
di L. R. Triulzi
Ogni giorno su tutti i social ci riempiamo la bocca e scriviamo fiumi di messaggi sull’auspicabile “Democrazia Diretta e partecipata dal Popolo” che in teoria è in parte garantita da alcuni articoli della Nostra Costituzione Italiana del 1948.
Ma sappiamo veramente cosa sia, come sia, come si applica e a che titolo? Ne abbiamo un esempio vivente proprio accanto, ma raramente vogliamo ammettere che lo potremmo anche copiare da chi lo esercita dal 1848, ovvero la Confederazione Svizzera.
Esaminando i documenti ufficiali della Svizzera riporto quello che loro hanno regolamentato ed la esercitano da ben 276 anni.
Sicuramente non è applicabile direttamente in Italia ma se vogliamo veramente “RIDARE LA VOCE AL POPOLO” forse dovremmo avere l’umiltà di riconoscere i nostri errori politici e organizzativi ed avere nel contempo il coraggio di ideare una Italia esclusivamente dedita al Bene Comune del suo Popolo, Sovrano come indicato nell’art. 1 della Costituzione Italiana, mutuando dalla democrazia diretta realmente applicata in Svizzera.
La democrazia diretta – i cui strumenti principali sono l’iniziativa popolare e il referendum – è una delle peculiarità del sistema politico svizzero, che consente al popolo di pronunciarsi in merito alle decisioni del Parlamento o di formulare proposte di modifiche costituzionali.
In Svizzera il Popolo è coinvolto in modo considerevole nelle decisioni politiche a tutti i livelli. Al compimento dei 18 anni tutti i cittadini e le cittadine svizzeri ottengono, oltre al diritto di voto e di eleggibilità, anche il diritto di esprimersi su questioni materiali. La popolazione è chiamata alle urne circa quattro volte all’anno per pronunciarsi in merito a una quindicina di questioni. Negli ultimi decenni il tasso medio di partecipazione alle votazioni è stato leggermente superiore al 40 per cento.
Le cittadine e i cittadini hanno anche la possibilità di porre in votazione questioni materiali attraverso tre strumenti
- iniziativa popolare,
- referendum facoltativo e
- referendum obbligatorio
tutte queste possibilità costituiscono il fulcro della democrazia diretta in Svizzera.
L’iniziativa popolare a livello Costituzionale
L’iniziativa popolare permette alle cittadine e ai cittadini svizzeri di proporre una modifica o un’estensione della Costituzione. Il suo punto di forza consiste nel suscitare o rilanciare il dibattito politico su un determinato argomento. Affinché l’iniziativa popolare riesca e possa essere sottoposta a votazione popolare è necessario raccogliere 100’000 firme entro 18 mesi. Le autorità possono presentare un controprogetto all’iniziativa nella speranza che la popolazione e i Cantoni lo preferiscano alla proposta iniziale.
Referendum facoltativo su di una Legge approvata
Le leggi federali e altri atti normativi dell’Assemblea federale sottostanno al referendum facoltativo. Le cittadine e i cittadini svizzeri possono chiedere di sottoporre a votazione popolare una legge approvata. A tal fine è necessario raccogliere 50’000 firme entro 100 giorni dalla pubblicazione del testo di legge.
Referendum obbligatorio a modifiche Costituzionali proposte dal Parlamento
Qualsiasi modifica costituzionale decisa dal Parlamento viene sottoposta a referendum obbligatorio poiché in questi casi il Popolo deve essere consultato. Anche l’adesione della Svizzera ad alcune organizzazioni internazionali è soggetta a referendum obbligatorio.





