere di professionisti dediti alle attività illegali più disparate (dal semplice hacking fino all’omicidio su commissione);
malware, scaricabili liberamente o preparati su misura (dietro compenso) per colpire un determinato individuo, azienda o ente;
siti di controinformazione, specializzati nella diffusione di notizie censurate dai media internazionali, delle attività governative segrete e nella lotta alle censure dei più grandi paesi dittatoriali al mondo.
Tutte le attività indicate sono illegali nella maggior parte dei paesi del mondo, per questo motivo i gestori o gli organizzatori dei “siti oscuri” restringono notevolmente la cerchia di persone che può accedervi, per evitare infiltrazioni da parte delle forze dell’ordine o delle organizzazioni governative.
Per accedere ai siti oscuri è necessario disporre di uno speciale browser come Tor Browser, in grado di stabilire la connessione sicura e cifrata sulla rete Tor.

E’ del tutto evidente che la posizione dei censori di Parigi ben poco ha a che fare con la protezione da contenuti illeciti, dal momento che chiunque, utilizzando il Dark web è in grado di comunicare contenuti illeciti, notizie riservate, messaggi pornografici, trattative di droga, e via discorrendo.
La menzogna di Parigi è pertanto di una gravità inusitata e avrà conseguenze enormi, in quanto apre una guerra di intelligence che è, per sua natura, senza confini e senza esclusione di colpi.
Macron, dopo aver fatto di Parigi la capitale dell’ideologia woke, dopo aver millantato la presenza di truppe francesi in Ucraina, ora ha fatto di Parigi la capitale della censura e della menzogna.
Nel frattempo è stato cacciato in malo modo dall’Africa.





