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SONO SCEMI O MANGIANO I SASSI?

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Prestando attenzione a quanto dicono i vari esperti militari, allo stato attuale del conflitto ucraino, sia Kiev, sia Mosca non hanno conseguito risultati strategici ed operativi: solo risultati tattici. Il risultato complessivo è che il fronte è stagnante e che l’Ucraina, a corto di munizioni, sta arretrando in alcune aree per meglio posizionarsi in funzione difensiva. L’idea di riconquistare i territori occupati appartiene al libro dei sogni e agli strilli della propaganda.

Non a caso si comincia a introdurre, nelle narrazioni mainstream, il concetto di trattativa e di tavolo negoziale.

L’idea iniziale dei cervelloni Dem Usa, in stretto accordo con i Rino (republicans in name only) del tipo Bush, era, nell’ambito della logica di globalizzazione, ideata da altrettali cervelloni della finanza speculativa, di ridurre ai minimi termini la Russia, rendendola innocua.

Nel 2014 Victoria Nuland, sottosegretaria di Stato aggiunta (regnante Barack Obama), con l’aiuto operativo di George Soros, ha creato le condizioni per la rivoluzione arancione e, successivamente, ha operato per determinare la formazione di governi in linea con la strategia delineata. Al tempo Joe Biden era vicepresidente e suo figlio Hunter faceva affari in Ucraina (anche con Russia e Cina).

Questo il quadretto, incontestabile, ormai certo e certificato.

La risposta di Putin alla rivoluzione arancione fu l’annessione della Crimea alla Federazione Russa.

Nel tempo ci sono stati gli accordi di Minsk, tranquillamente disattesi, e un crescendo di fatti che hanno portato all’attuale situazione.

In questi dieci anni si è avverato anche il progetto sinteticamente espresso dalla signora Victoria Nuland. Siamo sempre nel 2014. “Fuck the EU”. Con queste parole la segretaria di Stato aggiunta, Victoria Nuland, massima responsabile americana delle relazioni con il Vecchio continente, ha mandato pesantemente a quel paese l’Unione Europea. “L’Europa si fotta”.

Detto, fatto.

L’accordo tra Usa e Ucraina (tra Occidente e Ucraina) è stato: voi ci mettete il sangue e noi ci mettiamo le armi.

Gli ucraini hanno messo il sangue e gli Usa e l’Occidente hanno messo le armi con il bilancino, ben sapendo che non dovevano passare la linea rossa del coinvolgimento di Paesi europei e Nato in un conflitto diretto con la Russia. Oggi gli Usa si sfilano, così come hanno fatto in Iraq e Afghanistan, lasciando aperto l’interrogativo se di alleati di tal fatta, che, al momento opportuno per loro, ti lasciano in mutande, c’è da fidarsi.

Un risultato strategico gli Usa della Nuland & Company l’hanno ottenuto: mettere in mutande la Germania, recidendo i suoi rapporti con la Russia e far saltare ogni progetto europeo, visto, come si può ben vedere, che gli Stati europei non vanno d’accordo su nulla, che è saltato l’asse franco-tedesco e che il Nord Europa ha interessi profondamente diversi dal Sud Europa.

I politici dell’Unione Europea sono degli aggregati di chiacchiere e chi comanda in Europa è la Nato.

Secondo risultato strategico degli Usa della Nuland & Company, infatti, è che la Nato con la guerra in Ucraina si è espansa e che ha detto a chiare lettere, alla faccia dei poveretti leaderini made in Europe, che per quanto riguarda la partita delle armi comanda lei, ossia comandano gli Usa.

Terzo risultato strategico per gli Usa della Nuland & Company è che gli ex Paesi dell’Unione Sovietica hanno ritrovato una loro identità nazionale, una loro sovranità, che rivendicano con forza crescente.

Quarto risultato strategico (connesso con il terzo) per gli Usa della Nuland & Company, proclamato a tutta voce, è che l’aggressione russa ha dato vita ad un forte senso della patria, dell’identità nazionale, della propria storia e delle proprie radici, nel popolo ucraino. L’Ucraina rivendica la sua sovranità, la sua identità, la sua storia.

E qui casca l’asino o, meglio, sorge l’interrogativo riguardante i cervelloni che hanno elaborato le strategie occidentali degli ultimi trent’anni: sono scemi o mangiano i sassi?

Quando intraprendi un’azione devi avere in mente quali possano essere gli effetti di tale azione. Per prevedere gli effetti, devi avere cultura, conoscenza della storia, della geografia, delle idee dei popoli. Non devi pensare che il mondo sia popolato da nativi da recintare a piacimento nelle riserve indiane.

Devi anche pensare che le idee, spesso, contano più dei cannoni e dei soldi.

E allora ecco che sorge la domanda: come mai, volendo affermare la globalizzazione e la verticalizzazione della catena di comando(Davos, Nuovo Ordine Mondiale), le élite del pensiero siliceo (mangiano i sassi) hanno creato le condizioni, con quanto è avvenuto nel cuore dell’Occidente, che rimane l’Europa, una narrazione potente che dice: è sacrosanto diritto dei popoli di autodeterminarsi, di amare la Patria e anche di morire per essa, di avere identità e radici, storia e cultura.

L’Ucraina è la potentissima espressione di questo sentimento, che ha contagiato tutti quanti, facendo dei polacchi i polacchi, dei rumeni i rumeni, degli slovacchi gli slovacchi. I Paesi baltici, si sono aggregati alla Nato per difendere la loro identità.

Patria, nazione, identità, popolo, sono concetti potentemente tornati alla luce della coscienza delle masse che si volevano uniformi e grigie e la sovranità nazionale è tornata ad essere il motivo dominante della coscienza collettiva.

Ecco il motivo per il quale all’interrogativo la risposta è sì: le élite del globalismo sono sceme e mangiano i sassi, perché in trent’anni hanno costruito un insieme di baggianate, vendute per progressismo, mentre era solo scemenza di bassa qualità autolesionista.

A proposito, e per concludere in bellezza: risorgono le nazioni, le patrie, i popoli che rivendicano la loro identità, alla faccia dei globalisti  e di chi è riuscito, sempre a proposito di fagocitatori di silicio, a dare ascolto a chi scriveva della fine della storia.

Poveretti, c’è poco da dire. Teste di sasso.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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