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DA “MANI PULITE” A “MANI OSCURE”

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di Gianvito Caldararo

Con l’intervista del senatore Giovanni Pellegrino, a circa trent’anni dalla ” rivoluzione giudiziaria ” del pool di Milano, si comincia a fare chiarezza su quello che era un sospetto e cioè che l’azione giudiziaria di ” Tangentopoli ” era a senso unico. Una indagine che ha investito i partiti della maggioranza e non il vecchio PCI, divenuto Pds e poi Ds. A Pellegrino viene confidato che i magistrati non si sarebbero mossi contro il Pds e di stare tranquilli che ” Mani pulite “non se la prenderà con noi “. Eppure, Craxi aveva sentito il dovere di chiarire che ” il finanziamento della politica era in buona parte irregolare o illegale da tempo immemorabile “, ma precisava e avvertiva che tutto ciò non deve diventare ” un esplosivo per far saltare un sistema, per delegittimare una classe dirigente. Craxi, puntava l’indice contro chi immaginava e progettava di poter sostituire i partiti con ” simboli e poteri taumaturgici “. A tal fine, sollecitava il Parlamento a ” reagire ” a ” guardare alto e lontano “, ad offrire una soluzione politica alla crisi della Repubblica, distinguendo il piano delle dinamiche – certamente degenerate – di funzionamento del sistema, dai fenomeni di corruzione e concussione che chiamano in causa le responsabilità personali, e che, come tali, “vanno definiti, trattati, provati e giudicati”. Craxi, resterà inascoltato e nel discorso alla Camera dei deputati del 3 luglio 1992, affermerà quello che tutti sapevano, ovvero: “Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale”. Poi, con sicurezza accusava e tuonava: “Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”. Nell’aula vi fu un religioso silenzio e tutti restarono muti.  Nella intervista il senatore Pellegrino evidenzia di come il Procuratore capo di Milano, il dott. Borrelli, nel 1993 aveva dichiarato che ” se l’Ottocento era stato il secolo dei Parlamenti e il Novecento quello degli Esecutivi, non escludeva che il secolo seguente avrebbe potuto essere il secolo della giurisdizione “. Infatti, il professor Sabino Cassese, noto e autorevole costituzionalista e accademico, parla di ” Governo dei giudici “. Con Tangentopoli assisteremo ad una indagine che faceva strage di ogni regola di prudenza e saggezza e dove la carcerazione preventiva diviene il mezzo non per riferire e confessare sui reati eventualmente commessi e contestati, ma la ” collaborazione ” in direzione di tradimenti, accuse, delazioni, in modo da divenire soggetti ” infami “. E proprio nella lettera del suicida Gabriele Cagliari, già presidente dell’ENI (azienda di Stato), in carcere illegittimo da quattro mesi, che si riscontrano tutti quegli elementi di violazione della dignità umana, quale diritto costituzionalmente garantito. Nella lettera Cagliari scrive: “La criminalizzazione di comportamenti che sono stati di tutti, degli stessi magistrati, anche a Milano. ha messo fuori gioco soltanto alcuni di noi, abbandonandoci alla gogna e al rancore dell’opinione pubblica. La mano pesante, squilibrata e ingiusta dei giudici ha fatto il resto”. Scrive Cagliari:” ci trattano veramente come non-persone come cani ricacciati ogni volta al canile. Lo stesso Cagliari sottolinea come e perchè era illegittima la sua carcerazione. Infatti, scrive: “Sono qui da oltre quattro mesi, illegittimamente trattenuto. Tutto quanto mi viene contestato non corre alcun pericolo di essere rifatto, né le prove relative a questi fatti possano essere inquinati in quanto non ho più alcun potere di fare né di decidere, né ho alcun documento che possa essere alterato. Neppure potrei fuggire senza passaporto e carta di identità”.  E sarà ancora Craxi, a sintetizzare il clima ” infame ” della stagione di ” Mani pulite “, affermando: “Quando i giudici si proclamano sacerdoti di una assurda  ” Rivoluzione “, quando si appellano ai sentimenti della piazza , la giustizia ha perso le sue virtù, che sono l’obiettività, la verità, l’equilibrio, la serenità e l’umanità”. Definirà tale giustizia come ” giustizia – spettacolo “, con i suoi divi, i suoi eroi e i suoi dannati “. Pellegrino, fa presente che contro di lui si scagliarono anche i giudici, registrando un servizio mandato in onda dal Tg3 con gli interventi dei giudici Borrelli, Gian Carlo Caselli e Cordova. Dopo la conversione di Violante, la recente intervista di Di Pietro e la intervista del senatore Pellegrino, secondo il pensiero di Mauro De Bue, dirigente socialista, sono maturi i tempi che il Parlamento della Repubblica provveda ” ad aprire una seria e profonda indagine sul biennio giudiziario che sconvolse l’Italia, fece sciogliere i partiti, condannò alcuni e preservò altri, incarcerò senza motivi e portò all’esasperazione e al suicidio, e condusse a morte il segretario amministrativo del Psi, mentre quello politico fu costretto ad essere operato e a morire lontano dal suo paese. Una pagina di storia va riscritta per amore della verità”.

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  • Redazione

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