Home Cultura RIFORMULAZIONE NEOPLATONICA DELLA MATERIA ALLA LUCE DELLA SCIENZA MODERNA

RIFORMULAZIONE NEOPLATONICA DELLA MATERIA ALLA LUCE DELLA SCIENZA MODERNA

0

di Frvmentarivs

Contesto Filosofico e Storico
Plotino, il fondatore del neoplatonismo, presenta una visione sofisticata e non dualistica del cosmo. La materia, secondo Plotino, non è il male in sé ma piuttosto la sfera in cui il male, inteso come assenza o privazione del bene, si manifesta più prontamente a causa della sua distanza dall’Uno. Questo concetto è spesso frainteso come un dualismo o una demonizzazione della materia, interpretazioni errate che derivano da letture non sufficientemente meditate delle “Enneadi” (II,4).
La Materia nel Neoplatonismo rivisitato
Nel sistema di Plotino, l’Uno rappresenta l’assoluta semplicità e totalità, fonte di ogni esistenza, emanando in una cascata di ipostasi: il nous (intelletto), l’anima del mondo, e infine il cosmo di cui componente e’ la materia. La materia, essendo l’emanazione più distante dall’Uno, è considerata imperfetta e la più passiva, priva di forme e qualità proprie. Tuttavia, è essenziale sottolineare che, per Plotino, lamateria non è male di per sé ma è il contesto in cui la privazione del bene diventa più evidente.
Rivoluzione Scientifica e Matematica
L’introduzione delle teorie della relatività e della meccanica quantistica ha rivoluzionato il nostro modo di vedere la materia. Albert Einstein ha dimostrato che materia ed energia sono intercambiabili, suggerendo una realtà in cui la materia può convertirsi e manifestarsi come energia. Max Tegmark, un altro protagonista fondamentale in questo dialogo, propone che l’universo sia matematicamente strutturato—che tutto ciò che esiste, compresa la materia, possa essere descritto numericamente. Questa visione risona profondamente con la filosofia platonica, e per estensione, con il neoplatonismo, dove il numero e la forma dominano.
*Irrealta’ e non Localita’ dell’Universo*
La meccanica quantistica rivela un universo dove i concetti tradizionali di “realtà” e “località” sono profondamente messi in discussione. La non località emerge dall’entanglement quantistico, dove particelle distanti possono influenzarsi istantaneamente, violando il principio che le interazioni avvengano solo a livello locale. Parallelamente, l’irrealtà si manifesta nella sovrapposizione delle particelle che esistono in molteplici stati potenziali fino all’osservazione, momento in cui questi stati collassano in uno definito. Queste peculiarità quantistiche sfidano le nostre nozioni classiche di spazio, tempo e realtà, suggerendo un tessuto dell’universo radicalmente diverso da quello intuito dalla fisica tradizionale.
Implicazioni Filosofiche Moderne
Questa comprensione moderna della materia come qualcosa che è profondamente legata all’energia e al numero può essere vista come un’estensione della filosofia di Plotino. La scoperta che la materia non è infinitamente divisibile ma costituita da quanti o unità discrete fornisce una nuova interpretazione della sua passività e imperfezione: non più come una mera mancanza di forma, ma come una struttura complessa e integrata nell’ordine universale.
Una Visione UNIficata
Se Plotino avesse accesso alle scoperte della fisica moderna, potrebbe vedere queste come una conferma e un arricchimento della sua visione del cosmo. L’idea che la materia possa essere convertita in energia e descritta attraverso le leggi matematiche allude a un universo meno frammentato e più integrato, dove la distanza tra l’uno e la materia sembra meno pronunciata. Inoltre, la nozione avanzata da Federico Faggin che ogni particella di materia possiede una sorta di “coscienza” elementare rafforza ulteriormente il monismo plotiniano, proponendo una visione del mondo in cui anche lamateria più bassa partecipa all’ordine e alla coscienza universale. Ciò ci spinge a riconsiderare la materia non come un problema o una sede di male, ma come una parte fondamentale e attiva dell’ordine cosmico, interconnessa con il tutto attraverso la matematica e l’energia. Questa è una rivoluzione che non solo rafforza Pitagora e Platone, ma anche offre a Plotino un nuovo linguaggio per descrivere il suo universo emanativo.
Ma… e la Tradizione?
Nel cuore della parola Tradizione risiede il verbo latino tradere, che significa “portare avanti”. Questa etimologia ci svela un compito fondamentale: la Tradizione non è un mero ancoraggio al passato, ma un dinamico trasporto nel presente di ciò che è stato affidato ai tempi, una perpetua rinascita di antiche verità in nuove forme. Pertanto, abbracciare la Tradizione con amore per la conoscenza – la vera Filo-Sophia – non è tradire, ma piuttosto esplorare profondamente le radici del sapere per nutrire il terreno del futuro. In un’epoca di conoscenza espansa, dove scienza, archeologia e una rivisitata comprensione della storia degli antichi popoli si intrecciano, un approccio multidisciplinare diventa essenziale. La Tradizione, così intesa, si arricchisce e si espande, rifiutando di rimanere confinata in interpretazioni rigide e letterali che spesso derivano da letture formali e fuorvianti, come quelle che hanno portato alle distorsioni della New Age o ai rigidi schemi imposti da pensatori come Guénon. Sebbene l’analisi di Guénon avesse il suo merito nel regolare certe esagerazioni, il suo approccio spesso soffocava la ricchezza e la complessità del pensiero greco-romano, negando ingiustamente il suo valore iniziatico e realizzativo.
In questo contesto, riconoscere che Plotino, se fosse oggi tra noi, non esiterebbe a riformulare il suo sistema filosofico alla luce delle scoperte contemporanee, ci ricorda che la Tradizione vera è sempre aperta all’aggiornamento e all’integrazione di nuove verità. Non si tratta di tradire la Tradizione, ma di continuare il dialogo con il passato in modo che esso risuoni ancora vivo nel presente.
La nostra Tradizione, (se pur accogliente l’Intuizione e la Folgorazione), ancorata nei principi di ragione, logica, e rispettosa delle metodologie scientifiche  – come dimostrato dall’approccio sistematico di correnti come il Pitagorismo, il Platonismo, lo Stoicismo e il Neoplatonismo – non disdegna ciò che è logicamente valido, sperimentabile e ripetibile in laboratorio. Ignorare questa dimensione della ricerca, confondendo scienza con scientismo, sarebbe il vero tradimento della Tradizione. La vera fedeltà alla Tradizione implica una continua ricerca della verità, usando ogni mezzo a disposizione, mantenendo così viva l’essenza del nostro ereditario patrimonio di conoscenza.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui