Home Politica estera DARMANIN: “NESSUNO PUÒ DIRE DI AVER VINTO”. SICURAMENTE HA PERSO LA FRANCIA

DARMANIN: “NESSUNO PUÒ DIRE DI AVER VINTO”. SICURAMENTE HA PERSO LA FRANCIA

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 Composizione assemblea nazionale 2024 definitiva

 

Composizione definitiva dell’Assemblea Nazionale francese

Il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, commentando le dichiarazioni del leader di Insoumise dopo le prime proiezioni delle elezioni legislative, che vedono in testa il Nuovo Fronte Popolare, ha affermato: “Nessuno può dire di aver vinto” queste elezioni, “specialmente non il signor Mélenchon”.

La dichiarazione di Darmanin va nella direzione opposta a quella di Mélenchon, il quale, dopo le prime proiezioni del voto, ha dichiarato: “Macron è stato sconfitto, il Nuovo Fronte Popolare è pronto a governare”.

Il problema è che all’interno del Nuovo Fronte Popolare, ossia nell’ammucchiata elettorale messa assieme per fronteggiare la Le Pen, la France insoumise di Mélenchon ha ottenuto, sempre in base alle proiezioni, il maggior numero di seggi.

Per respingere la Le Pen la Francia potrebbe trovarsi ad essere governata dal comunista Mélenchon, il quale, non a caso, commentando a caldo le prime proiezioni del secondo turno delle elezioni legislative in Francia, ha detto: “Macron sconfitto, basta scuse. Il popolo ha votato secondo coscienza. Abbiamo ottenuto un risultato che ci dicevano fosse impossibile. Il presidente accetti la sconfitta e chiami il NFP a governare”.

“Questa sera – ha aggiunto Mélenchon – il RN è lungi dall’avere la maggioranza assoluta” e questo è “un enorme sollievo per milioni di persone che compongono la nuova Francia. La maggioranza ha fatto un’altra scelta per il Paese” rispetto all’estrema destra, ha aggiunto ancora Mélenchon e d’ora in poi “la volontà popolare dovrà essere confermata. Il presidente deve piegarsi” ai risultati della sinistra, che diventa “la maggioranza nell’Assemblea, sotto la bandiera della coalizione del Nuovo Fronte Popolare”.

Invitando Macron a nominare un nuovo primo ministro dall’alleanza dei partiti di sinistra, Mélenchon ha aggiunto che “il primo ministro deve andarsene. Il presidente ha il dovere di chiamare a governare il nuovo Fronte popolare. Il NFP applicherà soltanto il suo programma, ma tutto il suo programma”.

Ora la questione con la quale la Francia dovrà fare i conti è che, secondo le stime dell’istituto Ipsos con il gruppo Talan per France Télévisions, Radio France, France 24/RFI e LCP-Assemblée nationale, riportate da Le Monde, all’interno del blocco delle sinistre, cioè il Nuovo fronte popolare (Nfp), è La France insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélenchon che ottiene il maggior numero dei seggi, precisamente fra 68 e 74. All’interno dell’Nfp, seguono il Partito socialista con una forchetta tra 63 e 69 seggi e gli Ecologisti, con una forbice tra 32 e 36 seggi.

Gli ecologisti si sono fatti sentire con Marine Tondelier (Les Écologistes), la quale ha affermato: “Il popolo ha vinto, governeremo”.

Sarà da vedere, dopo i festeggiamenti, come si posizioneranno davvero i partiti dell’ammucchiata anti Le Pen.

Saranno d’accordo i socialisti di dare la leadership del nuovo blocco al comunista Mélenchon? O il Fronte si spaccherà alla prima occasione?

E poi, siamo sicuri che Macron intenda davvero dare l’incarico al comunista Mélenchon per formare il governo?

Non a caso l’entourage di Macron fa trapelare che il presidente francese invita alla “prudenza”, sottolineando che i risultati non rispondono alla domanda su “chi governerà”.

Guarda caso, il ministro degli Esteri Sejournè, rieletto, ha subito detto che è “ovvio che Mélenchon non può governare la Francia”.

Il campo presidenziale – ha detto Sejournè – presenterà “le precondizioni per qualsiasi discussione” in vista di una maggioranza.

“È ovvio che Jean-Luc Mélenchon e un certo numero dei suoi alleati non possono governare la Francia” ha dichiarato Séjourné al quartier generale del suo partito Renaissance.

Secondo lui, il partito sarà “intransigente nella difesa dei principi repubblicani e in particolare della laicità, così come nella lotta contro il razzismo e l’antisemitismo” nonché “nel perseguimento risoluto della costruzione europea e nel mantenimento del sostegno dell’Ucraina contro la Russia”.

Il primo ministro Gabriel Attal ha annunciato: “Domani mi dimetto. Nessuno ha la maggioranza assoluta, che non può essere data agli estremi”.

No a Mélenchon e nemmeno a Le Pen. E allora a chi?

Il leader della sinistra moderata francese Raphaël Glucksmann in reazione ai primi exit poll in Francia ha affermato: “Assemblea divisa, comportiamoci da adulti”.

Non male, come inizio.

Veniamo alla destra.

La leader del Rassemblement National Marine Le Pen, a Tf1, nei suoi primi commenti, ha detto: “La marea continua a salire, la nostra vittoria è solo rimandata. La marea sta salendo. Non è salita abbastanza questa volta, ma continua a salire e, quindi, la nostra vittoria è solo rimandata. Ho troppa esperienza per essere delusa da un risultato in cui raddoppieremo il nostro numero di parlamentari”.

Bardella, dal canto suo, ha commentato: “Alleanza del disonore tra Macron e la sinistra. Sarò qui, per voi, con voi, fino alla vittoria. Purtroppo l’alleanza del disonore e gli accordi elettorali di Emmanuel Macron e Gabriel Attal e l’estrema sinistra privano” gli elettori di un governo Rn.

A suo avviso, “questi accordi elettorali gettano la Francia nelle braccia di Mélenchon”.

L’eurodeputato ha però elogiato “la dinamica che sostiene il Rn, e che lo ha posto alla testa del primo turno” e gli permette di ottenere un numero di deputati storico. “Di fronte al partito unico” ha detto Bardella “questa sera tutto comincia. Sarò qui, per voi, con voi fino alla vittoria. Stasera è caduto un vecchio muro e nulla può fermare un Paese che ha cominciato a sperare”.

Non mancano i soliti estremisti che vanno in piazza per creare disordini.

Primi scontri, infatti, ieri sera, vicino Place de la République, a Parigi, tra polizia ed estremisti di sinistra. Lo riferisce Le Figaro, che parla di circa 500 manifestanti incappucciati radunati all’esterno della piazza.

Nella fotografisa Jean-Luc Mélenchon 

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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