
di Nicola Leone
La nuova dimensione della realtà digitata e le tecniche per incentivare le vendite.
L’Azienda produce per vendere. Meglio con la Pubblicità da declinare in 5 aspetti. Dall’alto al basso per umanizzarsi prima e spersonalizzarsi poi con il digitale: dal reale al virtuale sino alla nuova realtà digitata da tastiera che trascende e domina le precedenti.
Pubblicità
All’inizio l’Azienda annuncia il suo prodotto, cioè lo pubblicizza e i consumatori lo comprano; e se nessuno compra allora l’Azienda farà altro in ossequio alla Mano Invisibile di Smith. La divina Azienda produce e mette a disposizione. All’inizio funzionava.
Testimonial
L’Azienda che parla bene dei suoi prodotti diventa poco credibile e allora si passa alla fase 2: compra i miei prodotti perché li usano personaggi famosi, miti di sport e spettacolo. Come Cloney per il caffè e Ferragni per lo shampo. Con il primo famoso attore e l’altra che si è autoreferenziata a spese nostre. Siamo cioè alla Ferragni che ostenta stile Dinasty le banalità della propria vita quotidiana.
Genuinamente influencer
Sino a qui sono le Aziende che propongono i loro prodotti con fare perfetto e dall’aspetto invitante. Pubblicizzano cioè con strumenti fotocinematografici. Essendo di parte e prezzolati anche i testimonial diventano poco credibili e lasciano il posto agli influencer, che sotto le mentite spoglie dei consumatori propugnano prodotti e servizi con media casalinghi e genuinamente imperfetti. Una foto sgangherata è più credibile di quelle patinate e ottimizzate delle pubblicità e dei testimonial. La perfetta sconosciuta Ferragni ad esempio si referenzia per nascere mediaticamente come influencer per passare subito alla più redditizia fase dei testimonial; non essendo celebre si fa da sé con il self-brand.
Profilazione e algoritmi
Questa tecnica nasce con card e raccolta punti per profilare i consumi dei clienti, per perfezionarsi con cookies e web 2.0 e dominare con ricerca personalizzata, bolla di filtraggio e profilazioni social. Guadagni sublimi nonostante multe milionarie per violazione privacy, ma il gioco vale la candela. Si perfeziona con gli algoritmi, formule matematiche che compendiano analisi, tendenze e acquisti in linguaggio per computer. Dominano le piattaforme di distribuzione di merci, cibo e trasporti e i loro algoritmi che fanno incontrare i soggetti economici aziende e consumatori. Algoritmi che subentrano allo Stato nel mettere in contatto produttori e consumatori con strade e servizi. Senza dello Stato chi costruirebbe strade attraverso cui le merci raggiungono i centri commerciali e i lavoratori si recano al lavoro innescando il ciclo virtuoso delle moderne economie?
Influencer virtuali
C’era una volta Greta e i gretini, mediaticamente costruita per veicolare messaggi ambientalisti. Ci meritavamo Al Gore dei Ted Talk ma anagraficamente non era spendibile e ci siamo beccati la fanciulla dalla settimana corta a scuola. Adolescente che elude l’obbligo scolastico e incontra capi di Stato e di Governo. Poi nulla. Viene eclissata.
Eppure il modello funzionava: avrà detto o fatto qualcosa. Meglio ottimizzare la figura, virtualizzarla digitandone i messaggi. Nascono cosi le influencer virtuali. Niente più casting ma personaggi realizzati al computer dalla CGI impeccabile e soprattutto che recitano il copione senza errori. Sono così perfette da non essere reali, ma vivono e fatturano nella terza realtà, quella digitata.
E adesso?
La primordiale perfezione di pubblicità e testimonial, attraverso la apparente improvvisazione dei consumatori/influencer è approdata alla perfetta profilazione e alla creazione della realtà digitata.
Digitati saluti cari lettori





