Home Opinioni LAGO MAGGIORE, 007: IL NAUFRAGIO DEI MISTERI

LAGO MAGGIORE, 007: IL NAUFRAGIO DEI MISTERI

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di Giorgio Cattaneo

ISRAELE-ITALIA, PROVE SEGRETE DI PACE IN UCRAINA?
 
Non era certo una gita in barca, né una rimpatriata tra colleghi, ma una vera e propria riunione di lavoro – ovviamente segreta – tra 007 italiani e israeliani. E come nei film di spionaggio, scrive il “Gazzettino”, sono immediatamente spariti tutti i superstiti del naufragio sul lago Maggiore e le tracce a loro riconducibili, che potevano svelarne identità e movimenti.
Una tragedia, il 28 maggio, al largo di Sesto Calende (Varese), con quattro morti: due agenti dell’Aise, Claudio Alonzi e Tiziana Barnobi, un agente del Mossad ufficialmente in pensione (Shimoni Erez) e la russa Anya Bozhkova, moglie dello skipper. Oltre all’equipaggio, a bordo c’erano 23 persone: tante. Un summit insolito, lontano da orecchie indiscrete?
«Se all’interno del relitto dovesse essere trovata qualche valigetta contenente dei documenti degli 007, magari ancora leggibili nonostante l’acqua – scrivono i giornali – Palazzo Chigi potrebbe invocare il segreto di Stato». Non solo: «Non si conoscono i nomi dei venti sopravvissuti, in stragrande maggioranza appartenenti all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna».
Gli agenti del Mossad? «Sono stati rimpatriati con un jet privato usato per voli “sensibili”, atterrato a Milano all’indomani dell’incidente. Nelle abitazioni che avevano preso in affitto non ci sono più tracce del loro passaggio, così come non ci sono documenti di chi – tra gli agenti segreti italiani e israeliani – è stato medicato e subito dimesso dagli ospedali della provincia di Varese».
E’ lecito sospettare (sperare) che gli sfortunati agenti d’intelligence potessero aver esaminato una possibile road map per uscire dalla guerra in Ucraina? Notoriamente, Israele ha mantenuto una posizione estremamente cauta: e vanta collegamenti speciali sia con Kiev che con Mosca, grazie all’influente network internazionale ebraico. Da poco, inoltre, Papa Bergoglio ha appena nominato un incaricato speciale – il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei – per sviluppare possibili trattative. Ed è di questi giorni la notizia che il direttore della Cia, Bill Burns, a maggio è stato in Cina – in gran segreto – nel tentativo di avviare il disgelo delle relazioni tra Washington e Pechino.
Non è un mistero che proprio i cinesi, insieme agli israeliani, possano avere un ruolo determinante nella risoluzione della crisi in Est Europa.

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  • Redazione

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