
Bisogna lavorare sulla “resilienza e sulla competitività globale a lungo termine dell’Unione europea, assicurandosi che l’Ue disponga di tutti gli strumenti necessari per garantire una crescita sostenibile e inclusiva e una leadership globale in questo decennio cruciale”.
Bla, bla, bla, bla, bla ……………………………………Frittura di aria in salsa woke.
Questo il cuore della dichiarazione comune rilasciata al termine del summit in Francia tra i ministri Bruno Le Maire, Adolfo Urso e Robert Habeck al quale i tre esponenti dei governi di Francia, Italia e Germania legano il loro estremo appello per ritrovare la “potenza economica dell’Unione” in modo da non rimanere stritolati dalla concorrenza cinese ma anche dall’alleato a stelle e strisce.
L’impotenza sta negli aggettivi sostenibile e inclusiva che veicolano due concetti appartenenti alla logica che ci ha portati al disastro attuale.
Le parole hanno una loro funzione precisa e se tu usi le parole di una linea politica che ti ha portato al disastro europeo, con il green, il woke, le fesserie varie di una élite debosciata che ha preteso e pretende di governare il mondo, mentre è racchiusa negli zoo dei boschi verticali della zone ztl, vuol dire che sei succube di quella forma mentis, di quella forma di pensiero.
Qui da includere c’è solo il cervello (attualmente escluso) e di sostenibile c’è solamente la realtà che non è quella che vorrebbero le élite ormai in crollo verticale di credibilità.
Se si vuole essere credibili è necessario espungere dal vocabolario parole che ci rimandano alle idiozie con le quali una classe dirigente masochista ha tentato di imbonirci per condurci sulle verdi praterie del gregge generale, comandato da lor signori dal cervello siliceo.
Se la destra che governa l’Italia si accomoda nelle parole delle élite debosciate progressiste non fa del bene all’Italia e nemmeno a se stessa.
Se questo è l’estremo appello, sente molto di estrema unzione.





