di Marco Pugliese
La scandalosa (perchè palesemente politica) pubblicazione dell’esito della missione in Italia resa nota dall’Fmi (con mezzo mondo che arranca, i 15 miliradi italiani in effetti sono un problena, non le cedole scoperte dei prestiti che distruggono il patrimonio privato e generano crisi partendo dagli Usa, come nel 2007) per monitorare le condizioni economiche e finanziarie del nostro paese.
La missione, guidata da Rachel van Elkan (è attualmente capo missione per la Svizzera e Cipro presso il Fmi), è stata iniziata il 6 maggio, giungendo alla sua conclusione lunedì 20 maggio, giorno in cui l’Fmi ha pubblicato le sue conclusioni (a borse aperte, tanto per creare qualche danno al Paese, fossero seri pubblicherebbero nei fine settimana, per fortuna per JP Morgan il nostro debito e assolutamente sostenibile).
“Sebbene il deficit primario sia diminuito, la differenza con quel surplus primario dell’1,75% (rispetto al Pil) che ha prevalso nel periodo precedente la pandemia rimane molto ampia, a causa della lenta rimozione delle misure temporanee varate nei momenti di crisi, nonostante la posizione di forza ciclica dell’economia” , la van Elkan liquida in questo modo i sacrifici degli italiani e suggerisce eresie: stop al taglio del cuneo fiscale (cosi torniamo in stagnazione) e aumento età pensionabile (del resto al Fmi si va in pensione presto…conosciamo qualche ex funzionario italiano che nel 2014 ammise, a 59 anni d’essere un pensioto da 11.500 euro mensili del Fmi).
La nostra stampa ovviamente titola a ruota, non curante del danno e cavalcando la questione bonus 110 (che ha generato però 2 terzi di guadagno che coprono un terzo di debito, quindi sarebbe onesto raccontarla tutta e non buttarla in politica tra partiti o si danneggiano gli italiani) ed una serie di “riforme” che dovrebbero garantirci di rientrare di 15 miliardi (infrazione Ue in arrivo) tra cui magari cedere quote delle partecipate, Poste od Eni su tutte.
Nel mentre la settima potenza mondiale, con un export che straccia Berlino e Parigi (e avanti nella crescita) viene malvista perchè ritorna a produrre (grazie alla sospensione delle regole Ue durante il Covid) e le viene suggerita austerità (che porta debito pubblico più alto e stagnazione).
Nel mentre la Germania: 800 miliardi emessi a debito utilizzati per nazionalizzare imprese e dare soldi a pioggia, il caso Wirecard (soldi elettronici prestati alle imprese con annesso fallimento del colosso finanziario prestatore insabbiato), accordi al ribasso sul gas per dare energia a basso costo e fuori dalle regole Ue sulla concorrenza. A questo aggiungiamo gli aiuti di stato e la nazionalizzazione delle aziende energetiche.




