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IL PARADOSSO DEL GATTO DI SCHRÖDINGER A PALAZZO CHIGI

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di Paola Bergamo e Paolo Bolzoni

Da un racconto di meccanica quantistica.

Nella meccanica quantistica, il gatto di Schrödinger è un esperimento mentale che illustra un paradosso della sovrapposizione quantistica.

E’ un esperimento affascinante e che si presta a una profonda riflessione.

Un ipotetico gatto può essere considerato contemporaneamente sia vivo che morto: ciò dipende dal punto di osservazione poiché il suo destino è legato a un evento subatomico casuale che può o meno verificarsi.
Per essere più chiari, l’esperimento descrive un apparato, nascosto da un contenitore, in cui un gatto è collegato a un sistema fisico che ne determina la morte se in esso si verifica spontaneamente un evento subatomico con una certa probabilità e in un dato tempo. Secondo la meccanica quantistica, finché non viene osservato, il sistema si trova in una sovrapposizione degli stati “evento avvenuto-non avvenuto”; da questo deriva che il gatto si trova nella stessa condizione, paradossale, per cui sarebbe vivo e morto contemporaneamente.
Uno squarcio particolarmente rilevante sulla possibilità di coesistenza di due stati opposti!..

Ciò induce a riflettere e traslare (o trasferir che dir si voglia) tale esperimento mentale sul piano realistico e in questo caso politico.
Lo scenario (che nel paradosso di Schrödinger era l’apparato atto a far funzionare una scatola dove si trova rinchiuso un gatto) ora diviene, invece, il luogo dove si estrinseca la vita politica con i dibattiti alla Camera e in Senato sulle interpretazioni della “meccanica quantistica”, in particolare nelle situazioni che coinvolgono l’inquilina Palazzo Chigi.

Ricordiamo che nel paradosso di Schrödinger conta sempre e solo il punto di osservazione. In parole povere, l’inquilina di Palazzo Chigi resta Premier finché gli italiani restano privi di un reale punto d’osservazione, o finché restano “ciechi” o “accecati”, oppure finché non avviene una sostituzione.

La Premier si trova di fatto rinchiusa in una, per così dire, gabbia d’acciaio, con un dispositivo protetto contro le sue interferenze dirette: fuori dal suo ufficio, Elly Schlein è in agguato, pronta a irrompere e cacciare via l’inquilina di Palazzo Chigi. Ma con altrettanta probabilità, forse Schlein non osa farlo.

Se ciò accade, la rabbia di Elly si scarica e, attraverso un relè, rilascia un martello che frantuma una piccola fiaschetta con dentro la campana della libertà.
Se si lasciasse indisturbato l’intero sistema per un intero mandato, si direbbe che Meloni è ancora Premier, a patto che Schlein non si intrometta. Se invece Elly entrasse, la campana della libertà suonerebbe.

La funzione psi, Ψ, del destino della ”Inquilina” esprimerebbe questo mantenendo la stessa nella gabbia, o sostituendola, con conseguenze altrettanto catastrofiche, è bene sottolinearlo per l’Italia e l’Europa.

È tipico di questi casi che un’indeterminatezza originariamente riservata a una poltrona, si trasformi per l’Italia in un macroscopico caos, che potrà essere risolto solo con elezioni anticipate.

Ciò ci impedisce di accettare così ingenuamente come valido un “modello sfocato” per rappresentare la realtà. Di per sé, non incarnerebbe nulla di poco chiaro o contraddittorio. C’è differenza tra un Governo traballante o sfocato, e l’istantanea di un’Italia morta.

Naturalmente a questo punto dell’esperimento serve inforcare le lenti e colmare il gap della mancanza del punto d’osservazione. Dopo un intervallo pari al semi mandato, la stessa “Inquilina” può essere Premier o non esserlo con la stessa probabilità, quindi è in una sovrapposizione dei due stati: nella notazione di Dirac (bra-ket o formalismo di Dirac atto a denotare vettori astratti in uno spazio funzionare lineare, lo spazio di Hilbert)) , lo stato di Giorgia Meloni finirebbe per essere:

1. A ⟩ = 1/√ 2 (Giorgia ancora lì ⟩ + Giorgia cacciata via).
Ma poiché Elly determina il destino di Giorgia, è da considerarsi sia seduta a Palazzo Chigi che cacciata via;

2. G ⟩ = 1/√ 2 ( Giorgia cacciata via ⟩ + Giorgia ancora lì.
Almeno finché Elly non la osserverà aprendo la gabbia di Giorgia.

P.S.
L’apparente paradosso nasce dal fatto che nella meccanica quantistica non è possibile descrivere gli oggetti in modo classico, e viene utilizzata una rappresentazione probabilistica: per mostrare il fatto che una particella può essere collocata in diverse posizioni, ad esempio, viene descritta come se potesse essere contemporaneamente in tutte le posizioni che potrebbe assumere.

Tornando al caso di Palazzo Chigi questa descrizione non appare corretta.

Schrödinger si riferisce alla “funzione d’onda dell’intero sistema”, non solo a quella di Giorgia. Infatti la teoria quantistica afferma che il sistema Premier+Giorgia è descritto dallo stato di correlazione quantistica.

1. A, G⟩ = 1 / √ 2 (Elly è entrata, Giorgia è stata sostituita ⟩ + (Elly non è entrata, Giorgia è ancora Premier).

Non è quindi corretto affermare che Giorgia si trovi in una sovrapposizione di due stati, perché la sovrapposizione riguarda tutto il sistema.

La differenza fondamentale è che i due sottosistemi, cioè Giorgia ancora Premier e Giorgia non più premier poiché mandata via, presi singolarmente, sono piuttosto descritti da una miscela statistica.

L’incertezza sulla sorte di Giorgia è “classica”: lei è ancora Premier, oppure cacciata via, con una probabilità del 50%, senza alcuna ingerenza tra i due diversi stati.

Ora lo sguardo, che è un punto d’osservazione, si volge alla volta celeste estasiato nel rimirar le stelle!
 
“Oh Gesù guarda giù
Lascia votare chi vuoi tu
Siamo tutti fratelli
Non solo quelli di Giorgia
Oh Gesù, oh Gesù
Scusa se ti dò del tu
Oh Gesù vieni giù
Qui non ne possiamo più.”
C&R

P.S. La spiegazione dell’esperimento di Schrödinger è stata necessariamente semplificata per non togliere fluidità al racconto.
Le nostre umili scuse a Kurt Gödel (uno dei più grandi logici di tutti i tempi insieme a Aristotele, Leibniz e Frege quanto a pensiero filosofico e matematico del XX secolo)  per avere “deformato per necessità di adattamento alla storia”, il suo teorema di incompletezza.

Autore

  • Redazione

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