Home Opinioni GIORGIO LA PIRA, ESEMPIO DI UNA ITALIA MIGLIORE

GIORGIO LA PIRA, ESEMPIO DI UNA ITALIA MIGLIORE

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  • Non si dica quella solita frase poco seria: la politica è una cosa “brutta”! No: l’impegno politico – cioè l’impegno diretto alla costruzione cristianamente ispirata della società in tutti i suoi ordinamenti a cominciare dall’economico – è un impegno di umanità e di santità: è un impegno che deve potere convogliare verso di sé gli sforzi di una vita tutta tessuta di preghiera, di meditazione, di prudenza, di fortezza, di giustizia e di carità. (da La nostra vocazione sociale, AVE)

Questo è ciò che Giorgio La Pira pensava della Politica.

Scrivere di Giorgio La Pira oltre che un privilegio,un onore, è opera titanica, come titanico è l’Uomo di cui si vuole scrivere.

Siciliano di nascita, con natali in Pozzallo, ove venne alla luce il 9 gennaio 1904, da una famiglia di umili origini. Si traferisce a Firenze per dar seguito alla Sua vocazione che lo porta a intraprendere la carriera universitaria presso la Facoltà di Giurisprudenza, ove dopo la laure diverrà come associato e poi titolare di cattedra di Istituzioni di Diritto Romano.

Nel Suo “Digesta Iustiniani”(Corpus Iuris Civilis I, Berolini 1920) scrive della Sua “Conversione” nel ricevere la Sacra Eucarestia.

Diventa Terziario Domenicano e Terziario Francescano per andare a vivere nella Comunità Domenicana di San Marco nella cella VI ove approfondì gli studi su San Tommaso.

Perseguitato dal regime fascista, nel dopoguerra è legislatore nell’Assemblea Costituente come deputato della Democrazia Cristiana, componente di svariate commissioni parlamentari, tre volte sindaco di Firenze, esponente di rilievo con Dossetti del cristianesimo sociale, fautore dell’ecumenismo. Viene dichiarato “Venerabile” e “Servo di Dio” e da Papa Francesco il 5 luglio 2018.

Il professor Giorgio La Pira è stato impegnato su tutti i fronti della politica, anche quella internazionale come quando si recherà in Vietnam nel 1965 per incontrare Ho Chi MInh.

Nel 1967 è in Medio Oriente dopo la “Guerra dei 6 Giorni”, quale infaticabile “Uomo di Pace” alla ricerca delle soluzioni per la Vita.

Come Sindaco di Firenze era sempre dalla parte degli “ultimi”. Portò avanti le battaglie contro gli sfratti concedendo le case del Comune, come pure la lotta contro la povertà. Si narra che cedeva ai poveri il suo stipendio di sindaco, oltre ai suoi beni personali.

La foto che si vede è con Enrico Mattei, quando grazie all’intervento dell’ENI salva dal fallimento le officine Pignone, che assunse il nome di Nuovo Pignone.

Il professor Giorgio La Pira lascia la vita terrena il 5 novembre 1977.

Non basterebbe un articolo, un libro,un tomo universitario per descrivere le Sue opere, spesso nella incredulità che “persone” del genere siano veramente esistite.

Un Uomo di Fede, Un cattolico, un politico. Un Italiano.

Quanti professori vediamo ogni giorno alla televisione, quante volte dobbiamo sopportare le loro facezie. Quanti convegni inutili, conferenze vuote ed autoreferenziali. E cosa scrivere dei politici di oggi. Meglio tacere di fronte a Giorgio La Pira, un testimone di un Italia migliore.

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  • Redazione

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